Violenza di genere, la prevenzione inizia dai giovani

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Valentina Pacella e Alessandra Bassi (Cooperativa L’Arco)

Confcooperative è a fianco delle donne per contrastare la violenza di genere e promuovere l’empowerment femminile. L’idea nasce dal progetto ‘View – Violenza, Impresa e Welfare’, promosso dalla Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative Emilia Romagna, e finalizzato alla nascita di nuove sinergie tra associate operanti nei servizi di prevenzione, accoglienza, sostegno e recupero delle donne vittime di molestie e di violenza.
Il percorso – avviato sul territorio regionale lo scorso marzo – ha contribuito alla realizzazione di una ‘mappatura’ dei servizi che il movimento cooperativo possiede al suo interno e che può promuovere su ciascun territorio, all’interno di percorsi di sostegno dedicati alle donne e alle loro famiglie. I risultati del progetto View verranno presentati all’’interno del convegno ‘Più forti insieme’, in programma martedì 13 novembre a Bologna (Villa Edvige Garagnani), a cura di Confcooperative Emilia Romagna. ‘L’incontro – spiega il direttore di Confcooperative Piacenza, Nicoletta Corvi – rappresenta l’occasione per evidenziare il ruolo della cooperazione nell’importante tematica del contrasto alla violenza sulle donne, elencando le potenzialità che il mondo cooperativo possiede al suo interno e promuovendo nuove reti di impresa tra le associate, per fornire risposte complementari all’interno del percorso di aiuto e sostegno alle donne’. La giornata si aprirà con i saluti del presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza e dell’assessore regionale alle Pari opportunità, Emma Petitti. Seguiranno gli interventi delle presidenti – nazionale e regionale – della Commissione dirigenti cooperatrici di Confcooperative: rispettivamente Anna Manca e Anna Piacentini. Durante la tavola rotonda verrà presentato l’innovativo progetto piacentino #MiFidoDiTe.MiFidoDiMe che può diventare progetto pilota nella diffusione di buone prassi per la prevenzione della violenza di genere: ‘Il progetto #MiFido – aggiunge il direttore di Confcooperative, Nicoletta Corvi – è scaturito dall’esperienza regionale di ‘View – Violenza, Impresa e Welfare’, che ha promosso nuove collaborazioni tra cooperative ed enti operanti nella prevenzione della violenza sulle donne e del disagio giovanile, proponendosi come esempio di progettualità di rete da esportare’.

#MiFidoDiTe.MiFidoDiMe

Il progetto #MiFidoDiTe.MiFidoDiMe’ – finanziato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano – mira a coinvolgere le scuole e i centri di aggregazione giovanile e gruppi di donne in difficoltà in un percorso di sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere (e di altro tipo). Il tema centrale del progetto è la fiducia in sé e negli altri: ‘Abbiamo inserito al centro del percorso il tema della fiducia perché crediamo che la violenza possa essere sconfitta solo con un’educazione positiva e attraverso un lavoro di costruzione della fiducia (dove c’è violenza, non c’è fiducia)’, afferma Alessandra Bassi, coordinatrice del progetto #MiFido. L’esperienza nasce da una collaborazione tra le cooperative sociali L’Arco, Oltre, Casa del Fanciullo, l’associazione La Ricerca e il Cipm Emilia (Centro italiano per la promozione della mediazione). ‘Attraverso la costruzione di una rete di cooperative e di associazioni che lavorano sulla violenza abbiamo maturato la convinzione che sia necessario diffondere una cultura rispettosa delle differenze, iniziando dall’età giovanile. Abbiamo poi elaborato una metodologia di lavoro diversa, basata anche sulle nuove modalità comunicative (pensando ad esempio ai social network, a internet, alla televisione e ai telefonini) e sulla decodifica dei messaggi che coinvolgono la quotidianità dei ragazzi’.
Il percorso di sensibilizzazione – che verrà presentato da Valentina Pacella, responsabile comunicazione della cooperativa L’Arco e da Maria Scagnelli responsabile dei servizi educativi della cooperativa Casa del fanciullo, in occasione del convegno di Confcooperative Emilia-Romagna – inizierà a gennaio e si concluderà a maggio 2019: interesserà diverse scuole e centri di aggregazione giovanile e coinvolgerà gli studenti insieme ai loro insegnanti e agli educatori. L’equipe del progetto sarà composta da operatori dei vari enti promotori con esperienza in contesti diversi (educativi, socio-educativi e scolastici) con la supervisione di docenti universitari di media-education e di pedagogia, mediatori e psicologi esperti sulla violenza di genere e sui disturbi del comportamento.
f.g.

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