‘Casa dell’Acqua’, ‘Casa della Cultura’ e ‘Casa dell’Accoglienza’: sono le tre funzioni attorno alle quali si sviluppa il progetto di riqualificazione dell’asse fruitivo di via Roma e dell’area dismessa dell’ex Consorzio agrario di Agazzano. Il Comune della Valluretta ha scelto il percorso partecipato per recuperare un’area di grande interesse per la comunità perché considerata il ‘biglietto da visita’ del paese. Collocata a metà tra i due poli di maggiore pregio del territorio – il maestoso Castello Anguissola-Scotti e la splendida piazza Europa – via Roma è infatti la via di accesso al cuore di Agazzano. ‘Era intenzione dell’amministrazione comunale – spiega il vicesindaco di Agazzano Paola Achilli – abbellire e recuperare un’area poco integrata al contesto e caratterizzata da zone degradate come i due edifici dismessi che un tempo erano la sede dell’ex Consorzio agrario’. Da qui nasce la partecipazione ai Concorsi di Architettura promossi dalla Regione Emilia Romagna (in tutto 19 per un milione di euro) e volti alla riqualificazione di aree dismesse del tessuto urbano: ad aggiudicarsi il bando di concorso (con contributo regionale pari a 15mila euro per Agazzano con premio al primo classificato di 7.500 euro) – è stata la proposta dell’architetto Davide Ferrari (Varese) assistito dall’architetto Maria Chiara Sicari in qualità di consulente alla progettazione e disegnatore. L’intervento si inserisce all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione a cui il Comune di Agazzano sta lavorando da tempo: ‘Abbiamo già sperimentato in diverse occasioni – aggiunge il vicesindaco – la collaborazione tra pubblico e privato al fine di attirare idee fresche ed innovative mirate allo sviluppo e alla valorizzazione del nostro territorio: dalla riqualificazione di piazza Europa al recente restauro del Palazzo comunale per proseguire con numerosi interventi di recupero del patrimonio edilizio privato’. Secondo la Commissione di gara, guidata dall’architetto Mirella Delli, ‘la proposta progettuale vincente seduce e convince per la capacità di riorganizzare i luoghi secondo un disegno di concezione unitaria anche dal punto di vista dell’emozione’. A convincere la Commissione è stata la capacità di strutturare l’asse fruitivo di Via Roma ricucendo l’irrisolto tessuto attuale che viene riaggregato attorno a tre poli poeticamente “battezzati”: “Casa dell’acqua”, “Casa della Cultura”, “Casa dell’accoglienza”.
Casa dell’Acqua
Si propone quale ‘porta asimmetrica’ del paese destinata a diverse funzioni: disegna lo spazio pubblico verso via Roma,completa il plesso religioso di chiesa, canonica e oratorio e sostituisce in arretramento il volume dell’edificio del telegrafo, destinato a demolizione. La sezione stradale viene ridisegnata e dotata di corsie ciclabili e si prevede la realizzazione di un porticato che richiude il complesso parrocchiale formando una sorta di chiostro.
In quest’area troviamo il punto di distribuzione di acqua recentemente realizzato dal Comune e che funge anche da area di ristoro per turisti e ciclisti. ‘Questo primo elemento di progetto – afferma l’architetto Delli – riassume in sè diverse identità: segno-segnale dell’accesso alla zona storica di Agazzano, area di sosta per la pista ciclabile e per i pedoni lungo il percorso al cimitero, luogo pubblico rinfrescato e animato acusticamente e visivamente da una cascatella d’acqua a sfioro’.
Casa dell’Accoglienza
Si sviluppa nel vecchio magazzino del Consorzio (ad est dell’edificio degli uffici amministrativi) e prevede uno spazio comune al piano terreno e camere per la ricettività al piano primo. Il progettista ha previsto a piano terra la realizzazione di una sorta di ‘vetrina enogastronomica permanente’ in cui promuovere le tipicità locali del territorio in abbinamento ad eventi. Al piano superiore verrà invece realizzato un ostello da 12-16 posti letto: ‘Volgiamo uno sguardo al futuro e alla possibilità – ha aggiunto l’assessore Achilli – di avviare sinergie con le università locali per approfondire gli studi sul territorio ’.
Casa della Cultura
Nell’ex magazzino delle sementi verrà invece realizzata la sala polivalente pensata per ospitare cinema, teatro, conferenze, riunioni pubbliche ed eventi, nella duplice veste invernale (chiusa) ed estiva (aperta). ‘Stiamo pensando di mantenere sul territorio – ha concluso Achilli – eventi permanenti come mostre e spazi fissi a disposizione delle scuole e delle associazioni culturali’.




