
Il pareggio conquistato contro la Juventus Under 23 rischia di non essere più notizia. È il quarto consecutivo, il terzo in cui si subisce rimonta, ma è anche il più bello del filotto. La squadra bianconera è forte. Ci sono individualità di pregio, c’è impianto di gioco, c’è anche Mirko Conte come allenatore in seconda. Aver portato a casa il punto, è un premio importante per il collettivo guidato da Mister Manzo. Collettivo caparbio, che ha saputo adattarsi alla situazione. Ha lottato, ha sofferto, ha rintuzzato, ha segnato. Hai poi anche incassato, ma vincere era forse pretendere troppo. La partita è stata coinvolgente, pochi tempi morti, molte proposizioni offensive. Nel primo tempo il possesso palla juventino è stato abnorme. Il Piacenza però metteva fuori il naso e creava pericoli. La seconda frazione si è sviluppata quasi identica, ma ci sono due goal. Il primo è biancorosso, lo segna De Respinis. Con un tocco di corpo, consentito, ribadisce in rete la palla respinta dal palo. Il secondo è bianconero. Pallone in porta dopo una di quelle azioni che mandano in estasi Mister Manzo. L’estasi è, per ovvie ragioni, minore del solito. Col pari in tasca la Juventus Under 23 stringe in assedio il Piacenza, ma il risultato non cambia più: 1 a 1 come con Pro Vercelli, Albinoleffe, Pergolettese. Due considerazioni: la prima è che gli Under 23 juventini avevano in campo un paio di giocatori esperti che hanno voglia di giocare e di essere chioccia. Gente tipo Sestu per fare un esempio. La seconda è che è finito il girone di andata, il Piacenza ha 18 punti. Volevamo averne qualcuno in più, potevamo averne qualcuno più. Comunque il gruppo di coda è compatto, siamo lì e con una vittoria si scalano posizioni. Scrivere che serve vincere è di assoluta inutilità.
Protagonisti:
Libertazzi: Nel primo tempo si infortuna. Pare debba uscire, invece stringe i denti. In qualche circostanza lo graziano gli attaccanti avversari, in altre si supera. Ancora una volta decisivo all’ultimo minuto con una parata “issima”.
Battistini: il capitano sportella con Brighenti. Non lo annulla, ma lo circoscrive per bene.
Corbari: Colpisce il palo da cui scaturisce il goal del vantaggio, ne evita uno già fatto. A volte soffre la velocità degli avversari, ma si conferma determinante.
Martinbianco: opposto al più tecnico degli attaccanti, dimostra tutto il buono della precedente uscita. E ci aggiunge giocate inaspettate.
Simonetti: Il centrocampo è stato quello che ha più sofferto la pressione. Meno evidente del solito, molto prezioso al solito.
Galazzi: l’azione che si costruisce nel primo tempo è meraviglia. Il portiere arriva sulla conclusione, negandogli il goal. Esce dopo un’oretta, quando serve irrobustire.
Palma: c’è sempre. Annulla con grinta il dazio della superiore fisicità avversaria. L’ammonizione che gli rifilano è ingiusta.
Pedone: mette in naftalina i colpi e si mette a far legna dall’inizio alla fine.
Visconti: come Simonetti, con qualche sbandata in più.
Babbi: trova subito la posizione, non sbaglia una sponda che una. Il mister lo cambia quando cambia la partita.
De Respinis: certo, il goal è fortunata rapina. Certo, qualche volta ha cercato di strafare quando bastava fare. Era appena arrivato, ha dimostrato di saper stare in campo, di saper leggere le situazioni. Prende la maglia numero 37, chissà perché.
Sono entrati:
Maio: rileva Babbi e mi basta vederlo per sentirmi tranquillo.
D’Iglio: rileva Galazzi e non gli riesce di entrare in partita con la solita autorità
Scorza: rileva Pedone per il recupero e ringrazia Libertazzi che evita il clamore dell’autogoal allo scadere. Prende la maglia numero 8 perché Corradi non c’è più.
Mister Manzo: legge bene la partita, la gestisce in maniera giudiziosa. Alla fine del girone d’andata il suo Piacenza ha cambiato pelle. Ha imparato a venderla cara.




