I ragazzi sanno che la parola d’ordine di stagione è fluido

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Le partite notturne in settembre sono indicate. Si sta bene all’aperto. Per essere perfette, dovrebbero evitare la sovrapposizione col turno infrasettimanale della serie A, ma non sono quei dieci spettatori a mancare. O forse sono cento. Numeri esigui comunque. Adesso che i seggiolini ci sono tutti, si vede meno che lo stadio è un po’ vuoto. Adesso che i seggiolini ci sono tutti, non li puoi usare. Se scegli di sederti alle estremità del rettilineo, ti spostano. Imponenti ragioni di sicurezza. Il primo goal di Paponi però lo vedo nello spigolo. Errore d’impostazione di Ravenna, il nostro centravanti intercetta e mette in porta una parabola al calibro. Col risultato che sorride, si prova a giocare. I ragazzi sanno che la parola d’ordine di stagione è fluido. E sanno anche di essere ancora troppo vischiosi. Creiamo contesti, concediamo una conclusione. Il caso vuole che finisca a lato. Alla fine del primo tempo la miglior situazione vista è il goal. La peggiore sono le mutande di Giovinco. Un rosa molto carico che traspariva dai pantaloncini. Spero fossero le mutande. Il Piacenza affronta il secondo tempo con la flemma di chi sa di aver vinto. Arrivano due errori grossi. Uno non porta il raddoppio, uno porta il pari. Per dieci minuti non si capisce più niente. Forse è tattica. Ravenna la sazia lascia quei due metri di troppo a Cacia. Lui li prende e da quaranta centra la porta. La sensazione è che i presenti volessero molto quel gesto. Sappiamo cosa sa fare quando gli si svuota la testa. Ed infatti gli bastano altri pochi minuti, per attirarsi in scia tutta la difesa di Teodorico. Scavalcarla con morbido calcio, recapitare palla a Paponi. Il 3 a 1 è servito. C’è ancora tempo, ci sono ancora cambi, ma il risultato resta fino alla fine.


Protagonisti
Del Favero: si muove bene anche nel lavoro ordinario. Quando poi c’è dello straordinario offre il meglio. Magari in questi due giorni lavoriamo sui rinvii.
Della Latta: comincio a persuadermi che il Bari non cercasse un centrale difensivo.
Pergreffi: credo sia stato il migliore in campo
Milesi: leve lunghe e concrete Serve e poi ancora serve.
Imperiale: si è proposto con autorità, ma sul goal preso è dipartito. Si cambia con Zappella: innesto positivo e propositivo.
Marotta: in una macchina fotografica sarebbe l’otturatore. Chiude veramente tutto. Si cambia con Nicco per perdere tempo.
Corradi: spende sul prato quella qualità che da spettatori ci spetta. Si cambia con Cattaneo a partita decisa. C’è maggior dinamismo, c’è meno classe.
Bolis: è stata la sorpresa nella formazione. Sorpresa per me che non lo conosco. Ha giocato molto bene, è molto riconoscibile.
Sestu: non ha finito di stupire. Cambia ruolo, cambia passo, cambia fascia, rimane sempre un grande.
Paponi: ha messo quattro goal in cinque partite: testa piede, opportunismo, classe. Volere di più, sfocia nell’ingordigia. Si cambia con Nannini per l’ovazione in piedi.
Cacia: Eri lì a un passo dalla porta. Sapevi che il portiere era fuori causa, che il pallone ti sarebbe arrivato sul destro. Bastava poco. Mi sarei accontentato di quel goal facile. Invece hai voluto strafare. Sono felice Daniele: bentornato. Si cambia con Sylla: sembra lì per concedere l’applauso d’affetto, invece si ritaglia spazi di pericolosità.

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