E’ un Piace da due novembre

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Due Novembre: il laico stato italiano ha rimosso da parecchio la festività. Mia madre si è adattata. Per il due vuole gli avelli di famiglia impeccabili, per la domenica successiva vuole “andar per morti”. Halloween non c’entra, gli zombie nemmeno, usa proprio questa frase. Domenica scorsa pioveva. Abbiamo accorciato il giro programmato, così ho seguito in televisione la sfida Virtus Verona – Piacenza. Sarà stato il clima uggioso, la ricorrenza malinconica, le riprese televisive indigenti, ma la partita ha messo sconforto. In tele si capisce troppo. Si capisce troppo che i biancorossi faticano nell’esposizione. Me lo giustifico. Ci sono giocatori, importanti, in recupero da infortuni. Ce ne sono altri che hanno pagato le gare ravvicinate. Ce ne sono pure di quelli che fanno bene, ma coprono al massimo novanta metri di campo. E se non arrivi agli ultimi sedici, diventa difficile segnare. Difficile come seguire una partita di calcio, in cui succede niente. Comunque la Virtus Vecomp non è male. Gioca in un impianto sportivo che poco ha da spartire col professionismo. Del resto è la terza squadra di Verona.

I tifosi della prima squadra veronese, in anticipo di poche ore sulla nostra partita, hanno intonato cori razzisti all’indirizzo di un giocatore italiano. Il cielo si è aperto, ed è caduto di tutto. Una girandola di voci indignate deflagrò: “Questi non rappresentano Verona”; “Sono solo pochi imbecilli”; “Ci vuole pugno di ferro”; “Fermiamo le partite”. Persino il vescovo della città è intervenuto a difesa del gregge, dichiarando che Verona non è razzista. In effetti non si registrano lanci di banane tra le panche della cattedrale. Temo nell’errore di valutazione del porporato veneto. Forse avrebbe suonato meglio: Verona è razzista, del resto l’Italia è razzista, Piacenza compresa. Qualcuno si sarebbe offeso per la generalizzazione, ma avrebbe rappresentato la minoranza. Quando monta l’onda di condanna per cori beceri, mi torna sempre in mente quel Piacenza Perugia, in cui il loro terzino venne a canzonarci dopo il goal vittoria. Gli urlammo di tutto. Essendo il tipo senegalese, temo che il campionario di ingiurie non abbia trascurato la pelle. A volte il discriminare, funziona ad induzione. La prossima gara del campionato biancorosso è fissata per domenica 10 Novembre, ore 15, al “Garilli”. Ospite sarà lo spirituale Gubbio. Servirà prepararsi, passando per un esaustivo esame di coscienza. La consapevolezza delle proprie azioni aiuta. Servirà umiltà francescana. Servirà soprattutto eludere donazioni ai poveri di punti.

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