“Ecco la città che vorrei…”. Le idee dei cittadini sul Pug: ambiente, sicurezza, lavoro e attrattività

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L’approccio assomiglia a una agorà con i cittadini in piazza Cavalli che discutono di piano urbanistico. È un fatto nuovo senza ombra di dubbio… e, di più, è inedito. Da due punti di vista.

Da un lato per la complessità dell’argomento in discussione e, dall’altro perché questa che viviamo è una stagione di assoluta mancanza di partecipazione da parte dei cittadini alla cosa pubblica. Una frattura che si consuma di elezione in elezione e che supera di gran lunga il fenomeno del “riflusso nel privato” che caratterizzò gli anni Ottanta.

L’incontro in piazza si colloca nell’ambito del percorso partecipato avviato per la redazione del nuovo Piano urbanistico generale che si basa sulla nuova legge regionale approvata nel 2017 che fissa nel 3% il territorio edificabile fino al 2050.

I cittadini sono stati protagonisti con appuntamenti, prima nei singoli quartieri, in cui si sono elencati i desiderata e messe in risalto le situazioni critiche. Ora, con un salto dal particolare la generale, sono stati invitati a scandagliare il profilo della città e fare il punto sulle mancanze esponendo il loro punto di vista su quello che sarebbe necessario fare per rendere la città più vivibile per tutte le categorie dei cittadini.

La discussione sul Pug è iniziata da diverso tempo e ha visto anche una serie di incontri di cui sono stati ospiti docenti e rappresentanti istituzionali che hanno già affrontato nelle loro città l’elaborazione Piano a “consumo di suolo zero”, anche se su questo aspetto non tutte le valutazioni sono concordi.

Nell’agorà in piazza – che ha visto protagonisti i cittadini – sono stati suddivisi in quattro macro gruppi, stimolati dai facilitatori che hanno lavorato anche nei singoli quartieri secondo un progetto gestito dall’assessorato guidato da Serena Groppelli. Attraverso uno schema chiamato OPERA (dove O sta per Opinioni personali; P per Pensieri di gruppo; E per Esposizione; R per Rilevanza; A per Aggregazione) hanno elaborato alcune sintesi finali che – come ha specificato in apertura dell’iniziativa l’assessora Adriana Fantini – sarà consegnato ai progettisti del piano. L’auspicio è che ne tengano conto nella redazione dello schema che costruirà il Piano urbanistico della città indirizzato non all’espansione bensì alla rigenerazione degli spazi già occupati. Un radicale cambio di visione rispetto alle regole precedenti.

Ne è uscito un interessante incontro condito da tante proposte e idee, spinte all’innovazione del vivere urbano. Sono state messe in evidenza nei tavoli – talvolta facendosi eco tra di loro – a prova di come sia chiaro a tutti che la gestione urbana, così come si è venuta assestando, necessita di forti e drastici e coraggiosi interventi. Di questo, segnalando temi comuni, hanno parlato i cittadini assegnati (secondo le loro preferenze espresse al momento della registrazione) a uno dei quattro spazi dedicati a un tema diverso: Sicurezza, Ambiente, Lavoro, Attrattività. A un’osservazione complessiva si può dire che sia stato il tema ambientale a permeare tutta la discussione dimostrando come sia forte il desiderio di una qualità urbana ben al di sopra degli standard che viviamo oggi.

Così si è lavorato nei singoli gruppi

In un primo momento ciascun partecipante ha elencato le opinioni personali. Successivamente – aiutati dai facilitatori che hanno condotto ciascun tavolo – i desiderata personali sono stati condivisi in nuclei di 2-3 persone da cui è stata composta una prima sintesi che ha arricchito le quattro lavagne disposte oblique di fronte a palazzo Gotico, simbolo comunale per eccellenza. Anche questo, il linguaggio dei gesti e dei luoghi, acquista un significato importante in merito alla partecipazione.

I punti dolenti della città, come si è detto, hanno trovato posto in quasi tutti i macro gruppi. Nella zona “Ambiente” si sono evidenziate le ciclabili da rendere sicure, ma anche da migliorare come rete e ampliare. Quindi il tema della Ztl con la proposta di allargamento accompagnata dalla richiesta di ridurre la velocità dei veicoli. Da non dimenticare poi la proposta di programmare la totale rimozione dell’eternit e la riqualificazione energetica degli edifici oppure l’abbandono a nuove cementificazioni…  , argomenti già da tempo nell’agenda delle richieste che però, a quanto pare, sono di difficile attuazione.

