Troiani, Nicco e Pesenti. Piacenza: stracittadina e primato

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La scena finale è sempre la stessa, con tutto il Piacenza sotto la sua curva a prendersi gli applausi che gli spettano.
Applausi meritatissimi, peraltro.
Sì, perché vincere in rimonta una stracittadina in cui si ha tutta la pressione sulle proprie spalle non è mai facile.
Specie contro un Pro organizzato e molto ben messo in campo da Giannichedda, ma i biancorossi si dimostrano più forti di tutto e si impongono con carattere e personalità.
Franzini, dovendo fare a meno di Bertoncini, arretra Della Latta sulla linea di difesa e inserisce Corradi a centrocampo; Giannichedda, di contro, si affida alle geometrie del proprio capitano Ledesma e alla rapidità della coppia offensiva formata da Nole’ e Scardina.
L’inizio è tutto del Pro: Fumagalli salva in uscita su Scardina, ma non può nulla sull’acrobazia di Nole’. Tempo tre minuti e Troiani (alla prima esultanza in biancorosso) svetta su un corner di Di Molfetta (neanche a dirlo, uno dei migliori in campo) trovando il pari.
La gara prosegue su buoni ritmi fino al 32′, quando Nicco, con uno strappo dei suoi, apre in due il Pro e batte Zaccagno con un Bolide che si insacca sotto l’incrocio.
Nella ripresa, gli ospiti appaiono più spavaldi, ma non riescono a pungere.
E così, a un quarto d’ora dal novantesimo, Berlocco, al termine dell’ennesima sgroppata sulla corsia mancina, mette un traversone che viene deviato da Belotti col braccio: rigore.
Dagli undici metri, Pesenti, corona un’ottima prestazione personale col gol che chiude il match; palla in fondo al sacco e corsa in panchina ad abbracciare il fisioterapista biancorosso Pietro Giovene.
Nel finale, Romero (entrato in campo proprio al posto di Pesenti) potrebbe rendere il passivo più pesante, ma non sarebbe stato giusto.
Dal Garilli è tutto: Piacenza primo da solo e rossoneri sconfitti con onore.

Sasi

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