Il campionato comincia a delinearsi: il Piacenza è lì, né troppo lontano, né troppo vicino

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Il campionato comincia a delinearsi. Le squadre che hanno pochi punti godono di zero considerazione, quelle che ne hanno molti, sono stimate. Poi le affronti e le prospettive cambiano. Prendo il Gubbio come metro campione. Pur sapendo che attraversiamo un momento delicato, pur sapendo che Sestu non avrebbe giocato, pur sapendo che con un solo risultato a disposizione, le tensioni portano a sbagliare, ero straconvinto dell’uno fisso in schedina.

Zinetti

Tanto convinto, che ho pensato di approfittare dei biglietti omaggio per la Salernitana, offerti dalla nipote di Zinetti. Per conoscere Zinetti portiere, serve l’età. La stessa età è deterrente per conoscere la nipote, ma da qualche mese lavoro col moroso. Alla fine ho scelto Piacenza. Alla fine, e fine non è usato a vanvera, l’uno fisso è arrivato. Un gran goal di Paponi quando mancava niente, sbroglia i nodi di circa millecinquecento intestini. Difficile stabilire se gli attorcigliati fossero crassi o i tenui. Grido liberatorio dei calciatori, tutti a mucchio sul mister. Gli spalti copiano la mischia. Ci si abbraccia, sgravati dal peso che solo la rete sgonfia può avere. Il Gubbio, considerato a priori come bottino acquisito, ha disputato una buona gara e ha avuto buone occasioni per passare. Il Piacenza ne ha avute di più, eppure non ha vinto per quello. Ha vinto perché ha segnato. Scontato? Forse. Ho imparato dalla settimana enigmistica che gli abitanti di Gubbio sono gli egubini. Da questa domenica calcistica imparo che gli ultras, siano egubini o piacentini, apprezzano i Vigili del Fuoco. E ho pure imparato che le dirigenze calcistiche, contestano disertando lo stadio. Il campionato comincia a delinearsi. Il Piacenza è lì, ne troppo lontano, ne troppo vicino. Qualche incognita continua a fare da scorta al percorso dei biancorossi, però muri non ce ne sono. Eviterei di costruirli.


Protagonisti
Franzini: mi hanno detto che nei primi venti minuti siamo stati bellissimi. Sono arrivato quando un po’ del fascino s’era sciupato. Ho condiviso tutte le scelte, cambi compresi. Ho goduto della festa di gruppo che avete organizzato in panchina, quando è saltato il tappo.
Del Favero: ho visto due cose che ho già scritto: 1-sei un campione; 2-sui rinvii puoi migliorare.
Pergreffi: in difesa se la sbriga come sa. Quando imposta invece non è giornata. Ci prova e apprezzo la generosità da condottiero, meno il risultato.
Milesi: prestazione pulita. A turno uno dei tre dietro si trovava senza uomo da marcare. A lui non è mai capitato.
Della Latta: è un valore aggiunto, copre tutti i ruoli. Spesso il terzo della linea difensiva.
Imperiale: è andato vicino al goal, ma non l’ho visto. È andato anche vicino alla “gattata”, non me ne vogliano i presidenti. Si cambia con Nannini che ha il passo per creare superiorità numerica. Subisce il fallo che provoca l’espulsione del diretto avversario infatti.
Zappella: è andato molto, ma molto, vicino al goal. Colpisce la traversa con un tiro spettacolo. Bene anche il lavoro di fascia.
Nicco: il portiere (bravo) del Gubbio gli toglie un futbòl indirizzato nel sette. Mi dico: sei capace di tutto, perché non essere sempre capace di tutto? Esce per Cattaneo che si piazza sull’ala. Offre la personale concitazione ai momenti concitati.
Marotta: Si nutre di cose semplici: corsa, altruismo, avversari.
Corradi: il mio biglietto d’ingresso non costa tanto. Vedere Mattia controllare palla, confezionare un pallonetto e calciarlo al volo in porta, ripaga anche quelli di tribuna centrale numerata. Con l’assist diventa il migliore in campo.
Cacia: pretendere non è mai bello. Da lui si pretende, lui pretende molto da se. Torniamo a un tono inferiore, poi se c’è margine saliamo. Si cambia con Sylla che sfrutta i suoi 10 minuti per farsi volere bene. Lotta, non sbaglia niente, e conquista un rigore che l’arbitro non concede. Sbagliando.
Paponi: sono contento che Corazza faccia bene a Reggio Calabria. Ne ha passate troppe. Anche Paponi ne ha passate troppe, e per lui sono più contento.

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