Il problema è quello consueto in stagione: l’acqua insufficiente al fabbisogno agricolo (questa volta della Val Nure). Riassunto: i sindaci dei comuni interessati chiedono alla Regione di derogare, alzandoli, ai parametri del Dmv (deflusso minimo vitale) del loro torrente; la Regione Emilia Romagna, nella persona dell’assessore Sabrina Freda, risponde che no, non vale la pena distruggere un ecosistema fluviale per dare acqua ai campi: si pensi piuttosto, visto che la primavera è stata generosa di acqua eppure questa non basta, a ridurre gli sprechi o addirittura a cambiare colture, optando per coltivazioni meno “idroesigenti”. La polemica estiva, a questo punto, è apparecchiata: non solo le associazioni di categoria, ma anche i sindaci, a tale proposta, hanno protestato. Ultimo in ordine di tempo, il sindaco di Podenzano Alessandro Ghisoni (Pd). “Il nostro territorio – ha spiegato – è vocato a coltivazioni di eccellenza in cui l’acqua diventa fondamentale. Non è concepibile cambiare coltivazioni per il nostro territorio, come ha proposto qualche nostro politico regionale (la Freda, ndr)”. Insofferenza nei confronti della decisione dell’assessore Freda, e ancor più nei confronti dell’invito a prendere in considerazione l’ipotesi di modifiche colturali, è stata naturalmente dimostrata anche da Coldiretti e Confagricoltura. Un appello al Prefetto perché consideri la richiesta d’acqua dell’agricoltura valnurese come un’emergenza da affrontare subito rientra tra le iniziative di Confagricoltura, mentre l’avversione di Coldiretti e del suo presidente Bisi per la Freda si è manifestata in un appello al presidente della Regione affinché, scavalcando l’assessore, si affronti il problema ai massimi vertici. Dal canto suo, senza scomporsi, l’assessore regionale piacentino risponde che “Ci troviamo tutti gli anni di fronte alla solita polemica. Mi permetto solo di far osservare che se è davvero emergenza dopo una stagione ricca di pioggia, allora sarà bene interrogarsi sulle cause di questa penuria, anche avviando una revisione delle colture che non vuole comunque dire abbandono del pomodoro. L’agricoltura, in ogni caso, non può prosciugare i fiumi, una risorsa da rispettare e salvaguardare”.
Nel vivo della polemica, questa volta a sostegno delle posizioni di rigoroso rispetto del Dmv, e quindi delle posizioni dell’assessore regionale, gli ambientalisti piacentini. Articolati interventi, corredati di suggerimenti per evitare lo spreco di acqua, di proposte percorribili per l’accantonamento invernale di scorte di oro blu da “spendere” in estate, sono già arrivate da Legambiente, dall’associazione No Tube, dalla Fipsas (i pescasportivi).




