Unicoop, numeri record nel bilancio 2022 e tanti progetti importanti all’orizzonte

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Il 2022 è stato un anno particolarmente positivo per la cooperativa sociale Unicoop di Piacenza che ha chiuso con un bilancio di circa 11 milioni di euro di fatturato. Nata nel 1986 per iniziativa di 13 giovani fondatori, Unicoop è cresciuta negli anni fino ad accorpare oggi quasi 400 soci. Numeri record per la cooperativa sociale piacentina che gestisce sul territorio circa 40 servizi, suddivisi tra: nidi di infanzia, servizi di integrazione e sostegno scolastico, case di riposo, centri diurni, centri disabili e servizi di assistenza domiciliare. In occasione della consueta Assemblea annuale – che si è svolta nei giorni scorsi al Teatro dei Filodrammatici a Piacenza – i vertici della cooperativa piacentina hanno invitato la politica ad una maggiore collaborazione nell’affrontare le sfide future che attendono il comparto sociale: “Quotidianamente dobbiamo fronteggiare l’aumento dei costi di gestione e  il carovita”, afferma la presidente di Unicoop Valentina Suzzani, che aggiunge: “Per questi motivi ci stiamo muovendo su più tavoli per chiedere l’adeguamento delle tariffe dei servizi (che abbiamo in gestione) da parte del committente pubblico”. La presidente di Unicoop evidenzia gli sforzi fatti dalla cooperazione per il mantenimento degli elevati standard dei servizi erogati e l’impegno costante – nonostante le difficoltà economiche dovute alla guerra e al post covid – nell’investimento di nuovi progetti per il territorio. Unicoop si rivolge ad un bacino di oltre 1.200 utenti e conta 399 dipendenti, dei quali il 95% è donna e il 90% è assunto a tempo indeterminato. Anche il Cda è composto da sole donne: accanto alla presidente, Valentina Suzzani, siedono in Consiglio, la vicepresidente Marialuisa Contardi e le consigliere: Susanna Agosti, Lucrezia Gaia Bulla, Francesca Cavozzi e Sabrina Gazzola. Fiore all’occhiello di Unicoop è il Centro ABI (Anziani e Bambini Insieme): all’interno della struttura – collocata in viale Pubblico Passeggio, a Piacenza – convivono un nido d’infanzia e una casa per anziani. Lo scorso febbraio il New York Times ha dedicato un reportage all’innovativo Centro piacentino, che rappresenta la prima esperienza intergenerazionale in Italia ed è tra le poche presenti al mondo. La presidente Suzzani ricorda che a gennaio 2023 sono riprese a pieno regime le attività (che erano state limitate dalle restrizioni covid): “Finalmente bambini e anziani hanno potuto riabbracciarsi e tornare a trascorrere le giornate insieme con benefici visibili a tutti. E’ nostra intenzione – prosegue la presidente di Unicoop – avviare presto una ricerca scientifica sulle ricadute positive e sull’arricchimento personale che il progetto – avviato 14 anni fa  – ha prodotto sugli ospiti della struttura”. La cooperativa ha nel cassetto un importante progetto destinato alle persone con disabilità: “Stiamo cercando nuovi locali in centro storico per ampliare lo spazio a disposizione delle persone disabili e realizzare così una nuova casa per i centri socio-riabilitativi residenziali”. In futuro, la cooperativa sociale piacentina intende realizzare nuovi appartamenti protetti (all’interno del progetto “Dopo di Noi”) destinati alle famiglie che hanno figli disabili. Quest’anno Unicoop ha investito nella digitalizzazione delle attività della cooperativa (sia dal punto di vista organizzativo interno sia per quanto riguarda i servizi erogati), al fine di ottimizzare i rapporti con le famiglie beneficiarie dei servizi educativi e socio-assistenziali che gestisce. “Con il programma UniKids, – la prima piattaforma digitale dei nidi di Unicoop realizzata con il supporto della società di consulenza Brainfarm di Piacenza – consentiamo ai genitori  – spiega Suzzani – di seguire a distanza le attività dei bambini e di essere sempre interconnessi con il personale della cooperativa”. Unicoop offre, infine, sostegno alle persone colpite dall’alluvione in Emilia Romagna: “Abbiamo proposto – conclude Suzzani – la campagna “Dona un’ora del tuo lavoro alle popolazioni alluvionate” e siamo a disposizione per accogliere nelle nostre strutture le persone anziane che risiedono in zone non agibili”.

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