L’Arena Garibaldi è a due passi da piazza dei Miracoli. Talvolta i miracoli accadono

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Micol non l’ho vista. E neanche Pesenti perchè aveva i fari negli occhi. L’esultanza con la mano da monello all’indirizzo della tribuna d’onore, era per cercare lei. Non per la dirigenza che lo ha appena ceduto. L’Arena Garibaldi è a due passi da piazza dei Miracoli. Talvolta i miracoli accadono. A Fumagalli ad esempio riesce una parata al primo minuto, con la palla che va sul palo interno ed esce. A metterci proprio tutto, il rimbalzo finisce sui piedi di un pisano, ma ci salviamo ancora. Altro miracolo: Pesenti non sbaglia una giocata. I due goal sono meno miracolosi, perché sa farli. Però il prodigio vero è che il Piacenza, sotto di due, surclassato da avversari che lo stanno schiacciando e assordato da uno stadio in festa, riprende la partita. Prima accorcia con un rigore nettissimo. La rabbia dei locali è davvero stucchevole oltre che fuori luogo. Terrani, polare, trasforma. Poi pareggia con Nicco, che approfitta della gattata del portiere e segna da centrocampo. Sul 2 a 2 la partita si assesta. Le contendenti si sono prese le misure. Hanno introdotto le opportune correzioni di modulo, le necessarie forze fresche e si tamponano a vicenda. Il Pisa costruisce di più, ma non trova sbocchi. Moscardelli sembra più il sosia del povero Pezza, che non un centravanti. Pesenti invece ha esaurito il bonus e gioca come sa. Il Piacenza parte in contropiede. Uno, magistrale, è stoppato da un fallo tattico. Uno si ferma su disperato recupero. L’ultimo vede il riscatto del portiere pisano. Finisce in parità. Per come si era messa, è un gran risultato. Ringrazio la comitiva che ha offerto il passaggio. Mi hanno aspettato venti minuti sia all’andata che al ritorno. E a fronte dell’acquisto di un pacchetto di patatine più quattro caffè, ho ricevuto: vettore gratuito, un Camogli, una birra non filtrata, e tre Togo.

I protagonisti:

– Franzini sa che adesso non si decide niente. Bisogna rimanere lì vicino, poi ci giocheremo le nostre carte.
– Matteassi siccome pioveva, era dentro la panchina coperta. Su quella dei poveri c’erano Gregori e l’addetto stampa Riccardo Mazza.
– Fumagalli è stato il mio tipo di portiere preferito: quello che para e non sbaglia niente.
– Barlocco pretende miracoli, perchè gli riescono. Magari non sempre, ma è splendido.
– Di Molfetta ho paura che si carichi sulle spalle l’imbarcata che prendiamo sul loro secondo goal.
– Porcari ha estratto il colpo migliore della partita. Un tiro di contro balzo che va via dritto e purtroppo si stampa sulla pancia di un difensore.
– Bertoncini era uno dei due centrali. A me è piaciuto, ma uno dei due centrali doveva marcare Pesenti.
– Pergreffi era capitano. Un capitano deve sapere che l’ex non deve segnare.
– Sestu dove ha consumato tutto quel tocco morbido che gli serve per i traversoni?
– Della Latta sta crescendo. Buona notizia.
– Ferrari era sembrato sottotono. Aggiornavo quelli a casa, attribuendogli tutte le reti, ma era meno incisivo. Poi è uscito. Mi sono accorto quanto mancasse.
– Nicco è quello che ti risolve le partite. Magari non sempre, ma anche lui è splendido.
– Terrani tira i rigori meglio di Ferrari. Che è tutto dire.

Sono entrati:
– Corradi che è stata la vera chiave tattica. Miglior biancorosso in campo.
– Silva che porta a casa la maglia di Moscardelli.
– Sylla che spazia in ogni zona del campo, senza riuscire ad essere in quella corretta.
– Marotta per dare sollievo ai crampi di Nicco.

Nota di colore: ho visto il primo tempo con lo speaker dello stadio. Del Garilli intendo.

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