
Niente regali costosi e superflui sotto l’albero: ‘Quest’anno a Natale dona un’ora al volontariato’. Il messaggio circola da qualche giorno in internet e invita a recuperare il vero spirito natalizio, quello della condivisione e della solidarietà. Un invito a voltarsi indietro ad aiutare chi non riesce ‘a stare al passo’ per colpa della crisi. Il momento è critico: sono ben 640 i piacentini che in un anno si sono rivolti per la prima volta alla Caritas piacentina. Si aggiungono le 500 borse viveri (quasi raddoppiate dal 2008) consegnate ogni mese e i 130 pasti erogati ogni giorno dalla Mensa della fraternità. Sono cresciute del 3% le famiglie italiane che si sono rivolte alla Caritas di Piacenza:‘Il campanello d’allarme – spiega il direttore don Chiodaroli – sono le famiglie monoreddito colpite dalla disoccupazione e nelle quali spesso insorgono devastanti fattori psicologici che minano la fiducia nel futuro’. ‘A determinare una situazione di disagio è spesso la presenza di più fattori critici (come l’insorgere di una malattia o la presenza di un componente con disabilità) che si aggiungono a quelli economici aggravando la situazione’, aggiungono Massimo Magnaschi (responsabile Area Promozione Caritas) e Francesco Argirò (responsabile Area Promozione Umana della Caritas). In un anno la Mensa della Fraternità ha erogato quasi 30mila pasti caldi; le persone che si sono rivolte al Centro di Ascolto sono state 1.847 e gli ingressi al Centro diurno ‘Il Quadrifoglio’ oltre 4mila. Don Chiodaroli ricorda anche la condizione critica di diversi senza tetto piacentini che anche nei mesi freddi negano qualunque aiuto: ‘Servono sacchi a pelo per chi ogni notte dorme in strada sfidando temperature al di sotto dello zero’. La grande famiglia Caritas unisce 600 volontari (280 in mensa) che offrono un preziosissimo supporto al tessuto sociale locale: è a loro che la Cartias ha rivolto uno speciale ringraziamento con l’evento ‘Natale di Fraternità’ il 17 dicembre. Come ogni anno la Caritas regala un Natale di serenità ai più poveri offrendo loro un ricco pranzo alla Mensa della Fraternità di via S.Vincenzo: dopo la messa solenne gli ospiti – si stima una novantina – trascorreranno una giornata di festa con tombolata, trio musicale e animazione a cura dei scout piacentini. Domenica 23 dicembre alla chiesa del Preziosissimo Sangue (ore 21) si terrà il Concerto ‘Buon Natale fratello’ a cura del Coro ‘La Perfetta Letizia’. ‘Sabato 5 gennaio – ricorda don Chiodaroli – ci recheranno a Finale Emilia insieme al vescovo Gianni Ambrosio per consegnare un assegno da 50mila euro alle popolazioni terremotate’. Grande l’attenzione della Caritas alle emergenze: lo scorso anno la Diocesi di Piacenza ha raccolto 100mila euro che ha consegnato alla Caritas italiana per il Terremoto del Nord Italia e a settembre ha donato 50 mila euro ai terremotati di Finale Emilia. Si aggiungono i 50mila euro raccolti dai parrocchiani dalla vendita di formaggio Grana di due caseifici distrutti dal terremoto e a cui è stato devoluto il ricavato. Francesco Millione (responsabile Area Emergenze e Giovani) ricorda anche l’istituzione di ‘un’equipe di intervento (insieme all’Università Cattolica) per il sostegno psicologico ai ragazzi’. Ricordiamo infine che è possibile depositare alimenti presso la Mensa della Fraternità di via S.Vincenzo 9/13 (dalle 9 alle 11) e presso il centro di Ascolto di via Giordani 21 (dalle 9,30 alle 12,30) e donare alla ‘Fondazione Autonoma’ Caritas presso la Banca di Piacenza (IBAN: IT030 05156 12600 CC000 0029629).
Svep lancia l’allarme: “Fino a che punto potremo aumentare il nostro impegno?”
Sentinella dei bisogni sociali, il volontariato piacentino è stato messo a dura prova dalla crisi economica che ha raddoppiato l’impegno dei volontari. ‘La domanda che dobbiamo porci è: fino a che punto potremo incrementare il nostro impegno?’, afferma Giuseppe Pistone, presidente dello Svep – il Centro di servizio per il volontariato piacentino – che supporta e coordina 322 associazioni piacentine che muovono oltre 20mila volontari. ‘A preoccupare – aggiunge Pistone – è il ridimensionamento delle risorse che condizionerà la progettualità degli anni futuri’. Il volontariato piacentino chiede perciò un sostegno alla collettività per il ruolo determinante che ha svolto nella tenuta sociale e nel supporto al welfare ed invita i piacentini ad unirsi alla grande famiglia dei volontari. Gli effetti della crisi e i tagli incideranno infatti nei prossimi anni sull’avvio di progetti che in passato sono stati fondamentali per il territorio. Tra i tanti supportati nel 2012 ricordiamo il ‘Progetto Povertà’ volto al contrasto dell’esclusione sociale ed indirizzato agli ambiti: ‘beni relazionali’ e ‘beni alimentari’. Da quest’ultimo sono scaturiti la colletta alimentare – che si è svolta in provincia a a settembre – che ha permesso di raccogliere 4 tonnellate di cibo – e il Des, il Distretto provinciale economia solidale che sta muovendo i primi passi. ‘L’indirizzo relazionale – spiega Pistone – ha permesso di dare risposte a tre criticità: famiglie monogenitoriali (da cui sono partiti due progetti, uno a Fiorenzuola e uno a S.Nicolò), anziani soli in Alta Valnure e senza fissa dimora’. Tre le priorità individuate dallo Svep insieme al Comitato paritetico provinciale di volontariato per il 2013: i minori fragili, la vulnerabilità delle persone a rischio di esclusione sociale e la disabilità: su queste tematiche stanno partendo progetti in rete sul territorio. ‘Punto di forza del volontariato piacentino – aggiunge Pistone – è la capacità di lavorare in rete per offrire risposte mirate e concrete grazie allo scambio di esperienze tra le singole realtà’. Delle 322 associazioni accorpate dallo Svep (che offre servizi di consulenza, promozione, progettazione,ricerca, formazione) ben 112 riguardano l’ambito sanitario e 87 quello di assistenza sociale. Le altre sono così suddivise: ambiente (31), cooperazione e solidarietà (25), protezione civile (22), ricreazione a scopo solidaristico (21), tutela e promozione diritti (16), cultura (4), ricerca (1), promozione volontariato(1), sport a scopo solidaristico (1), coesione sociale (1).




