di Maurizio Dossena* – Ormai, purtroppo, la Scuola – proprio mentre dovrebbe dare abbrivio alla sua “riforma”, raggiunta (così così) dopo tanti decenni di attesa – fa invece notizia solo per le cose di secondo piano, e anche un po’ discutibili. L’intervista del Ministro Carrozza al “Messaggero”, ad esempio, con l’invito a non assegnare compiti per le vacanze: dare invece consigli e libri da leggere.
«Egr. Sig. Ministro, innanzittutto, “unum facere aliud non praetermittere”: i consigli per le letture si dànno, eccome, e sono sacrosanti: si tratta, però, poi di trovare una ricaduta di tali letture, perchè altrimenti…; quanto ai compiti, non mi sembra proprio un bell’invito da parte del Ministro (siccome sono altri, in questi giorni, i ministri che fanno notizia, anche la Prof. ssa Carrozza ha voluto forse far notizia!) a una scuola già minata dal calo forte di impegno di studio; comunque sia, c’è l’autonomia didattica e queste son cose che decidono didatticamente i docenti; son ben altre invece le cose che il Ministero dovrebbe fare al presente per dare giusto sostegno a una riforma, che si è trovata a prendere vita in un momento così poco adatto: ad esempio, risolvere una volta per tutte i nodi dell’autonomia stessa e dei rapporti fra la Scuola e un’amministrazione scolastica la cui consistenza e i cui ruoli sono sempre in bilico, anche per effetto della non felice legislazione concorrente e di non chiari rapporti con li Enti Locali. Proseguire intensamente nel monitoraggio della riforma e nel lavoro di valutazione e autovalutazione del sistema scolastico.
E la formazione dei docenti? Si dirà, ci voglion soldi; soprattutto ci vuole determinazione, perchè senza formazione piena (a cominciare da quella iniziale, ultimamente un po’ disorganizzata) non vi può essere riforma vera. I soldi si trovano, come se ne trova e se ne spreca (molto nella Scuola e nella “cultura”) per tanto altro. Di questo dovrebbe preoccuparsi in Consiglio dei Ministri un ministro, di cui invece non si sente notizia (ma sappiamo il perché), se non… sui compiti delle vacanze (ed è una cattedratica!)
Poi c’è il divieto di fumo a scuola anche nei locali esterni: in sè è cosa buona, ottima direi per la salute dei nostri ragazzi (che fumano moltissimo anche in tenera età).
Ma non mi piace che sia lo Stato a dire questo “per motivi educativi”: i motivi educativi, in una scuola dell’autonomia, li decide la comunità scolastica, lo “Stato educatore” non è una gran bella cosa: si comincia col fumo e poi…».
*già funzionario amministrazione
scolastica in materia di formazione




