Croci: “Regole, incentivi e sinergie contro la crisi”

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Maurizio Croci, caposezione Ance di Piacenza

Il nuovo caposezione Ance di Piacenza, Maurizio Croci, non si limita a elencare le gravi difficoltà del settore edile, ma invita anche a guardare avanti e rilancia le proposte dell’associazione dei costruttori di Confindustria Piacenza.

Lavori pubblici
“Il numero di appalti pubblici – ricorda Croci – è ormai ridotto al lumicino, sia in città che in provincia. La realizzazione posticipata di Palazzo Uffici da parte del Comune capoluogo, comunque la si veda, è un’ulteriore occasione in meno di lavoro per le aziende del comparto. Comuni e Provincia hanno sempre appaltato tanto e (a parte qualche eccezione…) bene, pagando in tempi rapidi: purtroppo la stretta del patto di di stabilità, con l’estensione ai Comuni sotto i 5mila abitanti, non aiuta nessuno, dall’impresa che ottiene l’appalto fino a tutte le subappaltanti. Con alcuni Comuni costretti dal Patto di stabilità a pagare le imprese nel 2013 nonostante abbiano già le disponibilità del 2012, siamo in pratica in una situazione in cui si sta togliendo acqua da un vaso che perde”. Su come affrontare la situazione, Croci pensa che “Si dovrà percorrere la strada di collaborazioni pubblico-privato, soprattutto nell’ambito dell’housing sociale e della riqualificazione di alcuni quartieri di Piacenza, ad esempio quelli costruiti tra gli anni ‘50 e ‘60. Da questo punto di vista, l’obiettivo dev’essere realizzare quartieri con più verde e case meno energivore, in grado di garantire una miglior qualità della vita. In quest’ottica, oltre all’impegno dei costruttori, dovrà esserci anche quello del pubblico.
Nel caso delle scuole, per un esempio, in alcune zone d’Italia è già oggetto di protocolli d’intesa quanto concordato da Ance (tramite Ispredil s.p.a.) ed Anci sulla possibilità di riqualificare scuole, accorpandole e dotandole di servizi (palestre e mense uniche, aule moderne e con isolamenti termici) per garantire agli studenti spazi migliori e alle amministrazioni pubbliche un abbattimento di spese tramite nuovi poli energeticamente efficienti ed economicamente sostenibili. Realizzando inoltre nuove palestre e piscine aperte al pubblico negli orari non di lezione, tutta la comunità – rimarca Croci – ne trarrebbe un notevole vantaggio”.

Lavori privati
Se si realizzasse quanto auspicato sopra si potrebbe pensare anche ad un rilancio delle costruzioni per i privati, ma Croci ribadisce in primis le proposte avanzate da Ance all’Amministrazione comunale (e attualmente al vaglio) che mirano ad incentivare le ristrutturazioni e il risparmio energetico negli edifici. “Un esempio concreto – spiega Croci – è l’incentivazione fiscale che l’Ance propone al Comune di concedere ad aziende che costruiscano abitazioni in classe B o A. Una possibile norma premiale potrebbe essere quella di consentire alle imprese, in quel caso, di non contabilizzare i vani scala nella “superficie utile” a differenza di quanto avviene ora. L’impresa potrebbe così non risentire del costo dovuto ad un maggior spessore dei muri da realizzare, immettendo sul mercato immobili di maggior qualità allo stesso prezzo. Il Comune, dal canto suo, otterrebbe comunque gli oneri della superficie totale e gli acquirenti entrerebbero in case meno energivore e quindi meno costose”.
Norme di questo tipo saranno inserite nel Rue e approvate nei primi mesi del 2013, come ha annunciato l’assessore comunale alla Pianificazione Urbana Silvio Bisotti, ma Croci auspica anche tempi rapidi per l’iter del Psc (e del Poc) “la cui approvazione, con l’accorpamento delle Province, potrebbe slittare più in là”.

