Lucia Fontana: “Cioccolandia, è’ stata una splendida giornata con la collaborazione di tutti”

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“E’ stata una splendida giornata” hanno ripetuto, quasi fosse un coro, Sergio Bertaccini, presidente della Pro Loco, i rappresentanti delle associazioni di Castel San Giovanni che si sono adoperati nella organizzazione, i commercianti e la sindaca Lucia Fontana che ha sottolineato come si sia ritrovato quello spirito che si è confermato elemento costitutivo della città. “Abbiamo rivisto gli autobus di turisti provenienti dalle province del Nord Italia attirati dal nostro evento più goloso dell’anno – ha poi rimarcato con grande soddisfazione – abbiamo rivisto la spensieratezza negli occhi di migliaia di persone. Sì, una grande soddisfazione”.

Non ci era mai capitato di assistere a tanto entusiasmo durante una festa di strada. Davvero coinvolgente. Ma da dove viene questa idea? Chi ne sono stati i promotori?

“Era il novembre 2003 quando Pierino Lavelli e quattro amiche di Castel San Giovanni pensarono di organizzare una festa del cioccolato. Da quell’idea siamo arrivati ad oggi, dopo 18 anni, ad una manifestazione tra le più importanti di Castel San Giovanni. Un evento che vede la partecipazione di migliaia visitatori, molti dei quali provenienti da altre regioni. La Pro Loco ha dato il massimo di sé, ma direi tutti hanno contribuito a recuperare quello standard che ci è sempre appartenuto. Cioccolandia si conferma un antidoto contro le preoccupazioni che viviamo quotidianamente, uno scacciapensieri per chi in questa giornata vuole dimenticare: quindi viva la spensieratezza!”.

La partecipazione dei commercianti è stata esemplare contribuendo al funzionamento anche dei più piccoli eventi collaterali

“Sicuramente, con il Comitato Vita Centro Storico e la sua presidente Paola Morisi questa amministrazione ha un buon rapporto. Ci confrontiamo sui problemi, sulle loro richieste e cerchiamo poi di trovare una sintesi considerando le disponibilità del Comune. Non c’è assolutamente un rapporto di contrapposizione. Ci incontriamo periodicamente, non solo con i commercianti, ma anche con i rappresentanti delle altre categorie economiche per confrontarci sui temi, sulle difficoltà che si possono incontrare. E’ nota a tutti la vicenda dei bar a cui abbiamo riconosciuto l’esenzione dando la possibilità di organizzare i dehor. Sono nate poi discussioni che abbiamo però mediato”.

Restiamo in strada per parlare di sicurezza. Qual è il livello che esprime Castel San Giovanni?

“Vengo da un recentissimo incontro in Prefettura al tavolo del Comitato sicurezza e ordine pubblico, i temi sono tanti, il confronto con le forze dell’ordine è sempre costruttivo e importante: c’è molto dialogo. I sindaci sono gli interlocutori della propria comunità, sono gli stakeolder. A noi arrivano tutte le segnalazioni molto spesso legate alla percezione della insicurezza. Nel mio territorio sono legate a quei gruppi di adolescenti che disturbano, che danneggiano creando una situazione di disagio, di insicurezza che i cittadini giustamente mal sopportano. Le forze dell’ordine sono impegnate ad impedire e reprimere situazioni criminose importanti, i reati gravi: basterebbe però che si cogliesse la loro presenza sul territorio per scoraggiare questi gruppi di adolescenti molto irrequieti. Mi rendo conto però che le forze dell’ordine non dispongono della forza numerica. Oltre alle segnalazioni noi sindaci siamo destinatari delle proteste dei cittadini che non tollerano di vedere i luoghi della loro convivenza deturpati. Il reato di danneggiamento non esiste più, è stato derubricato dal nostro Codice penale. Probabilmente siamo la città più “telecamerata” della provincia, quindi riusciamo ad identificare gli autori. Lo abbiamo fatto e quando erano minorenni abbiamo convocato i genitori per informarli del protagonismo dei loro figli perché si attivassero nel recupero educativo”.  

Qualche mese fa, aveva annunciato che sarebbe stato prossimo la conclusione dell’accordo tra Vailog e Ferrovie dello Stato per l’avvio dei lavori riguardanti la realizzazione dello scalo ferroviario. A che punto sono i contatti?

