
È di pochi giorni fa la notizia del trasferimento del celeberrimo “Ritratto di signora” del Klimt dalla Banca d’Italia al caveau della Banca di Piacenza. Pochi giorni e già la notizia ha sollevato polemiche da più parti, a conferma ancora una volta dell’importanza del dipinto per Piacenza. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità” dice Spiderman, l’eroe di Stan Lee, e lo stesso vale per una grande fama, e infatti basta uno spostamento per generare malumori.
Primo tra tutti quelli del Comune di Piacenza che non è stato avvisato della scelta della Galleria Ricci Oddi di affidare il quadro alla Banca di Piacenza in attesa di preparare la cornice originale in cui esporlo e di apportare i piccoli lavori di restauro sulla tela stessa. Ma anche il Comune avrebbe potuto custodire “Ritratto di signora” nel caveau di Credit Agricole, dove conserva i propri beni più preziosi come ad esempio il Codice Landiano 190.
Anche la Soprintendenza di Parma e Piacenza ha inviato nei giorni scorsi una lettera ai responsabili della Galleria Ricci Oddi chiedendo la documentazione relativa al trasferimento del dipinto dal caveau della Banca d’Italia a quello della Banca di Piacenza. Il presidente della Ricci Oddi, Massimo Ferrari, ci tiene a precisare che si tratta di una richiesta normale da parte della Soprintendenza, smentendo le accuse secondo cui non era stata data comunicazione a chi di dovere del trasferimento. Nella lettera della Soprintendenza si legge infatti “Con riferimento alla comunicazione ricevuta dal comando dei Carabinieri di Bologna”.
La frizione tra la Galleria Ricci Oddi e il Comune di Piacenza non è una novità anche se, come dice il professor Vittorio Anelli (membro del Cda della Galleria), l’amministrazione comunale ha tutto il diritto di voler essere coinvolta dal momento che approva i bilanci della Galleria.
Un’altra questione sollevata dal trasferimento riguarda l’evento inaugurale della riesposizione del quadro che potrebbe essere organizzato nella seconda metà di giugno. Una decisione che però ad alcuni sembra un po’ avventata, intanto, di nuovo, il Comune non è stato coinvolto nonostante sembra voler mettere a disposizione tutte le risorse finanziarie necessarie a un grande evento come è stato fatto per la mostra sul Guercino.
Lo stesso professor Anelli invita a prendersi il tempo necessario per creare un grande evento che rilanci tutta la Galleria Ricci Oddi e faccia da traino all’intera città. “Ritratto di signora” non è un capolavoro ma ha un valore storico che va evidenziato e studiato, questo può essere un punto di partenza per una ricerca su tutta l’opera del Klimt che coinvolga l’Austria e la Fondazione Klimt. È necessario, sostiene Anelli, uscire dai confini cittadini e avere una visione d’insieme perché il dipinto da solo non basta.
E per farlo occorre dedicare tempo ed energie anche alla comunicazione, concordano con Vittorio Anelli sia Giorgio Milani che Gabriele Dadati. Soprattutto, data l’incertezza che si respira oggi in seguito al coronavirus, bisogna anche andare oltre la classica fruizione dell’opera e, secondo Dadati, uno spunto può arrivare dalla mostra di Annibale in cui era stato dato molto spazio al multimediale. Alberto Gallerati sottolinea anche l’importanza del coinvolgimento anche della stampa internazionale puntando sull’importanza storica del dipinto nell’opera di Klimt.
Non bisogna però dimenticare che “Ritratto di signora” sarà esposto in una Galleria che dovrà essere pronta a creare le condizioni fisiche giuste per il quadro, come rimarca William Xerra ricordando l’importanza della collocazione e delle luci.




