Giunte provinciali in pensione dal 31 dicembre di quest’anno. La riforma delle Province sarà attiva a partire dal 2014 e a novembre del 2013 si terranno invece le elezioni per decidere i nuovi vertici. Il ministro Patroni Griffi fa sul serio e dalle parti di via Garibaldi iniziano seriamente, se non l’hanno già fatto, a chiedersi che fare da grandi. Per molti degli assessori provinciali il ritorno al lavoro è infatti una prospettiva più che concreta dal momento che il 31 dicembre le giunte decadono (discorso diverso vale per i presidenti). L’aria è ormai quella del congedo. “Mettiamola così – afferma Pierpaolo Gallini, assessore ai Servizi Sociali della Provincia – mi potrò dedicare maggiormente al lavoro che ho sacrificato in questi anni”. Di professione odontoiatra, Gallini era in aspettativa dall’Ausl anche se in questi anni ha sempre proseguito la sua attività da libero-professionista. L’assessore spiega che non abbandonerà certo l’attività politica, “continuerò a farla come sempre nell’Udc”. “Se la giunta venisse sciolta anzitempo non ho alcun problema – aggiunge – e spero che serva come segnale anche nei confronti dei cittadini. Certo è che mi aspetterei lo stesso zelo anche nei confronti dei parlamentari e dei consiglieri regionali”.
Anche il leghista Massimiliano Dosi è pronto a rimettersi al lavoro, nel suo caso nel supermercato all’ingrosso dove era impiegato fino a due anni fa quando il presidente Massimo Trespidi lo chiamò in giunta. “Fortunatamente ho un lavoro e di questi tempi è una gran fortuna – confida Dosi – C’è un rammarico dal punto di vista politico. C’erano alcune iniziative previste per il 2013 sui giovani sull’Europa e sulla Protezione civile che difficilmente potranno vedere la luce. Spero comunque di avere dato il massimo. Torno al mio lavoro tranquillamente, ma non rinuncerò alla politica: sono consigliere comunale di Cadeo, e la politica per me tornerà ad essere un hobby”. Nessun dramma nemmeno per l’assessore Patrizia Barbieri, avvocato. Tornerà con maggiore assiduità nel suo studio e nelle aule di Tribunale. “Mi dedicherò totalmente al lavoro e alla famiglia. In tutta questa storia, però, devo ammettere che mi spiace per l’incertezza che regna sui lavoratori. Mi preoccupa il fatto che si arresta una macchina all’improvviso, con contraccolpi devastanti per l’economia del nostro territorio, processi che vengono arrestati”. L’assessore ai Lavori Pubblici Sergio Bursi tornerà alla sua azienda di Castelsangiovanni che commercia pavimenti in ceramica. Si è però duramente scagliato contro il ministro Patroni Griffi “per il grave danno che provocherà ai cittadini – afferma Bursi – Molti comuni non sanno nemmeno dove è Bologna. Questa riforma è miope e non calcola le ricadute negative sul territorio. Credo che quando vedrà le reazioni, il ministro non potrà fare altro che dimettersi”. Accetta con serenità il “verdetto” anche l’assessore all’Agricoltura Filippo Pozzi. “Era stata una chiamata inaspettata quella di tre anni fa quando divenni assessore e allo stesso modo inaspettatamente facciamo i conti con questa riforma. Fino a quando avrò tempo, però, cercherò di mettere a segno qualche colpo, portare a termine qualche progetto che abbiamo in cantiere. In questi tre anni ho dato il massimo, ce l’ho messa tutta. Spero di poter mettere a frutto questa esperienza in futuro. Sicuramente continuerò a occuparmi di agricoltura nel dipartimento della Lega Nord”.




