Un Klimt sotto l’albero di Natale

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di Federico Tanzi – Entusiasmo, speranza, attesa. È un mix di emozioni contrastanti quello che sta vivendo Piacenza da una decina di giorni. Nel pomeriggio del 10 dicembre, la notizia – che ha presto fatto il giro d’Italia e del mondo – è stata infatti di quelle tanto clamorose quanto inaspettate: tra l’edera, nascosto in una nicchia nel cortile interno della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, è spuntato quello che sembrerebbe a tutti gli effetti il dipinto “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt.


Era il 22 febbraio 1997 quando il quadro venne rubato in occasione di un trasloco dalla stessa galleria d’arte a Palazzo Gotico, dove doveva tenersi una mostra dedicata al celebre pittore austriaco. Ventidue anni dopo – in attesa che gli accertamenti sulla veridicità diano un responso positivo – a ritrovare il capolavoro sono stati tre operai impegnati in alcuni lavori di giardinaggio nel cortile della Ricci Oddi: rinvenuto casualmente in un’intercapedine, avvolto in un sacco nero dell’immondizia, lo hanno quindi immediatamente consegnato ai custodi della struttura. Un nuovo capitolo, forse l’ultimo, di un mistero lungo due decenni, che non ha risparmiato colpi di scena, ipotesi e fantasie degne di un romanzo giallo. Ma come è finito il quadro in quel posto? È sempre stato lì o qualcuno lo ha portato successivamente? E soprattutto, considerando i tanti falsi in circolazione, è il vero “Ritratto di Signora”?

ACCERTAMENTI IN CORSO, I RISULTATI TRA 30 GIORNI

Domande a cui risponderanno polizia e carabinieri, che da subito hanno iniziato le indagini sotto coordinamento della procura di Piacenza. La Pm Ornella Chicca ha già detto di aver aperto un fascicolo per ricettazione a carico di ignoti, delegando inoltre al maggiore Giuseppe de Gori, comandante del nucleo carabinieri tutela del patrimonio culturale di Bologna, il compito di svolgere congiuntamente con tre funzionari del ministero dei Beni Culturali la perizia tecnica che stabilirà l’autenticità dell’opera, custodita al momento in una location segreta. Un responso definitivo si avrà a stretto giro di posta, al massimo entro trenta giorni. “Sarà questione di pochissimo tempo – ha fatto sapere in tal senso De Gori in un incontro con la stampa -. Successivamente si approfondiranno, e di questo se ne occuperà la polizia di Stato, gli accertamenti che sono stati fatti sul luogo del rinvenimento, anche ai fini di stabilire lo stato di conservazione dell’opera e capire quanto tempo sia realmente rimasta in quella nicchia”. Cauto ottimismo. È questo il sentimento generale che trapela tra istituzioni e addetti ai lavori: l’impressione è che sia la volta buona, e che per Natale Piacenza potrà riabbracciare finalmente un capolavoro apprezzato e ammirato in tutto il mondo. “Un’opera intensa, parlante” – ha detto il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, intervenuto sul suo profilo facebook.

“UN RISARCIMENTO PER STEFANO FUGAZZA”

“Per quello che ho potuto vedere – ha commentato Leonardo Bragalini, consigliere di amministrazione della Galleria Ricci Oddi – il dipinto è in ottime condizioni di conservazione, ci sono i presupposti perché sia verosimile: sul retro e sul telaio sono presenti tutti i timbri relativi alle esposizioni alle quali è stato prestato. Pensavo fosse l’ennesima bufala, poi quando sono arrivato in Galleria e l’ho visto esposto su un cavalletto nel Salone d’Onore sono sbiancato. È stata una grandissima emozione”. Sulla stessa linea anche il presidente, Massimo Ferrari, e la vicepresidente Laura Bonfanti. “Sono assolutamente ottimista – le parole di Ferrari -, pur non essendo un tecnico l’aspetto esteriore conferma una possibilità positiva. Non crediamo ci sia una ragione per riprodurre un falso in questo modo, gli accertamenti ci diranno se è davvero il “Ritratto di signora”. “Tutto fa pensare ad un autentico – gli ha fatto eco Bonfanti – aspettiamo però l’evolversi della situazione”.
Un ritrovamento, quello del Klimt, che ha fatto andare il pensiero di molti a Stefano Fugazza, storico direttore della Galleria Ricci Oddi, scomparso 10 anni fa e la cui figura sarà celebrata fino al 19 gennaio in una mostra all’auditorium Sant’Ilario. “Sarebbe un risarcimento alla sua memoria – ha detto l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi -, Fugazza soffrì per quel deprecabile furto”. Più pragmaticamente, l’originalità del quadro rappresenterebbe un importante traino per il rilancio della Galleria, ma anche per una valorizzazione della città a tutto tondo, andandosi ad inserire nel ricco palinsesto di eventi culturali che Piacenza ha in programma per il 2020. “Alla luce del ritrovamento del Klimt stiamo già pensando di cambiare alcuni degli appuntamenti in calendario – ha annunciato il sindaco Patrizia Barbieri in occasione della presentazione delle iniziative del programma di “Piacenza 2020. Crocevia di Culture” -. È un’opera straordinaria, poterla esporre di nuovo sarebbe un’occasione incredibile per una città in continuo fermento”.

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