ALSENO – Il sindaco Davide Zucchi: “Nonostante la crisi energetica chiudiamo i 2022 in pareggio”

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DAVIDE ZUCCHI

Davide Zucchi, come tutti i sindaci, è alle prese con gli effetti che la crisi energetica sta causando sulla gestione dei servizi comunali e sul tessuto sociale del territorio amministrato. Il sindaco di Alseno lo fa però senza drammatizzare, con atteggiamento pragmatico, e nello stesso tempo rassicurante, dettato dall’impegno che l’amministrazione comunale tutta sta sviluppando.

L’intervista non poteva che prendere avvio dalle considerazioni esposte nel preludio dell’incontro. Non è stato necessario un invito, Zucchi ha esposto immediatamente i numeri che misurano le prime criticità che interessano le casse comunali: “Grazie a un contributo del governo Draghi, che copre circa il 40% della maggior spesa energetica, alla possibilità di poter utilizzare l’avanzo di bilancio ed al reperimento di altre risorse tra le pieghe del programma di investimenti e spese chiudiamo l’esercizio 2022 in pareggio”.

Come si suole dire, usando un linguaggio non convenzionale, per ora avete tenuto botta! Inoltre, a quanto pare, lo avete fatto senza sacrificare i servizi: che so, diminuendo l’orario di funzionamento degli uffici, come in altri comuni.

“I servizi li abbiamo non solo difesi, bensì li abbiamo aumentati: tant’è che dall’inizio del mese gli sportelli funzionano anche il giovedì pomeriggio.”

Prima la pandemia da Covid poi, quando sembrava che si avviasse una ripresa, Putin invade l’Ucraina e ci troviamo con i prezzi di gas e luce alle stelle. Una crisi energetica che si fa fatica a comprendere da che parte prenderla in un contesto di guerra che sembra non voler considerare l’ipotesi di una pace. A vincere, per ora, è il disorientamento dilagante nel sistema sociale ed economico. E’ così anche ad Alseno?

“La mia impressione è che, per ora, le aziende stiano tenendo, ma fino a quando? Stanno aspettando di vedere i primi interventi del nuovo governo, sperando che contengano disposizioni chiare ed efficaci. Altrimenti sarebbe davvero crisi. Le famiglie ed il piccolo commercio, bar, ristoranti, stanno invece già soffrendo. Le miti temperature di questo inizio d’autunno stanno dando una mano, ma non potrà durare ancora per molto. Per affrontare le maggiori criticità che si manifesteranno già dal prossimo dicembre per confermarsi in gennaio, stanzieremo fondi per le famiglie bisognose, un aiuto per il pagamento delle bollette. Per questo, attraverso una variazione di bilancio, stiamo approntando un bando contenente i criteri delle assegnazioni del contributo. Sarà pronto entro la fine dell’anno”.

Le criticità fin qui esposte, risulterebbe naturale che provocassero situazioni di emergenza per i servizi sociali. Come state reagendo?

“Sicuramente stando vicino alle famiglie. In questi mesi si sono affacciati ai servizi sociali volti sconosciuti, persone residenti da tanti anni che fino ad ora non ne avevano avuto la necessità. Del resto, occorre considerare che famiglie monoreddito di fronte, non solo all’aumento delle bollette, ma della spesa, della benzina e l’affitto è naturale che si trovino in difficoltà…”

Avete un punto di ascolto per queste famiglie?

“Abbiamo uno sportello sociale per i cittadini, in particolar modo per i più bisognosi…”

Come riuscite ad intervenire?

“Attraverso l’assistente sociale che prende in carico la famiglia e l’assistente sui minori che gestiamo in convenzione con i comuni di Fiorenzuola, Cadeo e Pontenure. Vengono fatte le istruttorie per comprendere come poter intervenire alla soluzione dei problemi attraverso un progetto, perché solo un contributo possiamo tamponare l’emergenza ma non risolvere il problema”.

Ha citato la convenzione in essere con i comuni della ex Unione della Via Emilia Piacentina, quali sono stati i motivi che ne hanno determinato lo scioglimento?

“Probabilmente, quando presero avvio, i comuni si trovavano in un momento particolare dovuto ai numerosi prepensionamenti tra i dipendenti. A Fiorenzuola poi le elezioni avevano determinato un cambio di maggioranza alla guida della città. Il problema si era comunque manifestato in modo più generalizzato, vedi lo scioglimento di altre Unioni. Per quanto ci riguarda, penso sarebbe stato utile insistere, magari trovando una migliore configurazione che avrebbe permesso di poter organizzare servizi migliori. Noi e Cadeo abbiamo resistito oltre l’uscita di Pontenure e Fiorenzuola fino a che la Regione ci ha chiesto un maggiore impegno che non saremmo stati in grado di dare. Solo allora ci arrendemmo”.

