“Zone rosse”, l’ultimo atto del prefetto Ponta prima del trasferimento

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Sarà l’istituzione delle cosiddette “zone rosse” l’ultimo dossier affrontato dal prefetto Paolo Ponta prima del suo imminente trasferimento a Lecco. Il tema, divenuto centrale dopo una serie di episodi violenti e risse in diversi quartieri cittadini, è stato al centro dell’ultima riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, svoltasi ieri mattina alla presenza anche del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Le “zone rosse” sono aree urbane nelle quali, in base all’articolo 2 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza (Tulps), il prefetto può vietare la permanenza di soggetti già segnalati per reati come spaccio, furto, danneggiamento, porto abusivo d’armi e comportamenti aggressivi o molesti. Obiettivo: tutelare il vivere civile, la sicurezza e la percezione dei cittadini.

Durante l’incontro, condiviso con l’amministrazione comunale e i vertici delle forze dell’ordine, è stato deciso di aggiornare la valutazione già avviata a febbraio, con uno studio mirato a identificare le aree più sensibili della città. Un intervento che arriva dopo un’escalation di episodi gravi: dalla maxi rissa di via IV Novembre (40 persone coinvolte) al pestaggio in via Dante, dalle coltellate nei giardini di via Ottolenghi al caos in via Boselli.

Il prefetto ha anche disposto la prosecuzione dei controlli congiunti, coordinati dal questore, su attività commerciali, eventi pubblici e situazioni potenzialmente a rischio, con il coinvolgimento di Vigili del Fuoco, Ausl e Ispettorato del Lavoro. Il focus resta su abusivismo e sicurezza dei locali, anche in un’ottica di concorrenza leale e tutela dell’incolumità pubblica.

Nel salutare Piacenza, il prefetto Ponta ha voluto ringraziare le istituzioni locali per la “proficua e leale collaborazione” ricevuta nel corso del suo mandato, esprimendo gratitudine per l’accoglienza ricevuta. Con l’avvio delle procedure per le “zone rosse”, lascia un segnale forte su un tema diventato sempre più urgente: la sicurezza urbana come bene comune da tutelare.

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