Per un 2013 non catastrofico servono regole e tempi certi
“Al 2013 manca poco – chiosa Croci – e la crisi non finirà presto, tuttavia bisogna anche sforzarsi di vedere il bicchiere mezzo pieno: penso ad esempio che le aziende serie, seppur con difficoltà, riusciranno ad andare avanti. Di certo – aggiunge il caposezione Ance – non possono sostenere ancora gli attuali ritardi nei pagamenti, sia da enti pubblici che da privati, perchè questo metterebbe a rischio la loro stessa sopravvivenza. Bisognerà far applicare per davvero la norma europea sui 60 giorni per i pagamenti, ma su questo aspetto potrà intervenire anche la convenzione sottoscritta da Ance e Sace (società di factoring acquisita dalla Cassa Depositi e Prestiti) per rendere disponibili in tempi più accettabili i crediti verso la Pubblica Amministrazione”. Perchè il 2013 non sia peggio del 2012, come paventato da molti, secondo Croci servono passi avanti anche su livelli diversi da quelli degli enti locali: “Sono indispensabili certezze sui tempi e sulle normative, sia dal punto di vista della chiarezza della “lettera” delle leggi sia dal punto di vista dell’uniformità interpretativa delle stesse. In mancanza di questo, oltre ai danni per i costruttori nazionali, è impensabile che arrivino in Italia capitali di chi, dall’estero, potrebbe essere interessato a investire nel nostro Paese. Come attirarlo qui, se – si chiede Croci – per un iter burocratico che in Italia richiede quattro anni in Turchia, per fare un esempio, ne basta al massimo uno? Per le riqualificazioni, infine, servono anche leggi nazionali ad hoc, soprattutto dal punto di vista fiscale ed urbanistico”.

Il ruolo del credito
Nonostante i tanti risvolti negativi della stretta creditizia, per Croci c’è un rovescio della medaglia: “Di positivo c’è il fatto che le banche sono ‘costrette’ a finanziare soltanto qualcosa di davvero finanziabile. Al di là di quello che avrebbero potuto o dovuto fare con i soldi della Banca Centrale, chiediamo alle banche di capire la difficoltà del momento e di sostenere un po’ di più il mercato locale e le imprese – non solo edili – sane, ricordando che un’azienda che chiude è una ferita a tutto il sistema”.
Stesso discorso vale anche per le famiglie che intendono acquistare e si rivolgono agli istituti di credito: “Giusto – spiega Croci – verificarne i redditi, ma senza richiedere garanzie eccessive”.
“Non dimentichiamo poi – conclude Croci – che l’impresa non è solo ricerca del profitto, ma ha anche un ruolo sociale che è molto importante e che non va mai dimenticato: i lavori che tanti imprenditori stanno cercando non sono solo per se stessi, come vogliono certi logori luoghi comune, ma anche per i propri dipendenti. Chi in edilizia sta reinvestendo i guadagni degli anni precedenti potrebbe anche smettere e chiudere: tanto di cappello per chi non lo fa e ci mette del suo”.

Puntare sui giovani
In assenza di una sterzata nelle direzioni auspicate da Ance, è davvero difficile ipotizzare che i giovani pensino ad un futuro in Italia.
“Le famiglie – osserva Croci – sono disposte a fare sacrifici per i propri figli, ma poi devono vedere che tutto il ‘sistema Italia’ punta anche sui giovani, e sui giovani imprenditori: a chi porta idee ed entusiasmo occorre dare un futuro, assicurando la possibilità – anche economica – di sviluppare idee, tramite una guida sì esperta ma meno invadente di oggi: chi ha esperienza deve saper creare “le condizioni per” poter crescere da soli, altrimenti una società già non molto giovane non ha futuro”.
In questo senso, a livello locale, vanno progetti (cui aderisce anche Confindustria Piacenza) come ‘Piacenza Futuro’ per la banda larga e i servizi tecnologici alle imprese, ma Ance ricorda che mai come ora serve uno “sforzo di visione”, supportato – ma qui il discorso non riguarda solo i giovani – da una cabina di regia che coinvolga tutti i principali soggetti istituzionali.

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