
Ricominciare con fatica. Ho chiuso le ferie ieri sera. So cosa significa. Anche il Piacenza Calcio sta faticando. In spiaggia ho letto le cronache della prima uscita stagionale con Arzignano Valchiampo, e chiesto commenti a chi la vide. Giudizi compatti. Paragonando la prestazione a un sapore, tutti indicavano: acqua naturale a temperatura ambiente. Per l’esordio casalingo con Modena, e con i nuovi seggiolini, non si poteva mancare. Per fortuna aggiungo, perché da parecchio non uscivo così soddisfatto. È stata una partita che non c’entra niente con l’ambito professionistico. Troppi errori, iniziative inchiodate dalla paura dei troppi errori, mischie. Del resto ventidue squadre in campo sono troppe. Nel primo tempo il terzino sinistro, Imperiale, ha passato la metà campo una volta. Quello destro, Zappella, ha invece preferito rimanere più chiuso. Si fatica, è palese. Di buono vedo che quando il centravanti, Cacia, prende palla, c’è apnea da giocata importante. Una gli è riuscita. Ha liberato la seconda punta, Paponi, al tiro, ma non è bastato per sbloccare. Dopo un piacevole intervallo di chiacchiere, si ricomincia alla Franzini style. Il mister, Franzini appunto, individuati i punti deboli dell’avversario, fornisce le indicazioni per rompere il muro. E non cambia i suoi. Sa che saranno loro ad accontentarlo. Ecco fatto. Filtrante per il centravanti, Cacia, che trova la battuta. Il portiere mette in angolo. Sul conseguente traversone è il capitano, Pergreffi, a gonfiare il sacco. Modena non ha più niente da difendere. Si sposta in avanti. Il terzino destro, Zappella, sembra vivere una giornata difficile. Dalle sue parti i gialloblu costruiscono nell’ordine: un rigore in movimento (mangiato), un goal (annullato). Un’azione in cui servono i miracoli del capitano, Pergreffi, e del portiere, Del Favero, per non farla entrare. Aggiungerei anche il pari. Quel tipo che tenta la giocata al volo, ciabattandola, era libero a destra. Il mister, Franzini, non lo aveva previsto. Decide di inoculare forze fresche. Quello più tonico sembra il 2, El Kaouakibi, Corre ovunque, recupera palloni, pressa, spinge. In area. Rigore a Modena, ma che Modena non trasforma. Lo scampato pericolo aggroviglia all’eccesso la fase tattica. Dal caos esce a braccia larghe il capitano, Pergreffi. Le braccia larghe servono a sostenere la gioia di uno stadio con seggiolini nuovi. Qualcuno a fine gara aveva già le idee chiarissime su cosa c’è da correggere, su cosa ci aspetta in questa stagione. Sono lento, non ho seguito il precampionato, di malavoglia ho letto del mercato.

Inoltre sono arrivato tardi, e ho faticato perché riconoscevo 6 calciatori su 11. Se fossi andato a Bari, mi sarebbe riuscita la stessa cosa. Che ci vuole tempo ve lo scriverà qualcun altro. Mi preme solo evitare paragoni con la scorsa stagione, perché impossibili oltre che ingiusti. Al netto della diplomazia, da Piacenza – Modena traggo due conclusioni: Del Favero è titolare e non per la regola che le società prendono soldi a schierare i giovani (lo ha capito anche Fumagalli secondo me). L’arbitro mi è sembrato splendido. Ha preso decisioni importanti, senza protagonismi, senza fischi compensatori. Abbiamo vinto 2 a 1, le reti le ha messe un trascinatore. Sono tre punti, sono il massimo che potevamo ottenere. Applaudo i biancorossi per le emozioni. Applaudo l’ideatore della versione “OBEY” dell’assessore Zandonella. Ho visto l’adesivo appiccicato sui nuovi seggiolini.