“Stanno lavorando, noi siamo stati stimolatori di questo accordo ancora in cantiere che vedrà la luce prima del mio mandato. Ci vuole tanta pazienza, del resto vista l’esperienza del sottopasso ferroviario che ha avuto un tempo di realizzazione di poco più di un anno, ma per quanto riguarda l’iter burocratico ci sono voluti quattro anni. Quindi mettiamoci il cuore in pace e aspettiamo, alla fine i traguardi si raggiungono”.

Restiamo in ambito cantieri, il progetto della realizzazione dell’asilo nido si sta sviluppando o occorre avere pazienza anche per quello?

“Stiamo vivendo una situazione paradossale: la Provincia era ormai prossima ad espletare la gara per l’assegnazione dei lavori quando, nello scorso agosto, abbiamo ricevuto dal Ministero dell’Istruzione la comunicazione che il nostro progetto aveva ricevuto approvazione ad essere compreso nel Pnrr, mentre lo scorso anno era stata negata. A questo punto vorrei ripercorrere la storia di questa vicenda amministrativa.

Nel gennaio 2021, avevamo un progetto il cui finanziamento era già stato deliberato, nel mentre si presenta l’occasione di partecipare ad un bando ministeriale evidenziando che il 50% del costo lo avremmo sostenuto noi. Dopo qualche mese, ci comunicano che il nostro progetto pur essendo ammesso non sarebbe stato finanziato. Quindi siamo tornati sul nostro progetto finanziato con i nostri soldi pronto per essere messo a gara dalla Provincia. Lo scorso agosto, il Ministero si rifà vivo comunicandoci che il nostro progetto è stato ammesso al finanziamento essendo stato ricompreso nel Pnrr e  che ci avrebbe concesso, per la costruzione dell’asilo nido, un finanziamento di 800mila euro. Abbiamo immediatamente bloccato la gara che stava per essere avviata dalla Provincia. Per non perdere il finanziamento ora dovremmo variare il programma delle opere pubbliche, rifare una parte del progetto esecutivo e considerando che il Pnrr prevede che l’inizio lavori inizi entro marzo 2023 dovremmo muoverci in un tempo strettissimo. Abbiamo quindi chiesto alla Provincia un incontro per capire come fare a uscire da questa situazione davvero paradossale”.

Una piccola provocazione, spesso si dice “Castel San Giovanni capitale della Val Tidone”, non sarebbe il tempo di pensare a qualche fusione tra comuni?

“Lo chiede a me che avevo proposto la fusione con Borgonovo ed avevo coniato quel bellissimo nome Castelborgo? Era stato un gioco portato avanti assieme a Pietro Mazzocchi, in quel momento sindaco di Borgonovo. Si era appena conclusa negativamente l’esperienza Unione Val Tidone, ed un per gioco e un po’ seriamente abbiamo ragionato sull’ipotesi di fusione tra i nostri comuni. Alla mia proposta di chiamare il nuovo comune Castelborgo ci fu un immediato sussulto di campanilismo che propose Borgocastello. Ma a queste prime schermaglie ci furono delle reazioni davvero incredibili da parte della stampa e di una parte di cittadini. Vennero rispolverate antiche contrapposizioni di bande che si menavano, appellativi probabilmente dai racconti dei canta storie: borgonovesi uslon e i castellani mangia fagioli. L’interesse finì presto, ma fu accesa una luce sull’ipotesi che ancora oggi è lì che cova sotto le ceneri”.

Si potrebbe pensare ad una fusione tra Castel San Giovanni, Borgonovo e Sarmato…

“Mi lasci fuori, sono a metà del mio secondo mandato, probabilmente potrà interessare a chi verrà dopo di me. Ora ci sono problemi più urgenti di cui occuparsi”

Veniamo alla realizzazione tangenziale di cui si parla ormai da quattro anni

“La realizzazione della tangenziale di Castel San Giovanni è un onere a carico di chi si aggiudicherà la gara per la concessione dell’autostrada A21. Ad aggiudicarsela, nel 2019 è stato il Gruppo Gavio, ma il ricorso al Tar del Lazio presentato dal Gruppo Sissa ha dato ragione al ricorrente. Gavio non si dà per vinto e ricorre in appello al Consiglio di Stato che conferma la sentenza del Tar del Lazio. Il Ministero delle Infrastrutture era sul punto di aggiudicare finalmente la gara quando Gavio ricorre di nuovo al Consiglio di Stato per chiedere la revocatoria della sentenza ed ottenere la remissione della discussione all’Adunanza Plenaria del Consiglio stesso. Da informazioni che siamo riusciti ad avere il tutto si dovrebbe concludere entro l’anno. Che dire? E’ un’altra storia tipicamente italiana”

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