Della Latta è salito sopra il cielo. Come Ganz, Bruno Ganz

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La maglia della Pro Patria, bianca e blu a strisce orizzontali, è unica, riconosciuta e riconoscibile. Quella da trasferta potrebbe essere di chiunque, non c’entra niente coi colori sociali, ed è fastidiosa. La squadra della Pro Patria ricalca la maglia da trasferta che indossa. Li hanno battezzati ammazza grandi. Mi è sembrata piuttosto una compagine priva di individualità specifiche. Arroccano, partono in contropiede. Cose semplici, mai banali. I biancorossi non cominciano da grande squadra. Girano largo, studiano punti deboli, possibili fessure nello sbarramento avversario. Così può capitare che la disattenzione, porti un bustocco a calciare solo davanti a Fumagalli. Oppure può capitare che sulla respinta di un angolo, arrivi un tiro e colpisca il palo. Devi studiare, non puoi pensare a tutto. La Pro Patria rientra negli spogliatoi confusa: dov’è la grande da sopprimere? Se ne accorgono nel secondo tempo. La manovra del Piacenza è da subito più snella. Aumenta l’intraprendenza, la voglia di agire. Le occasioni rimangono ancora un pelo più indietro rispetto alla concretezza. Però si vede che ci siamo. Non riusciamo a sbloccare. Inesorabili le fatiche del turno infrasettimanale bussano. Il mister lombardo spara dentro cambi. Noi non siamo morsi da smanie isteriche. Nelle battute finali si decide tutto. La Pro Patria sbaglia due volte. Prima si mangia un goal sembrato già fatto. Poi, sull’ultimo calcio d’angolo, lascia Della Latta libero in area. Il centrocampista magari aveva sbagliato qualcosa prima, ma lì no. Goal e corsa di cento metri per salutare uno in tribuna. I primi venti sono fluidi. I sessanta metri centrali sono alla “dai che ce la posso fare”. Negli ultimi venti è trasportato a braccia. Finisce così. La partita 1 a 0, il Della Latta con la bombola di ossigeno sotto la tribuna lato curva sud.

I protagonisti:

  • Franzini spero riprenda a parlare con la stampa. Per zittire le critiche non serve il silenzio.
  • Matteassi ha ragione, siamo in convalescenza, Ma incassiamo sei punti a settimana.
  • Fumagalli ha la solita, cara, vecchia parata da fuoriclasse. E un po’ di deretano.
  • Barlocco prova a dare forma al ruolo di esterno avanzato.
  • Corsinelli trova sia presto per dare forma al ruolo di esterno avanzato.
  • Marotta è ordinato fin che regge. Il finale è da palpitazioni.
  • Bertoncini Pergreffi e Silva meritano un giudizio congiunto. Stare fissi in tre contro uno solo da curare, ha alzato il livello di sicurezza, ma ha creato qualche incomprensione. Silva aveva una fascia da capitano del tipo lutto.
  • Sestu ha giocato da seconda punta nel primo tempo. Nel secondo si è fatto male.
  • Bomber Della Latta è tornato. Nel colpo di testa risolutivo, è salito sopra il cielo. Come Ganz, Bruno Ganz.
  • Ferrari è poco tutelato, ne ha prese troppe. Il portiere gli nega l’unica occasione disponibile.
  • Di Molfetta è l’uomo tra le righe. Una volta sola riesce ad andarci sopra.

Sono entrati:

  • Terrani che sostituisce Sestu infortunato e merita giudizio positivo.
  • Perez che sostituisce Ferrari e si batte alla Ferrari. Per 10 minuti.
  • Corradi che sostituisce Di Molfetta e si crea una grande occasione. In 10 minuti
  • Porcari che sostituisce Marotta. Mancava 1 minuto.

All’andata, dopo aver sconfitto la Carrarese, abbiamo preso a crederci. Al ritorno abbiamo sconfitto ancora la Carrarese. I bustocchi sono caduti perché ci crediamo. Franzini teme che il numero di chi ci crede, sia in calo.

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