
Ridere fa bene, libera dalla paura. Se non sei Jorge da Burgos il frate cieco de “Il Nome della Rosa”. Il suo livore per le risate tiene in piedi le 620 pagine del romanzo. Far ridere, è un’arte. Se ci riesci giocando una partita di campionato, è meno artistico. Brutta stecca quella presa dalla squadra piacentina a Pesaro, tanto brutta quanto inattesa. Ci sta perdere, non è quello il problema. Come si perde, può esserlo. In un centinaio di minuti giocati, è stato comodo contare i tiri in porta: zero. Aggiungendo quelli della Vis Pesaro arriviamo a cifra tonda: uno. C’era la possibilità che si andasse nelle Marche, a cercare il miglior risultato col minimo sforzo. Valutare l’opzione era lecito. Mercoledì si giocherà ancora a Salò, sabato sera sfida di cartello con Padova. Il minimo sforzo c’è stato. Per il miglior risultato, forse qualcosa è da rivedere. Dopo il Lanerossi vedevo quel cielo sereno di cui in effetti a Pesaro abbiamo goduto. Dopo la gara di ieri, trovo il cielo che ha accompagnato gli alpini in città. Fare un punto con Arzignano, Fermana, Vis Pesaro è poco, e può essere un sintomo. A chi di dovere il compito di interpretarlo. A me in fondo è piaciuto lo stesso, andare al mare.

Protagonisti
Franzini: ho imparato oggi che Aristotele era lo Stagirita, essendo originario di Stagira. Arnaldo ha imparato ieri che di certe partite non bisogna salvare niente.
Del Favero: sul rigore ho sperato di vederlo parare.
Della Latta: compitino e poco più.
Pergreffi: gli amici hanno visto che m sono innervosito quando, a fine gara, ha sorriso coi 32 denti esposti. Voleva solo salutare qualcuno, ma n quel momento mi sentivo padre Jorge da Burgos
Milesi: c’era in campo.
Imperiale: c’era anche lui. Che avesse un braccio largo è sfortuna, aggiunta ad una giornata concepita storta. Si cambia con Forte che deve ancora mostrare il nomen omen.
El Kaouakibi: svanito l’effetto sorpresa di vederlo in formazione, svanisce anche Lui. Si cambia con Zappella. Invertendo l’ordine dei fattori, il risultato non cambia.
Nicco: un gran goal annullato, poi solo foschia. Si cambia con Bolis che entra nelle statistiche.
Marotta: massì un po’ di tribolare per tutto il campo, ma polpa poca.
Cattaneo: nel primo tempo c’era, nel secondo si vede solo quando si cambia con Sylla. Anche lui è poco incisivo.
Sestu: gioca molti palloni. Qualcuno bene, ma è una percentuale troppo al di sotto di quello che può offrire.
Cacia: Servirebbe gli arrivasse il pallone per poter esprimere un giudizio.
Ridere è fonte di conoscenza, una via di accesso alla verità. Andremo a Salò e saremo serissimi.




