Cosa includere nell’annale degli eventi piacentini del 2014 da salvare? Cominciamo dal comparto teatrale. Nella stagione di Teatro Gioco Vita, diversi spettacoli hanno dimostrato che anche la scena provinciale può sfangarsi dalla tradizione più conservatrice. Prima menzione al rivoluzionario e controverso “Il servitore di due padroni” di Antonio Latella: l’arte non è forse chiamata a rompere i canoni vigenti? A mettere tutti d’accordo è stata invece la straordinaria ospitata del grande scrittore francese Daniel Pennac con il suo “Journal d’un corps”, capace di far scricchiolare molti bigottismi. Memorabile l’allestimento delle “Operette morali” di Leopardi del regista Mario Martone, con un cast stellare.
Della stagione di teatro-danza ricordiamo la potenza visionaria e l’efficacia comunicativa della riedizione di “Calore”, grande classico di Enzo Cosimi, e la rivisitazione de “Il sacro della primavera” del Balletto Civile. Restando in tema, un elogio alle giovani piacentine Claudia Passaro e Ottavia Marenghi che hanno portato la danza contemporanea e sperimentale al Teatro Trieste 34 con la bella rassegna “In-Sincronia”, ora alla 2° edizione. Rispetto al teatro amatoriale e semi-professionistico: cerchiolino rosso per il “Machbet” sperimentale della Società Filodrammatica diretto da Lorenzo Loris e Patrizia Bernelich tra musica e prosa, Verdi e Shakespeare, e la recente “Hedda”, da Ibsen, del giovane e promettentissimo regista piacentino Leonardo Lidi, ma anche la fortunata rassegna “Teatro e oltre” di Quarta Parete al San Matteo, che raduna quasi tutti i gruppi piacentini sotto un unico “cappello”. Brillantissimo l’inizio della nuova stagione di Gioco Vita con l'”Enrico IV” di Branciaroli, “Nessi” di Alessandro Bergonzoni e il travolgente “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante, senza trascurare la ventata di freschezza portata ancora una volta dal festival di teatro contemporaneo “L’altra scena”, che ha visto primeggiare il geniale Antonio Rezza nel suo cavallo di battaglia “Pitecus”. Ripagato da un meritato successo lo sforzo organizzativo di Associazione Crisalidi per il piccolo festival di teatro contemporaneo “50+1” al Teatro Serra di Pontenure.
Quanto alla musica, tra gli eventi da ricordare annotiamo il corposo progetto “CantiAmo Piacenza”; la commistione tra sport e cultura “freestyle” proposta dalla terza edizione di “Alley oop” all’Arena Daturi; la “grandeur” del ventesimo “Tendenze”; la maturazione messa in luce dalla nona edizione del “Cuncertass” del Primo Maggio e dal ritrovato “Why Not Festival” di Fiorenzuola; la strenuità del longevo “Orzorock”, sempre al passo coi tempi (debuttati anche il suo “cuginetto” “PoggioRock” e l’etichetta discografica “Orzorock Music”); il coraggio dei gestori dell’Arci Sound Bonico, unico vero live club di una città orfana dei suoi palchi storici, pur in un momento di profonda disaffezione del pubblico dei concerti.
In campo jazz e dintorni, menzione per il prestigioso “Val Tidone Festival” e l’insostituibile “Piacenza Jazz Fest” che ci ha riportato mostri sacri come Richard Galliano e Bill Frisell e ha sorpreso, ospitando progetti difficili e riunendo una decina di ritrovi piacentini nella rassegna collaterale “Piacenza suona jazz”. Un plauso alla costante attività del Cantiere Simone Weil di via Giordano Bruno, che regala a Piacenza il fervore di un movimento free-jazz di ricerca e sperimentazione di respiro europeo. Promosso e apprezzato anche il trasloco del festival blues “Dal Mississippi al Po” a Travo. Quanto ai territori liminari, elogiamo il continuo evolversi ed espandersi del festival internazionale di cortometraggi “Concorto Film Fest”.
Pur nella consapevolezza di aver tralasciato qualcosa, mettendo in fila in pillole il meglio del 2014 abbiamo provato a dare un contributo alla missione portata avanti da tanti validi attori del panorama degli spettacoli nostrano: sfatare l’estenuante ritornello “Piacenza non offre niente di interessante”. Ai piacentini, semmai, manca spesso la curiosità e la capacità di riconoscere quanto di buono hanno a portata di mano.




