Al Garilli il campo era pesante. Anche la situazione vicino al Po

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Campo pesante. Il Piacenza Calcio ha investito quattrini per scongiurarlo. Hanno comprato nuovi teloni con sistema di rullaggio e scarico massa d’acqua. Funzionano. Infatti si è giocato, nonostante le cisterne d’acqua che son venute giù. Il campo era pesante. Anche la situazione vicino al Po era (e rimane) pesante. I miei hanno una cascina in golena, ho il privilegio di vivere gli straripamenti in immersione. Quando il fiume sale, l’argine diventa luogo conviviale. E come ad ogni convivio trovi di tutto. Trovi fatalisti, competenti, malfidenti, sproloquianti. Esiste un legame tra chi frequenta gli argini quando l’acqua è alta, e chi segue le partite allo stadio. Prima di andare sull’argine ero passato al Garilli per Piacenza – Imolese. L’ho vista finire zero a zero. Ho visto che abbiamo avuto poche occasioni, che l’Imolese non ne ha avuta nemmeno una. Ho visto che si è tenuto un atteggiamento prudente, che ci siamo predisposti a vivere sulle doti di qualche singolo (tre), per portarla a casa. Ho visto un terreno di gioco, dove giocare era difficile. Ho visto saltare il saluto alla gradinata. Non ho visto la prestazione che allontana il pubblico, la squadra sbandata, l’avversario vittima predestinata, la necessità di contestare. Ho visto la gente uscire a testa bassa. Pensavano al Po in crescita, all’acqua che costringeva alcuni ad abbandonare le case, all’acqua che mandava sotto la Nino Bixio. Siamo gente pratica in fondo.


Protagonisti
Franzini: anche lui è uscito a testa bassa, stava pensando alla gara di Reggio Emilia.
Del Favero: più dei teloni gli sarebbe servito l’ombrello. Tocca il pallone solo coi piedi, è il suo meglio.
Pergreffi: rimaniamo a tre, col niente da marcare, per sfruttarlo sulle palle inattive.
Milesi: condivide due caratteristiche con Del Favero: la perizia nel ruolo di competenza, la precisione dei lanci.
Della Latta: credo che la sua posizione dividerà almeno fino a gennaio. Oltre chissà.
Imperiale: resta più basso del solito, serviva un veloce sui contropiedi. Esce per Nannini che sembra avere i tempi giusti per incidere in avanti. Invece lo tengono dietro.
Zappella: la qualità del controllo palla è alta, la percentuale di palloni scodellati meno. Si cambia con Sylla cui non riesce di ripetere la prova di Fano. O forse sì, ma con influenza differente
Nicco: ha il pallone per segnare, l’occasione più nitida di tutta la partita, però non entra. Si cambia con Bolis per la canonica percentuale giovani da rispettare.
Marotta: Se Paponi lo avesse visto, magari segnava ancora. Rido abbastanza quando qualcuno dice “…con Marotta in cabina di regia”.
Corradi: Gli viene poco da riportare in cronaca, ma a lui sei sempre aggrappato.
Paponi: deve spaziare per tutta la metacampo, deve duellare con tre avversari alla volta. Troppo anche per lui.
Sestu: La forma è perfetta, a volte i tre addosso sono pochi. Se tutte le volte sono tre, ci si consuma.

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