
Ieri sera ho visto l’ultimo film di Ken Loach. L’ho trovato uguale alla partita del Piacenza a Modena. Non si può dire sia un film brutto, è sgonfio. La storia conduttrice c’è, solo è davvero debole. I personaggi base li vedi, ma neppure uno convince. Ciò che tiene su tutto è sperare che al protagonista non capiti di peggio. Uguale alla partita del Piacenza a Modena. La voglia di tornare allo stadio dopo la lunga sosta, c’era. Le feste senza calcio, lo sciopero aggiunto, e chissà se poi è servito. I biancorossi, molto bianchi nella circostanza, erano ben messi in campo. Qualche errore di misura in esubero, ma nulla in confronto a cosa combinavano i modenesi. L’impressione di poter vincere è arrivata presto. La superiorità numerica a fine primo tempo. Nella ripresa aspettavo l’assedio, c’è stata media pressione. Le occasioni sono arrivate diluite, con i ragazzi di casa che hanno avuto buon gioco nell’agevolare lo scorrere di noiosi minuti. Ed è finita come era cominciata. Lo scintillante speaker dello stadio ha sottolineato: “Questo pareggio vale una vittoria per i nostri canarini”. Per i nostri papaveri invece è un po’ diverso. Niente, diciamo che la cucina emiliana sotto Natale è impegnativa. Trovarsi un derby emiliano appena dopo Natale qualche conseguenza l’ha procurata. E comunque: il rigore su Zappella c’era. Proprio come la voglia di tornare allo stadio.

Protagonisti
Franzini: meno complimenti del solito. La formazione era la migliore possibile, i cambi pressoché obbligati dalle vicende del campo. Però non vincere questa partita è dilapidare.
Bertozzi: farebbe il primo ovunque: sicuro, coraggioso, efficace. L’unica vera occasione avversaria la sventa con un’uscita da buono.
Nannini: rimane sui passi con cui ha chiuso l’anno solare, magari un poco meno sfacciati. Il portiere gli nega il goal con una gran parata.
Pergreffi: rimane a terra troppo, ma il colpo a palla lontana lo prende. Per il resto c’era poco da fare. La partita imponeva di segnare, non di impedirlo.
Milesi: vale quanto scritto per Pergreffi. Bastava il coma vigile per sfangarla contro l’attacco modenese visto ieri.
Borri: ha il volto giovane, ma non rientra nel capitale dei giovani da valorizzare. E in effetti il campo dice che è un calciatore completo. Ieri ha colpito anche una traversa in attacco. Cede il posto al Polidori che aveva dichiarato di essere pieno di veleno. Lo sputerà un’altra volta.
Zappella: sbaglia un goal pesante, ma è il migliore in campo.
Sestu: i piedi sembrano fuori controllo nei primi venti minuti, poi si ricompongono. Se qualche applauso c’è stato, è arrivato per le sue giocate. Esce logoro quando manca poco. Troppo poco per capire se Cattaneo, che subentra, tocca il pallone.
Della Latta: una macchina solida, con qualche problema di carburazione. Partenza lenta, moto costante. Il modenese espulso lo colpisce da coniglio. E secondo me era contento del cartellino rosso. Fosse rimasto in campo le probabilità di vedersi restituiti i favori, stazionava su valori alti.
Marotta: il dinamismo che offre è apprezzabile, però serviva qualche passaggio verticale in più Ha avuto sfortuna su una conclusione al volo, respinta in modo casuale.
Corradi: lo vedi a tratti, come quelle parole da completare. Quando lo vedi, la luce è potente. Il mister lo ha stimato stanco e sul finire l’ha tolto. Lo avrei lasciato anche amputato. Entra Nicco: sembra in forma.
Paponi: qualche pollice su per incoraggiare i compagni a servirlo, e poco altro. Gli capita un pallone buono, non lo chiude come ci ha abituato. Esce per i soliti cinque poveri minuti per il povero Sylla, che un’occasione in mucchio d’area se la crea.