Ci parli dei progetti che avete presentato per ottenere i fondi del Pnrr, quali sono stati accettati e quali no….

“Per quanto riguarda l’edilizia scolastica abbiamo presentato tre progetti: uno per la realizzazione della mensa a beneficio della scuola elementare di Lusurasco ed uno per la mensa della scuola secondaria primaria del capoluogo. Il terzo progetto per la realizzazione della palestra al servizio della scuola elementare di Castelnuovo Fogliani. Al momento risulta respinto il progetto per la realizzazione della palestra, accolto il progetto per la mensa di Lusurasco, mentre siamo in attesa di responso per la mensa di Alseno. Abbiamo poi partecipato ad alcuni bandi per la transizione digitale ottenendo un finanziamento per il passaggio al cloud e per il potenziamento dei servizi sulla Upp IO. Per l’efficientamento energetico abbiamo ottenuto 50mila euro ma sono il frutto di un precedente bando poi assorbito dalle dinamiche del Pnrr”.

Lo scorso anno aveva annunciato che sarebbero iniziati i lavori compresi in un progetto per dotare le frazioni di piste ciclabili, ci siete riusciti?

“Sono iniziati i lavori a Castelnuovo e Chiaravalle, ed è molto probabile che le opere siano completate entro la fine dell’anno contribuendo alla messa in sicurezza della viabilità all’interno delle frazioni”

Sindaco, dalla messa in sicurezza della viabilità nelle frazioni, proviamo ad allargare il campo per comprendere anche l’annoso problema del traffico sulla Via Emilia che attraversa l’abitato di Alseno. La realizzazione della tangenziale è destinata a rimanere un sogno?

“Qualche mese fa, assieme al sindaco di Cadeo, abbiamo incontrato l’assessore regionale alle infrastrutture Andrea Corsini ricevendo conferma che il progetto di tangenziale che interessa sia Alseno che Cadeo è inserito nello strumento programmatorio regionale, ma che purtroppo in regione esistono criticità più urgenti a cui l’ANAS deve fare fronte. Noi riteniamo che la nostra situazione sia ormai al limite, il traffico pesante è ad un livello insostenibile: sedicimila passaggi al giorno in un senso e diecimila nell’altro, poi le vibrazioni, le emissioni e la velocità. Ditemi voi…

Le abitazioni sulla Via Emilia quando vengono lasciate difficilmente vengono riaffittate, chi può si sposta in altre zone.

Questo fenomeno sta diventando un problema, stiamo pensando, attraverso uno strumento urbanistico, di spostare questi volumi sempre all’interno del centro abitato, per consentire l’allargamento della via. Abbiamo assicurato la Regione che, qualora venisse realizzata la tangenziale e l’attuale strada diventasse di proprietà del Comune, ci impegniamo a riqualificare tutto il contesto rendendolo più vivibile, per esempio con restringimenti della careggiata per limitare la velocità, più numerosi attraversamenti a beneficio dei pedoni. Certamente noi faremo la nostra parte, ma Anas deve trovare le risorse”.

Pur in un contesto problematico, come quello che stiamo vivendo ora, avete qualche progetto per migliorare la vivibilità di Alseno? Che so, una piazza?

“Siamo ancora nella fase della messa in sicurezza, lo abbiamo fatto con le scuole, ora manca il municipio che non è adeguato, né dal punto di vista sismico, né da quello energetico. I prossimi lavori interesseranno l’adeguamento della casa del Comune. Certo piacerebbe anche a noi dare una piazza al paese. Ci sarebbe un’area all’interno del paese dove realizzare, naturalmente sognando assieme al parroco, sia la piazza che una nuova chiesa. Per il momento sono solo ipotesi che fanno parte di un sogno…”

Se non dovesse concretizzarsi questo sogno, si potrebbe considerare il complesso che c’è qui davanti, ben protetto dalla Via Emilia, c’è la scuola elementare, c’è il Comune, ci vedrei bene anche una bella piazza. L’alternativa potrebbe essere anche questa, sono però tutte operazioni che prevedono acquisti di aree da privati quindi più complesse”.

Comunque, è positivo che ci stiate pensando. Vuol dire che avete una visione di riferimento oltre la risoluzione delle problematiche più urgenti, per adeguare il livello di vita sociale dei centri abitati contemporanei, di lato alle vie di scorrimento ed un centro, non solo fisico, ma anche sociale: centripeto delle relazioni sociali ed economiche

“Certo a noi la piazza manca tanto, segnalo un particolare: ad Alseno abbiamo negozi per la maggior parte di generi alimentari, l’apertura di Casamercato prima e poi Rossetti Market hanno causato la chiusura di tanti piccoli negozi. Una piazza davvero centrale potrebbe rianimare anche il piccolo commercio”.

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