“Torniamo al buonsenso del pater familias”

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Analisti e osservatori sono d’accordo: i primi segnali di ripresa economica si avranno nella seconda metà del 2014. Prima di allora, la crisi morderà ancora con effetti drammatici su occupazione e fatturato. Sono però in molti a ritenere che questa crisi devastante debba essere affrontata di petto, e cioè utilizzando questo periodo per investire in idee e innovazione. A sostenerlo è anche, Raffaele Chiappa, imprenditore locale che non si piange addosso e che da pochi giorni è stato eletto presidente regionale dei giovani di Confcommercio. Un riconoscimento per certi versi inaspettato, giunto al termine di una “campagna elettorale” difficile, “giocata” sui tavoli emiliano-romagnoli di Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ravenna e Cesena. E’ lì che Chiappa ha proposto la sua ricetta basata sulla filosofia del “buon padre di famiglia” che osa, sì, ma non troppo. “Non è più il tempo di buttarsi alla cieca in imprese solo per il gusto di fare soldi facili e in breve periodo. Serve tornare a un concetto di impresa serio e oculato”. A pagare sono state le idee proposte e un programma semplice, chiaro e concreto. Una sorta di manifesto suddiviso in una manciata di punti. “Mi sono presentato con una serie di idee che, evidentemente, hanno fatto breccia”. Eccone i punti fondamentali: “Continuare il lavoro fatto finora sull’accesso al credito. La liquidità è un punto fondamentale per lo start up di un’azienda. Vogliamo proseguire nell’esperienza del Progetto Fiducia introdotto a livello locale, progetto che prevede la possibilità di dare un piccolo finanziamento iniziale per un business plan a ragazzi che vogliono iniziare un’attività e che magari non riescono  a dare le giuste garanzie alle banche”. Proprio il Progetto Fiducia ha sortito importanti risultati sul territorio piacentino: ben 30 le aziende, per lo più nel settore del commercio, dei servizi e del turismo, nate grazie a questo strumento in soli due anni. Tuttora esse sono vive e vegete: “Senza il progetto Fiducia questi giovani imprenditori sarebbero stati esclusi dall’accesso al credito. E così sono nati anche un nuovo benzinaio, una pizzeria, un negozio di frutta e verdura e una palestra.

Secondo punto: “Riuscire a riunire diverse aziende su tutto il territorio, magari accomunate dallo stesso core business, e dare loro la possibilità di partecipare ai bandi di Rete imprese. Di solito quel tipo di gare premia aziende di un territorio più vasto. Cercheremo di sviluppare dei progetti sostenibili per accedere a bandi europei e regionali. Soprattutto incentrato sull’innovazione, fondamentali per i nuovi mercati, anche estere. L’export è fondamentale. Affacciarsi su mercati Esteri per le nostre piccole imprese è impossibile, ma creando piattaforme si può essere in grado”.

Poi investire in formazione e cultura di impresa. “Lo dico sempre. A me piacerebbe spiegare ai ventenni che è fondamentale un nuovo concetto di impresa, non più il mordi e fuggi, ma intraprendere un’attività a piccoli passi, con lo spirito del buon padre di famiglia, con rapporti trasparenti verso banche e clienti. Non è più il momento dei passi più lunghi della gamba”. Chiappa spiega di avere in mente anche una sinergia con le scuole. “Le scuole a mio avviso devono funzionare da filtro. Sono loro che dovrebbero segnalare chi si è messo in luce e potrebbe essere portato per fare impresa, se ha il phisique du role”.

Altro capitolo importante è quello del rapporto con la pubblica amministrazione. “Tante volte molte opportunità sono nella pubblica amministrazione ma non si conoscono i canali per accedere magari ai bandi. Vorrei che si cercasse di fare informazione sui giovani per accedere a strumenti che ci sono ma che non si sa dove andare a cogliere”.

Ultimo, ma non meno importante, l’investimento nell’innovazione. Cosa che Chiappa ha fatto anche nella sua esperienza personale di imprenditore. “Nonostante il periodo di crisi posso ritenermi soddisfatto degli andamenti della mia azienda. Molti di questi risultati passano attraverso l’investimento fatto nei sistemi informatici che ci permettono di monitorare il cliente dalla chiamata alla consegna. Una sorta di censimento del cliente che offre la possibilità di conoscere tutto e di conseguenza, di sostenerlo in ogni suo passo. E’ una politica che sta pagando”.

Il messaggio che lancia ai giovani e ai coetanei è molto chiaro: “Mai perdere l’entusiasmo e dedicarsi al lavoro, più di prima. E’ fondamentale. Le occasioni ci sono, vanno cercate e sfruttate”.

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