
L’avvio della Fase 2 e la conseguente ripresa delle attività commerciali dopo lo stallo dovuto al Coronavirus ha riacceso anche una vecchia rivalità mai sopita tra Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e Pro Loco. Complice anche la bella stagione che è da sempre il momento dell’anno dedicato alle sagre e alle feste di paese.
Nei giorni scorsi il dibattito è tornato a infiammarsi dopo l’annuncio che a Sarmato si sarebbe svolta la tradizionale Festa del Salame con un programma volto solo alla preparazione di cibo da asporto. La festa si è svolta sabato 30 e domenica 31 maggio in tutta sicurezza ed è stata un vero successo, tanto da far pensare a molti che potrebbe essere il modello da seguire per tutte le associazioni che organizzano eventi simili.
Fipe (Federazione Italiana pubblici esercizi) ha però sollevato molte polemiche ritenendo questi eventi dei diretti concorrenti, sottolineando come il settore della ristorazione sia stato profondamente colpito dal Covid-19. Trattandosi di associazioni che hanno come mission il sostegno e lo sviluppo del territorio, Fipe si aspettava maggior collaborazione e non una decisa rivalità.
Intanto la Regione ha annunciato che dal 15 giugno sarà possibile riprendere le attività di musei, teatri e eventi vari sia all’aperto che al chiuso ed è quindi diventato urgente per tutti capire come e cosa organizzare. Sono diverse le Pro Loco che hanno rinunciato da tempo alla programmazione estiva proprio per lasciare spazio ai commercianti locali o che hanno modificato i propri eventi in vista di una collaborazione con le realtà del territorio.
Franco Ticchi, presidente dell’associazione “La Goccia” che organizza eventi a Castelarquato, sostiene ad esempio che le associazioni dovrebbero ripensarsi in un’ottica di servizio. Le sagre quest’anno vanno incontro a problemi di sicurezza sanitaria perché bisogna riconoscere che non sarà facile garantire tutte le misure necessarie e non è secondario nemmeno il problema della concorrenza con i pubblici esercizi. Ammette, Ticchi, che se gli altri anni le feste erano un evento aggregativo a favore di tutto il territorio quest’estate è concreto il rischio di togliere lavoro e introiti ai bar e ai ristoranti che sono già fortemente provati della situazione. Serve invece un patto di collaborazione tra enti commerciali, associazioni e amministrazioni che faccia rientrare le feste in un programma più ampio e condiviso da più soggetti.
Come Ticchi, la pensano anche altre associazioni che proprio in questi giorni stanno cercando un dialogo con i commercianti e l’amministrazione per dare il via a una collaborazione che abbia come obiettivo condiviso la ripresa economica di tutto il territorio.




