Quei goal dicono che possiamo puntare ai piani nobili

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La vittoria del Piacenza sul Rimini per tre a zero è il punto di non ritorno. Il tribolare con le compagini dei piani bassi, cancellato per editto. Le squadre che oggi sono in fondo alla classifica, ci resteranno fino alla fine. I valori si delineano. Questo è il quarto anno che ci iscriviamo alla serie C. Le squadre incontrate in questo lasso, le trovo tutte uguali. Qualcuna con miglior impianto di gioco, qualcuna con giocatori più quotati, ma se tiri una linea, ci stanno sopra gomito a gomito. Il Rimini ad esempio è ultimo sparato. Nei primi cinque minuti crea tre pericoli importanti. E ci sta, non sono disastrosi. Il Piacenza si assesta, sblocca la partita con Paponi, colpisce un palo. Senza impazzire, spiega che qualche differenza con gli avversari, c’è. Nel secondo tempo non riusciamo a chiudere i conti subito, ma è la serie C. Chi perde di uno solo, non ha formiche rosse negli slip. Si temporeggia, si tiene viva. Si punta a giocare il jolly nel finale, quando l’ansia da “braccino” di chi vince è pressante, quando mollare gli ormeggi è scusato. Ripensando alla seconda frazione di gioco, ho impressione che il pallone lo abbiano tenuto di più gli ospiti, ma ho la certezza di aver visto due goal da classe superiore. Chiaro, non bastano per accedere alla classe superiore. Aggiungono convinzione, quello sì. Le reti di Corradi e Della Latta dicono che gli uomini per fare risultato pieno, li abbiamo. Dicono che possiamo puntare ai piani nobili. Domenica prossima sarà l’ultima del girone di andata. Andremo a Bolzano, terra di mercatini natalizi e orsi M49. Ci sarà freddo, ma in dicembre gli stadi di serie C sono imperdibili. Sono gli unici posti in cui non c’è confusione.


Protagonisti
Franzini: avanti così Mister.
Del Favero: una parata proprio all’inizio, poi si allena su concentrazione e rilanci. Tutto perfetto.
Imperiale: la licenza di offendere è regolata dai nuovi ordini, votati all’attenzione in copertura. Si disimpegna bene ed evita un goal fatto.
Pergreffi: i centravanti della bassa Romagna sono muscolosi, per quanto poco propensi al gol. Il capitano costruisce un figurone.
Milesi: come Pergreffi domina la sua zona e ostenta un anticipo sforbiciata alla Bertoncini.
Zappella: sbaglia, per poi recuperarlo istantaneo, un solo pallone. Sempre a suo agio in campo, nella pubblicità di Eataly un po’ meno.
Sestu: Dai Alessio stringi i denti, arriva fino a Natale in questo spolvero. Poi c’è una sosta così lunga che ci sarà da impazzire. Esce per Borri: funge al cambio di assetto e continuo a vederlo interessante. Ha anche provato un tiro da 40 metri.
Della Latta: ora siamo tutti a dire lo sapevamo. Simone è questo giocatore. Una fettona di merito va al Mister se è questo giocatore.
Marotta: solita partita da 42,195 chilometri, solito spirito di servizio. Diverso è il codino, si allunga e ballonzola.
Corradi: colpisce un palo, dribbla mezza Rimini per poi depositare in rete, è in tutte le azioni degne di nota. Esce nel finale per Nicco: pensavo si facesse ammonire con tanta foga da scaricare.
Paponi: gli hanno consegnato il premio di miglior attaccante della serie C per la scorsa stagione. Potendo, aggiungo quello di migliore in campo. Vederlo giocare è lucido per gli occhi. Esce per Giandonato quando è proprio finita.
Cacia: sa allargare gli spazi d’attacco, sa toccare il pallone da buono, è il racconto che voglio con il lieto fine. Esce per Sylla che è un altro tipo di poesia: più generosa, più ruvida, biancorossa uguale.

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