ACLI: “Cresce il disagio occupazionale: integrare i servizi per i bisogni delle persone”

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PIETRO NATALE NUOVO PRESIDENTE ACLI-PIACENZA

Pietro Natale, nuovo presidente delle ACLI Piacenza: “Dobbiamo farci vedere di più, mandare segnali chiari al territorio”

“Dobbiamo muoverci, essere presenti, attivi. Non è possibile aspettare che qualcuno ci regali qualcosa, dobbiamo dare segnali chiari”.  A Pietro Natale, 74 anni, un lungo passato da dirigente presso la Provincia di Piacenza e da quasi 15 anni direttore dell’Enaip locale, l’esperienza non manca. Eppure, è l’entusiasmo del ragazzino quello che trasmette quando deve parlare della sfida che lo attende per i prossimi 4 anni. Dallo scorso 29 ottobre, infatti, Natale è stato eletto nuovo presidente provinciale delle Acli (Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani), succedendo al professore universitario Alessandro Candido. Ad affiancarlo nell’ufficio di presidenza ci saranno Roberto Agosti, vicepresidente vicario; Paolo Rizzi, vice presidente; Gianmarco Marchettini, responsabile amministrazione; Carlotta Benatti, responsabile sviluppo associativo; Mariangela Cappelletti, segretaria; Sara Losi, responsabile progettazione.

Un nuovo incarico che, giocoforza, andrà a modificare il proprio impegno in Enaip, l’ente di formazione professionale che rappresenta, unitamente a Caf e Patronato, uno degli asset fondamentali messi a disposizione dei lavoratori dall’ecosistema Acli.  “A breve, entro la prima metà di gennaio 2025, l’ufficio di presidenza dovrà nominare il nuovo Cda di Enaip e quindi il nuovo presidente e direttore – spiega Natale -. Essere al contempo direttore di Enaip e presidente Acli non è incompatibile, però ovviamente sarebbe oneroso mantenere il doppio impegno. Non posso anticipare nulla, ma è necessario ragionare su quale possa essere la soluzione migliore”.

“I nostri servizi devono parlarsi di più” – Nella prima uscita da nuovo presidente, Natale ha individuato nella Costituzione, nelle encicliche di Papa Francesco Laudato si’ e Fratelli tutti e nello statuto delle Acli il riferimento ideale a cui ispirare il suo mandato, con un pacchetto di azioni finalizzato al contrasto della povertà, alle disuguaglianze, alla precarietà ed ai fenomeni di devianza, con particolare attenzione a donne, giovani e lavoro. Prima, però, le Acli devono guardarsi allo specchio. Capire come rendere più efficiente la propria macchina operativa. “Nella mia esperienza con Enaip mi sono reso conto che spesso i tre servizi Acli fanno fatica a parlarsi – ammette -. È fondamentale migliorare l’interconnessione tra Caf, Patronato ed ente di formazione. Sono rami dell’associazione che spesso si rivolgono allo stesso target. Chi fa domanda di indennità di disoccupazione, per esempio, molto probabilmente avrà bisogno di essere supportato sia sul piano della gestione amministrativa della pratica che poi, successivamente, per eventuali percorsi di formazione e riqualificazione professionale. Quello a cui dobbiamo mirare è quindi creare dei veri e propri «pacchetti di servizio» che, a seconda delle necessità dell’utente, facciano intervenire Caf, Patronato e Enaip sinergicamente. Così si fa un’accoglienza unica, si leggono i bisogni della persona rimandando ai diversi servizi in modo integrato. È una bella scommessa, significa che gli operatori devono lavorare insieme, cooperare maggiormente. Ma credo sia un traguardo raggiungibile”.

“Non possiamo essere tagliati fuori” – Un processo di integrazione che punta a replicarsi, simbioticamente, anche all’esterno. “Come Acli dobbiamo cercare di essere presenti sul territorio, collaborare nei diversi tavoli che ci possono vedere come interlocutori autorevoli. Penso, ad esempio, alle iniziative che riguardano la pace e la solidarietà dei popoli. Ma non solo. Dobbiamo farci sentire anche nelle consultazioni che il Comune sta facendo sulla progettazione urbanistica e sociale della Piacenza del futuro. Le Acli hanno una sensibilità e una capacità di rilevare i bisogni che possono essere senz’altro utili. Non possiamo essere tagliati fuori”.

Giovani lontani dal lavoro e “disagio occupazionale” – Dall’osservatorio Acli, e, nello specifico, da quello collocato all’interno dell’Enaip, Natale osserva una situazione diffusa di fragilità. “Con Enaip sperimento la povertà educativa di tanti ragazzi che abbandonano gli studi in maniera precoce, senza neppure riuscire a conseguire una qualifica professionale – evidenzia -. Questo ha, ovviamente, delle ricadute sul mondo del lavoro, rendendoli poco spendibili, ma intacca anche il loro senso civico, li porta più facilmente verso alcune devianze, come il gioco d’azzardo. A Piacenza abbiamo circa seimila Neet (Not in Education, Employment or Training, ndr), giovani under 30 che non studiano e non lavorano. Dobbiamo essere presenti per loro, coinvolgerli, attivarli, soprattutto le donne, che sono ancora più fragili. Ma non c’è solo la formazione e l’accompagnamento al lavoro. Noi come Acli, e qui penso nello specifico a Caf e Patronato, possiamo essere vicini alle persone agevolandole nell’accesso ai servizi. Si parla oggi di «disagio occupazionale», ovvero della difficoltà ad avere un lavoro stabile. Molti devono accettare, loro malgrado, impieghi temporanei, frammentati, precari. A Piacenza su 125mila occupati, si stima che il 17% viva questa condizione. Noi davanti a tutto ciò non possiamo chiudere gli occhi, dobbiamo denunciare, farci testimoni di queste problematiche”.

Un bando per coinvolgere i ragazzi del Quartiere Ciano – La strada è da tracciare. Ma Natale non vuole rimanere fermo. A neanche un mese dal suo insediamento, ha infatti coinvolto l’associazione, attraverso il circolo cittadino “Daniele Novara”, nella partecipazione ad un bando nazionale. Sul piatto un finanziamento da 25mila euro per attivare i giovani della zona in progetti di volontariato, solidarietà e accompagnamento allo studio. “I circoli sono l’anello debole della nostra associazione, pur rappresentandone la cellula base – spiega il presidente Acli -. Quelli delle zone interne, soprattutto, se non offrono servizio di mescita e bar fanno fatica a sopravvivere. Partecipando a questo bando lanciato dall’Acli nazionale vogliamo coinvolgere l’area circostante al circolo “Novara”: via Campagna, San Sepolcro, via San Bartolomeo, il Quartiere Ciano. L’idea è coinvolgere i ragazzi dell’Enaip che si qualificano, supportandoli economicamente con una borsa di studio, per aiutare giovani come loro con i compiti e lo studio dopo scuola. C’è poi anche una parte di laboratori artistici e creativi e di volontariato, che mira a portare questi stessi giovani in strutture come il “Vittorio Emanuele” per visitare i ricoverati, oppure aiutare gli anziani con la spesa. Sarà difficile ottenere il finanziamento, ma se non dovessimo riuscirci proveremo a muoverci a livello locale, magari con la Fondazione o altri istituti bancari. Intanto iniziamo a smuovere le acque, non possiamo aspettare che gli altri vengano da noi”.

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