
Quasi un italiano su dieci ha detto completamente addio alla carne, ma in generale, nel 2015, gli acquisti delle famiglie sono crollati del 9% per il carne fresca di maiale, del 6% per quella bovina e dell’1% per quella di pollo come pure per i salumi, scendendo ai minimi dell’inizio del secolo. E’ quanto emerge dal dossier #bracioleallariscossa presentato dalla Coldiretti alla Giornata nazionale della Carne. A Piacenza, però, la situazione sembrerebbe ancora più buia con il presidente di Federcarne Claudio Callegari che lamenta una diminuzione dei consumi del 20-25%. “Più che il numero dei clienti – ha dichiarato Callegari al quotidiano locale – è il valore medio degli scontrini ad essere calato. Oggi la spesa media si aggira sui 10-15 euro e su sessanta clienti, quaranta comprano solo un pollo arrosto”. Anche il numero dei macellai, che negli anni Settanta era di 150 – spiega ancora Callegari – ora in città arriva a una ventina massimo”. Anche gli allevamenti scontano questa crisi, con il numero degli animali destinati alla produzione di carne allevati nella nostra provincia che, secondo una stima di Coldiretti Piacenza, ha registrato dal 2010 al 2015 la perdita di oltre 16mila capi tra suini e bovini da carne: una diminuzione che arriva a circa il 10 per cento nel numero di suini e a circa il 13 per cento per i bovini da carne. A difesa della carne si levano le voci degli operatori del settore che denunciano “di essere sotto l’attacco di allarmismi infondati, provocazioni e campagne diffamatorie che colpiscono un alimento determinante per la salute che fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea, alla quale apporta l’indispensabile contributo proteico”.
A tutt’oggi, il 7,1% degli italiani si dichiara vegetariano mentre la percentuale di vegani ha raggiunto l’1% nel 2015 per un totale dell’8% di persone che non mangia carne, una percentuale in sostanziale aumento rispetto all’anno precedente (erano complessivamente il 5,9%), secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Eurispes.
Proprio nel 2015 – precisa la Coldiretti – la carne perde per la prima volta il primato ed è diventata la seconda voce del budget alimentare delle famiglie italiane dopo l’ortofrutta, con una spesa scesa a 97 euro al mese e una incidenza del 22% sul totale, che rappresenta una rivoluzione epocale per le tavole nazionali. Il risultato di un trend negativo in atto da anni è che non si è mai mangiata così poca carne in Italia dall’inizio del secolo. Le quantità di carne portate realmente in tavola dagli italiani sono scese – precisa la Coldiretti – in media a 85 grammi al giorno. “Serve educazione e buon senso e soprattutto rispetto per tutti i diversi stili alimentari ai quali l’agricoltura italiana puo’ offrire grandi opportunità di scelta grazie ai primati conquistati nella qualità e nella biodiversità”, ha affermato il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo nel ricordare che “proprio il rispetto dei principi della dieta mediterranea ha garantito fino ad ora all’Italia una speranza di vita da record di 80,1 anni per gli uomini e di 84,7 anni per le donne”.