Fondamentale che l’elaborazione delle indicazioni individuali avvenisse tra persone che non si conoscevano mettendo a confronto anche desideri e indicazioni di generazioni molto distanti tra loro.

Saltabeccando da un gruppetto all’altro è stato interessante carpire alcune indicazioni. Di fronte alla lavagna “Attrattività” si è sviluppato ad esempio un confronto cordiale tra un giovane e un’anziana. Entrambi portatori di proposte. Le iniziative legate allo sport che “potrebbero catturare l’attenzione di turisti e visitatori”; e ancora la necessità di pensare a chi, nella terza età, ha bisogno di luoghi di socialità, soprattutto nelle zone di periferia. Ecco dunque la proposta di un centro diurno nella zona della Farnesiana. Centro diurno che serve anche per la zona storica della città… “Una scelta che risolverebbe un enorme problema per le famiglie che hanno a carico una persona anziana…” Attrattività si coniuga anche con la prospettiva di riqualificare i luoghi abbandonati: Pertite, Ospedale militare: “una costruzione enorme e in pieno centro storico, un peccato lasciarla così…”

Dall’attrattività al tavolo “Lavoro”, ma non solo. Centrali sono stati i suggerimenti per migliorare la mobilità dalle periferie o dalle frazioni che cessano alle 20. Una forte penalizzazione per gli universitari che sono a San Lazzaro, è stato rilevato. Ecco dunque la proposta di piccole navette che colleghino con il centro. E c’è chi si dice convinto che “il potenziale degli studenti universitari, molti dei quali arrivano da fuori, sia un elemento da valorizzare”.

Che dire poi del fatto che – ha rilevato uno dei partecipanti – a scuole finite, per le frazioni restano solo due bus utilizzabili? Come incentivare l’uso del trasporto pubblico se i mezzi sono ridotti al minimo? Non se ne esce.

Sempre sui bus si rileva l’incongruenza dei tempi di passaggio dei mezzi, ma anche la loro vetustà: “In qualunque città europea non succede così, non ci sono i bisonti che abbiamo noi”.  Segnalano. Bisogna intervenire.

Volano alto i pensieri dei cittadini protagonisti dell’agorà sul PUG. C’è chi sogna una piazza Cavalli trasformata come piazza del Campo a Siena e ancora chi pensa a collegamenti green con alcune zone della provincia. Emerge poi la proposta di rivitalizzare i negozi sfitti che, con le loro vetrine cieche, contribuiscono al degrado. Attenzione anche agli adolescenti… su cui ci si chiede come costruire iniziative capaci di offrire alternative positive.

Molte delle osservazioni apposte sulle lavagne puntano a migliorare l’esistente, a intervenire sui punti critici per ricongiungerli con la città. Tra questi il suggerimento – uscito dal tavolo del lavoro –  per un parco servizi per l’imponente area logistica cittadina. “Servirebbe alle persone costrette a fermarsi prima di ripartire con i loro mezzi: servono un dormitorio, i servizi igienici, una mensa e poi l’idea “perché non si recupera il K2?”

Nell’area della “Sicurezza” l’accento si fa acuto e si affiancano vari nodi e declinazioni sul tema. Dalla velocità dei veicoli da ridurre, ai controlli di vicinato fino alla pavimentazione dei marciapiedi. E poi i giovani, anche qui i giovani che “non hanno un posto sicuro dove andare” e quindi servono “centri di aggregazione oltre a un punto di ascolto che sappia capire il disagio giovanile…”  Sicurezza intercetta anche la questione ambientale. Da qui la richiesta di un maggior numero di zone pedonali e anche una maggiore attenzione alla comunicazione sui rischi ambientali…. Insomma tantissime le sollecitazioni espresse dai cittadini.

È un primo passo che potrebbe diventare significativo. Con la speranza che alcune di queste idee possano trovare concretezza. Ne vale della qualità della vita urbana e, forse, anche della necessaria riconciliazione nel rapporto tra cittadini e politica, anche quello un ostacolo quasi pari all’altra sfida che riguarda una nuova visione del futuro della città.

Antonella Lenti

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