Sara’ un sabato Pasquale particolare quello che vedra’ in campo per l’ultima partita di regular season la Copra Piacenza e l’Energy TI Trento Non tanto perché vedra’ di fronte per una “classica” della pallavolo due formazione che negli ultimi si sono affrontate per ben tre volte all’ultimo respiro per la conquista del tricolore (ma stavolta utile solo per i gialloblu alla ricerca del primato con Piacenza gia’pronta alle vacanze anticipate) , in sfide sempre al vertice della tensione, non senza polemiche ed accese rivalita’ tra pubblico, societa’ e giocatori stessi;ma perché sara’ (salvo improbabili ripensamenti) l’ultimo match di una straordinaria carriera per una leggenda vivente della storia della pallavolo. 25 anni di carriera, 6 scudetti, 3 coppe dei campioni, 6 coppe italia, 6 super coppe italiane, 12 coppe europee, 2 campionati del mondo, 3 campionati europei e 5 world League, un solo nome: Samuele Papi. Un esordio ad inizio anni novanta quando ancora il volley non conosceva la svolta del rally-point system e l’Italia stava scoprendo la generazione dei fenomeni di Julio Velasco , capace per dieci anni di dominare il mondo come mai nessuna nazionale. E proprio Samuele Papi ha fatto parte di quel sestetto imbattibile: Tofoli, Zorzi, Lucchetta,Gardini,Bernardi e Cantagalli hanno cambiato per sempre la storia di questo sport e l’immagine dell’Italia sportiva e l’allora ventenne ragazzo marchigiano partendo da Falconara ha ben presto alzato tutti i trofei possibili passando per Cuneo, Treviso , Piacenza e, appunto, la nazionale. Un palmares unico al mondo e che ne fa probabilmente il giocatore di pallavolo piu’ vincente di sempre. Al Copra e’ giunto nella parte finale di carriera in cui il pubblico biancorosso ha potuto ammirare in cinque stagioni solo una piccola parte del repertorio tecnico che questo campione, pur in fase calante, ha saputo mostrare sopperendo all’inevitabile gap-fisico in una pallavolo moderna il cui la manualita’ e’ soppiantata dallo forza e dalla parte atletica. Di Papi vogliamo pero’ ricordare, oltre alla Coppa Italia e alla Challenge vinti con Piacenza, la straordinaria classe e professionalita’ con cui ha saputo affrontare le difficolta’ di queste ultime 5 stagioni; ha saputo accettare ed incassare le critiche talvolta ingenerose per un campione come lui, talvolta addirittura chiedendo scusa per partite sottotono o errori banali. Un campione si vede non solo per le vittorie in campo ma anche a come reagisce alle sconfitte e Samuele Papi puo’ vantarsi di essere un vero campione con la C maiuscola. Piacenza e il Palabanca potranno dirsi sempre onorati di aver avuto la fortuna di ammirare un Signore del volley come lui. Sabato Piacenza, Trento e tutta la pallavolo dovranno fermarsi per applaudire ed onorare l'”ultimo dei fenomeni”.




