A Vigevano, bimbi esclusi dalla mensa. Il sindaco leghista minaccia di “spezzare le gambe a chi non paga le rette”

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A Vigevano 150 alunni delle scuole elementari sono rimasti senza un pasto caldo. Il sindaco leghista Andrea Sala, infatti, ha eliminato la fascia di esenzione per l’accesso alla mensa scolastica escludendo dal servizio i bambini provenienti dalle famiglie che non riescono a sostenere la retta. Così, nella provincia lombarda, ora ci sono alunni di serie A, a cui spetta un pasto caldo, e alunni di serie B, a cui, per scelta del primo cittadino, è consentito consumare soltanto un panino. Il sindaco ha ricarato la dose minacciando di “spezzare le gambe a chi non paga le rette”.  Ma con chi ci siamo messi in Fondazione? Un rappresentante del sindaco di Vigevano siede nel Consiglio generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Nessun imbarazzo? Ma che se ne fanno i vigevanesi dei contributi avuti?
Centonove maestre elementari vigevanesi hanno scritto al sindaco affinché reintroduca la fascia di esenzione, ma il primo cittadino, pizzicato anche da “Le Iene”, al momento pare non volerne sapere. Sala si è proposto quale primo obiettivo la lotta ai furbetti dell’insoluto, persone appartenenti a una fascia di reddito alta che continuano a percepire per la mensa dei propri figli i bonus previsti per le famiglie più disagiate. Questa lotta ha però finito per investire proprio quei bimbi le cui famiglie provengono realmente da contesti economici meno agiati. Ci sono state anche delle manifestazioni, ma Sala ha liquidato la questione spiegando il 70 per cento della gente riversatasi in strada era di origine “extracomunitaria”. E quindi? Non vale?
Dato che proprio di recente si è fatto un gran parlare della Fondazione di Piacenza e Vigevano, del maggior peso che ha avuto sulla scelta del nuovo presidente la componente lombarda, dei milioni spesi in operazioni oggi rivelatesi quantomeno rischiose e del contributo che, comunque, la cassa dei risparmi dei piacentini e dei vigevanesi ha sempre garantito al territorio, sorge spontanea una domanda: la Fondazione che fa? All’interno del Consiglio nessuno alza il dito per chiedere lumi sulle scelte del primo cittadino vigevanese, che, peraltro, nomina due consiglieri di via Sant’Eufemia? E più in generale, in città, nessuno si pone il problema di aver scelto come compagno di avventura un primo cittadino che parla con un linguaggio da gangster, non disdegna battute razziste e lascia i bambini delle elementari senza un pasto caldo?
Uscendo dal “conclave” che ha eletto Scaravaggi, il consigliere piacentino Luigi Cavanna, prendendo spunto dalla recente nomina di papa Francesco, aveva voluto caricare di spiritualità il nuovo corso di via Sant’Eufemia, suggerendo di “prendere esempio dalla chiesa”. Ebbene, ecco l’occasione per ritrovare un po’ di carità e spendere qualche briciola – rispetto ai grossi investimenti finanziari – per garantire a un gruppo di uomini al di sotto dei dieci anni la possibilità di credere, almeno ancora per un po’, che il mondo non sia un posto poi così crudele.

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