
Ho lisciato l’appuntamento con lo stadio del Tricolore. Sarei andato volentieri. Era molto che non ci si imbatteva nella Reggiana. Ho visto che hanno aggiunto l’aggettivo Audace alla denominazione. Lo avevano agli inizi pare, ma son sempre loro. Ho visto la foto del goal realizzato dopo due minuti. Non so se irrita più che ce ne siano quattro in fuorigioco, o la maglietta a righe verticali blu amaranto che indossano. A Reggio nell’Emilia festeggiano il centenario, hanno pagato dazio allo stilista. Ho curiosato tra le iniziative del 100 reggiano. Sono belle. Sono stati anche molto carini. Hanno pubblicato la foto di Roberto Serena, proteso a incassare il quarto dei cinque goal presi quella domenica. Ho girato la foto a Roberto, ne ha riso. Fossi andato allo stadio, avrei incrociato per la prima volta lo striscione del gruppo Teste Quadre. Sono nate nel 1999, l’ultima partita piacentina contro quelli di Reggio è del ’97. Giordano Caini stava con loro. Prima del 1999 le teste erano sì quadre, ma esponevano lo striscione “Ultras Ghetto”. Ho ricevuto parecchi messaggi da chi era presente. Sensibile la differenza tra quelli letti a fine primo tempo e quelli a fine gara. Il succo dei primi: “In campo ci sono dieci m-rd-, con Paponi” Se comprate una vocale, lo decifrate. Dopo il triplice fischio i toni erano più distesi. Il pari in rimonta ha un sapore particolare. Si mangia tutti la stessa pietanza, ma irrancidire quella del vicino rende gustosa la tua. Chi era allo stadio nel settore ospiti, ha preso molta acqua. Mapei non ha tettoie a catalogo. Qualcuno dopo la partita ha preso anche dei sassi, perché l’idiozia costa poco ovunque. I reggiani che conosco mi piacciono. Il più tifoso è Max Collini. Al Cuncertass di Sant’Antonio uno del pubblico gli ha lanciato la maglia di Giordano Caini. Quella di quando stava con noi. Secondo me ce l’ha ancora.

Durante la partita ho guardato due volte il sito SportPiacenza. La prima stavamo perdendo uno a zero la seconda stavamo più sotto ancora. Sono scaramantico, non lo aprirò più. Ho atteso messaggi, sono arrivati: Paponi prima Della Latta poi. Poco spazio alla prosa, molto al significato. Il migliore rimane comunque il messaggio prefettizio al Galà dello Sport di Palazzo Galli. Il Prefetto di casa nostra ha citato il Piacenza Calcio, come esempio di fair play e maturità sportiva, per come ha accettato ingiustizie macroscopiche. Ha inoltre ricordato la generosità del Piacenza Calcio e i valori che lo accompagnano. Sarebbe delittuoso spaccare questo giocattolo, legato al tessuto sociale non solo per risultati agonistici. La partita non l’ho vista. L’idea che mi son fatto è che i biancorossi siano più forti dell’Audace. Poi ci sono gli episodi, gli errori, la valenza della gara sentita. Prendi due goal balordi, piove, riesce poco, ti puoi smontare. Invece abbiamo recuperato. Segno di qualità del gruppo. Segno che il timone è saldo.
Avrei anch’io un messaggio da inviare: – “Caro Sant’Ambrogio, non sono tra i tuoi accoliti, ma c’ho abitato in mezzo una decina d’anni. Sai che mi sono comportato bene quando ero lì. Non ho fatto un giorno che uno di mutua. Al lavoro andavo in bici, 25 km tra andata e ritorno. Considera che erano anni in cui il pianeta non si surriscaldava. Sai quanto mi piaceva festeggiare il 7 dicembre, così come sai che lo preferivo al 4 luglio. Disturbo per una cortesia: riesci a mettere Della Latta a centrocampo? A Piacenza non siamo mai d’accordo su niente, ma stavolta c’è coesione. Grazie”.




