Coldiretti Giovani: “Più opportunità accettando le sfide del futuro”

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Un giovane su due preferirebbe oggi gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (19%) o essere impiegato in banca (23%). E’ quanto emerge dalla recente indagine Coldiretti/Swg sul ritorno dei giovani tra i 18 e i 34 anni in agricoltura. Secondo l’inchiesta – relativa al secondo trimestre 2012 – per la prima volta da almeno dieci anni aumentano del 4,2% le imprese individuali condotte da ‘under 35’ in agricoltura. Un cambio di rotta che coincide – non a caso – con il periodo di crisi economica che stiamo vivendo e con la volontà di tanti giovani di reinventarsi un mestiere sfruttando le nuove opportunità offerte dalla green economy e dalla multifunzionalità. I giovani agricoltori piacentini hanno capito che la sfida dei prossimi anni consiste nel rinnovare le formule di impresa affiancando alla coltivazione della terra servizi integrati come la trasformazione e vendita dei prodotti in azienda o nei mercati (farmer’s market), l’impulso alle energie verdi, e lo sviluppo di attività complementari come le fattorie didattiche o la realizzazione di piccoli musei sul mondo contadino. Oltre la metà delle aziende agricole che hanno aperto il punto vendita in azienda è gestita da ‘under 35’, così come il 25% delle strutture agrituristiche, ambito che conquista soprattutto le donne. Forte l’attenzione a nuovi settori di mercato: negli ultimi anni sono sorti sul territorio provinciale diversi birrifici artigianali, aziende specializzate nel biologico e altre trasformate piccoli ranch. Presto sogerà anche un ristorante con il marchio di Campagna Amica. La vivacità del comparto è confermata anche dalle candidature alla carica di delegato provinciale Coldiretti Giovani Impresa in scadenza a febbraio: quattro volti nuovi – presentati sulla rivista La Voce dei Coltivatori – puntano a subentrare all’uscente Jonatha Risoli.

Niccolò Lavezzi è perito agrario e conduce insieme al fratello l’azienda zootecnica Camatta a Momeliano di Gazzola. ‘I giovani in agricoltura sono un input prezioso per il rinnovamento delle aziende e dell’intero comparto’- afferma Lavezzi che in caso di elezione intende ‘puntare sull’aspetto formativo al fine di arricchire il bagaglio tecnico e culturale dei giovani e potenziare così le aziende’. Andrea Minardi è laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie e gestisce insieme al padre a Besenzone l’azienda agricola ad indirizzo cerealicolo zootecnico suinicolo. ‘I giovani percepiscono i cambiamenti del mercato più velocemente e hanno nuovi strumenti – le tecnologie in primis -per rinnovarsi’. Tra le sue proposte troviamo l’istituzione di serate formative con esperti di settore e scambi di esperienze con aziende che hanno saputo migliorarsi.

Nicola Ghezzi è perito agrario e conduce insieme al padre l’azienda agricola  Mattiola di Gossolengo coltivata principalmente a cereali che ha investito in un impianto biogas.  ‘Se avessi la possibilità di fare una richiesta al governo – dice – chiederei di semplificare le pratiche burocratiche relative sia alle energie rinnovabili che ad altri ambiti.Filippo Risoli  diplomato all’Istituto agrario, guida a Fiorenzuola l’azienda agricola di famiglia a prevalente indirizzo orticolo e cerealicolo. ‘Vorrei trasmettere ai membri del Comitato l’importanza del ruolo dei giovani per crescere sia come imprenditori che a livello sindacale. Per incentivare i giovani in agricoltura –aggiunge – chiederei al governo di difendere adeguatamente il made in Italy’.

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