Carrozze in numero insufficiente, porte dei vagoni che non si aprono o non si chiudono, climatizzazione spesso fuori servizio e ritardi all’ordine del giorno sono ormai da anni le lamentele dei pendolari in merito alle condizioni dei treni sui quali salgono ogni giorno, ma la fine del 2012 – e non è colpa dei Maya – è coincisa con un’ulteriore escalation dei disagi.
Un altro record delle difficoltà è infatti coinciso, nell’innevata settimana di Santa Lucia, con l’avvio del ‘Goal Rail’, il nuovo software spagnolo acquistato da Trenord. La novità, introdotta per “governare in automatico i movimenti dei locomotori e la gestione del personale”, si è infatti trasformata – ironia della sorte – in un clamoroso autogol organizzativo prolungatosi per giorni, con centinaia tra ritardi e cancellazioni di convogli del traffico lombardo, con inevitabili ripercussioni su quello emiliano e quindi sulle già difficili giornate dei pendolari piacentini, soprattutto del capoluogo e della Valdarda.
“Come risultato – secondo il presidente dell’Associazione Pendolari Piacenza, Ettore Fittavolini – macchinisti assenti su convogli fermi o cancellati, ove invece vi erano tre capitreno, personale in turno per 40 ore filate ed altro invece per pochi minuti. Il tutto costringendo i pendolari ad estenuanti attese al gelo del sottozero su pensiline di stazioni lombarde ed emiliane ove non esistono più le sale d’attesa (in primis a Milano Centrale, un bel biglietto da visita per l’Expo 2015!) nel caos di informazioni inesistenti o lacunose”.
“In un paese normale – ha proseguito Fittavolini – sarebbero volate pedate nel sedere, seguite dalle dimissioni degli incapaci colpevoli di tanto disastro. Nella nostra repubblica delle banane, invece, le scuse dell’a.d. di Trenord che rimane al suo posto, e con lui tutti i dirigenti responsabili dei disagi. I pendolari senza speranza si domandano dove andremo a finire, in queste odissee giornaliere ove il peggio sembra non avere mai fine, ma chiedono a gran voce garanzie ed una inversione della rotta per la quale all’Alta Velocità vanno i miliardi di euro di investimento, ed al derelitto trasporto pendolare, cui si affidano il 95% dei viaggiatori italiani, il nulla”.
Oltre al danno dei disagi, venerdì 14 si è pure aggiunta la beffa dell’annullamento dell’appuntamento piacentino di Mauro Moretti: l’amministratore delegato di Trenitalia doveva essere presente all’incontro organizzato dalla Camera di Commercio di Piacenza per presentare lo studio preliminare del Politecnico relativo ai collegamenti tra Piacenza e Milano, realizzato grazie al contributo della Camera di Commercio, ma la visita piacentina dell’ad di Trenitalia è saltata all’ultimo minuto.
Se già i pendolari erano infuriati per le modalità dell’incotro stesso (che sarebbe stato a porte chiuse) e avevano invitato i giornalisti partecipanti all’incontro a rivolgere anche la domanda “Perché lo studio è stato svolto senza coinvolgere i pendolari?”, il mancato arrivo di Moretti – in un giorno caratterizzato dalla neve – ha scatenato le (amare) ironie dell’Associazione Pendolari Piacenza: “Quali saranno – si sono chiesti provocatoriamente i viaggiatori sul loro blog – i motivi di questa scelta? Gli si è guastata l’auto blu?
Si è accorto che le frecce non fermano a Piacenza e, vista la situazione, ha deciso che non è il caso di salire su un treno regionale (cosa che, ricordiamo a Moretti, i pendolari sono costretti a fare ogni giorno, oggi incluso)? Temeva di dover spiegare perchè l’indagine sul pendolarismo è stata svolta senza chiedere il parere dei pendolari? Temeva di dover spiegare perchè, appena cadono 5 cm di neve, il sistema ferroviario si blocca? Temeva manifestazioni di popolo? Probabilmente non lo sapremo mai”.
In attesa di una ricalendarizzazione dell’appuntamento con Moretti, i pendolari dell’associazione presieduta da Fittavolini hanno inviato all’assessore comunale al Pendolarismo Luigi Rabuffi una lettera con le indicazioni dei punti che desiderano affrontare con il Comune: l’utilizzo della tratta Alta Velocità per i pendolari piacentini, i parcheggi per auto e bici in zona stazione, il controllo sul rispetto del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia, il cadenzamento delle corse degli autobus in partenza ed arrivo alla stazione con gli orari dei treni e il ripristino della Consulta dei Pendolari.




