Ambiente, eredità 2014:
luci e ombre

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volpe-mega800La fine dell’anno rappresenta, tra le tante altre cose, l’occasione per un bilancio. Anche in materia di ambiente, di sua tutela e valorizzazione. Dunque, che cosa ci lascia in eredità – di positivo, naturalmente – l’anno 2014? Beh, vediamo:

B – Bettola: Nel mese di novembre la Conferenza dei Servizi ha opposto un No definitivo alla proposta di realizzare una centrale a biomasse a Bettola, in zona Boccacci-Roncovero. Della vittoria si possono fregiare i cittadini del capoluogo valnurese, organizzatisi per tempo e in modo massiccio, nel ‘Comitato contro la realizzazione di centrali biomasse a Bettola’, in opposizione al progetto caldeggiato dall’impresa F.lli Carrara. Le motivazioni alla base del respingimento risiedono nel dubbio sulla possibilità che un’opera del genere possa rientrare nel rispetto di “quanto prescritto nelle normative vigenti in tema di tutela ambientale”.
La vera buona notizia è la seguente: i cittadini, ormai, sono in grado di vigilare e farsi sentire in materia di difesa dell’ambiente (ricordiamoci di No Tube per i fiumi), caricandosi sulle spalle anche gli enti locali: in seguito alla protesta del comitato, il Comune di Bettola ha radicalmente rivisto alcune posizioni iniziali, salutando infine, per bocca del sindaco, il No alla centrale come un successo per Bettola tutta. “Avremmo avuto una ciminiera in più e tanti camion avanti e indietro lungo la strada di fondovalle”. Così Busca (il sindaco di Bettola) a commento della decisione novembrina della Conferenza.

P – Parco della Pertite. Il 2014, nei suoi ultimi mesi, ha portato con sé anche lo sblocco della complessa questione Pertite. L’area militare in dismissione, che un significativo numero di piacentini desidera riconvertire a parco, sembra avviata al suo destino naturale: area verde, appunto. Lo ha certificato, circa un mese fa, una portavoce del Comitato per il Parco, riconoscendo finalmente al Comune, nelle persone del sindaco Dosi e dell’assessore Bisotti, un impegno fino a un anno fa assai dubbio (per i fautori del parco).  Gli incontri romani degli amministratori piacentini con le competenti autorità (tra le quali il concittadino Reggi, direttore del Demanio) hanno convinto gli attivisti che la strada per la realizzazione del parco sia ormai imboccata. Una fiducia che riposa sulla consapevolezza che i due ostacoli più grandi (bonifica dell’area e individuazione di una nuova pista per il collaudo dei carri armati) siano in via di risoluzione.

P- Piacentini per l’aria. E’ il nome di un comitato, l’ennesimo, di cittadini che si battono per la salvaguardia dell’ambiente. Anche in questo caso la buona notizia risiede nella dimostrazione (i Piacentini per l’aria si sono costituiti a inizio anno) che l’opinione pubblica non è più disarmata di fronte alle minacce inquinanti. Il comitato in questione, animato da Marco Dadà e Matteo Gotti ha esordito contrastando l’ipotesi di bruciare un quantitativo maggiore di pneumatici esausti nelle caldaie della Cementirossi, nonché opponendosi all’ipotesi di consentire a Iren la combustione di tonnellate suppletive di rifiuti, provenienti da lontano. In giugno l’organizzazione è stata in grado di consegnare al sindaco 3150 firme, “per chiedere aria respirabile”. Semplicemente.

V – Volpi. Secondo le autorità provinciali nei boschi del Piacentino scorrazzano 239 volpi di troppo, nocive per l’equilibrio faunistico in quanto voraci predatrici di lepri, fagiani e starne. Il piano di abbattimento era stato preparato già al tempo di Massimo Trespidi e, nonostante la fiera opposizione delle organizzazioni animaliste, supportate da quasi 12.000 firme di cittadini, ora – a ente provinciale riformato, con un presidente di segno opposto – la minaccia si ripresenta. Per questo il coordinamento della associazioni animaliste è in allarme e sta organizzando una nuova mobilitazione. “Le volpi – sostengono i loro difensori – non devono costituire il capro espiatorio di una scorretta gestione faunistico-venatoria del territorio”. L’amministrazione del neo-presidente Rolleri, nel frattempo, dichiara un supplemento di indagini. La mobilitazione degli animalisti, però, è già pronta.

R – Rabuffi. Le dimissioni dell’assessore all’Ambiente Luigi Rabuffi (Rifondazione) rappresentano qualcosa di più di una semplice scaramuccia di coalizione. L’alleanza di centrosinistra che sostiene Dosi, nel  momento in cui perde la sinistra, sancisce una spaccatura che a occhio e croce non riguarda soltanto la sponda cosiddetta antagonista (Rifondazione, Pdci). Le dimissioni di Rabuffi, purtroppo, sono la testimonianza di una direzione imboccata dal Pd sempre meno riconducibile alla sinistra e viceversa protesa a un’occupazione indistinta- dal punto di vista ideologico – della scena politica. Tanto che, a rimpiangere in presa diretta il lavoro di Rabuffi in qualità di assessore, è tutta una serie di sigle e formazioni e uomini certamente non riconducibili alla circoscritta galassia comunista.
Rabuffi, in questi due anni, ha saputo guadagnarsi una considerazione vasta, poiché in grado di conciliare operatività e rispetto delle istanze di tutela ambientale. Anche per questo il sindaco ripete urbi et orbi di attendere un suo ripensamento.

S – Sblocca Italia. In cauda venenum. Pare proprio che l’inceneritore di Piacenza non si spegnerà nel 2020 e, anzi, aumenterà il volume dei rifiuti bruciati. Lo prevede il decreto Sblocca Italia, che sembra inverare i timori palesati dagli ambientalisti fin dal suo annuncio, mesi orsono. Certo, dal punto di vista ambientale, non sembra proprio una bella notizia e in questa pagina si voleva resocontare solo il buono dell’anno che se ne sta andando.  D’altronde nemmeno le dimissioni di Rabuffi lo sono (una buona notizia). Ma questo passa il convento.
In ogni caso, buon 2015.

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