Timpano: “Imprese creative,
il rilancio di Piacenza passa da lì”

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Non si aspettava la nomina a vicesindaco, “spero di essere all’altezza” dice; non vuole tornare nemmeno sulla vicenda rimpasto, “l’importante è che l’esecutivo sia ripartito in modo coeso”; e non si sente né “tecnico”, né “politico” in senso stretto: “L’importante è fare politica per servire i cittadini e il bene comune”. Pensa soprattutto a mettere carne al fuoco Francesco Timpano, l’assessore e vicesindaco del Partito Democratico. E’ soprannominato l’“accademico” per via della sua professione di docente alla Cattolica. Con lui abbiamo fatto il punto sulla situazione dello sviluppo economico della città in un momento particolarmente delicato.

Vicesindaco Francesco Timpano, dopo settimane di polemiche l’amministrazione è tornata a lavorare su temi concreti. Da quello che può notare nella nuova squadra si respira maggiormente quella coesione auspicata dal sindaco Paolo Dosi?
I nuovi colleghi si stanno inserendo bene e rapidamente. Dovranno fare un lavoro doppio nella fase iniziale. Si tratta di persone che hanno profonda competenza delle materie di cui si occupano e di amministrazione pubblica. Mi pare che si possa dire che la macchina sia ripartita immediatamente ed in modo coeso.

A suo avviso era davvero necessario il rimpasto? E’ vero che serviva un “cambio di passo” perché l’azione amministrativa stentava a decollare?
Non vorrei entrare in questa discussione che non mi compete. Io credo profondamente nel fatto che il Sindaco debba essere lasciato libero di prendere le iniziative che ritiene più idonee per realizzare il mandato che gli è stato affidato dai cittadini. Noi assessori siamo delegati per realizzare con lui questi obiettivi.

Dosi l’ha voluta vicesindaco. Se l’aspettava?
Non me l’aspettavo di certo. Quando ho iniziato questa avventura ho cercato di mettermi a disposizione del Sindaco per la realizzazione del suo programma di mandato. E’ per me un onore ricoprire questo ruolo e di certo sento molto le responsabilità che ne derivano. Spero di esserne all’altezza.

La nomina di un uomo come Lei, espressione del mondo accademico, ha un significato particolare?
Io penso che la politica debba essere veramente lo spazio di tutti e non credo che sia corretta una visione elitaria o eccessivamente tecnica dell’amministrazione. Penso che il giusto mix di esperienze professionali nel background di una squadra di amministratori sia molto importante. Da questo punto di vista l’accademia è una delle tante espressioni della vita di una società e può dare il proprio contributo al pari delle altre.

timpano2Si sente più un “tecnico” o un politico?
Molti mi hanno fatto questa domanda. Non credo rilevi particolarmente. Non sono mai stato iscritto a partiti nel passato. Negli anni dell’università ho contribuito a formare un gruppo politico (Dialogo e rinnovamento) in Università Cattolica a Milano con radici nella tradizione cattolico-democratica, poi ho fatto una breve e bella esperienza nella Rete di Leoluca Orlando e Nando Dalla Chiesa, infine nella lista civica per il sostegno del Sindaco Reggi. In me l’interesse per la politica come servizio è certamente forte ed ha una radice nella mia esperienza ecclesiale e culturale.
Ho deciso poi di aderire al Partito Democratico sin dalla sua nascita per le stesse motivazioni di cui le dicevo. La nascita di questa esperienza è stata sofferta, si sono fatti errori fino ad arrivare alla sciagurata vicenda della candidatura di Romano Prodi alla Presidenza della Repubblica. Ciò detto il PD resta secondo me l’opzione migliore nel panorama politico italiano.
Per non eludere la domanda, sono un cittadino iscritto con orgoglio ad un partito, che prova a mettere a disposizione il proprio bagaglio di conoscenze nell’amministrazione pubblica, dove sto anche peraltro imparando molto.
Infine, occorre dire che io mi occupo di politica economica con una specializzazione nell’ambito delle politiche economiche regionali e locali. Il legame tra i miei studi ed una amministrazione pubblica locale è inevitabilmente molto forte. Per questi motivi si tratta di una esperienza per me formidabile per applicare ciò su cui lavoro in ambito accademico.

Perché, a suo avviso, un’amministrazione deve mantenere un legame con il mondo universitario?
Io credo che il mondo universitario debba mettere a disposizione del territorio i risultati della ricerca scientifica per creare autentico valore per la collettività. Ovviamente senza avere una visione provinciale. Le università sono per loro natura dei nodi di reti internazionali e la ricerca scientifica non può essere limitata all’obiettivo della rilevanza per il territorio. Non vi è dubbio però che la ricerca scientifica e la didattica universitaria possono essere un supporto formidabile per il territorio e quindi le amministrazioni che si sono impegnate nel sostegno alle realtà universitarie hanno fatto una scelta lungimirante.
Nel caso di Piacenza, provo a mettere in fila alcune esperienze. Pensiamo al contributo  dell’Università Cattolica con la facoltà di Agraria che ha giocato un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura piacentina, alla facoltà di Economia e Giurisprudenza per il sostegno della internazionalizzazione delle imprese con i propri programmi internazionali come la Doppia Laurea e le ricadute importanti del Festival del Diritto. Pensiamo all’importante ruolo del Politecnico di Milano: in particolare, alle capacità di un laboratorio come il MUSP di coagulare il meglio della meccanica di questo territorio su progetti avanzati, o a quelle del LEAP che fornisce contributi utili per prendere scelte pubbliche importanti in materia ambientale o alla Facoltà di Architettura che ci fornisce spunti ed idee per la pianificazione urbana attraverso esperienze quali la Summer School. Non dimentichiamoci però della ricchezza che ci viene data dalla grande esperienza e tradizione del Conservatorio Nicolini ed al contributo concreto per la sanità piacentina del corso di scienze infermieristiche dell’Università di Parma.
Una città ricca di esperienze universitarie come la nostra, piccole ma importanti, deve impegnarsi costantemente a valorizzarle e metterle al servizio del territorio.
Mi faccia però dire che le Università sono anche una formidabile occasione per inserire Piacenza nelle grandi reti internazionali della conoscenza, della ricerca e della innovazione.
Colgo l’occasione per fare un appello a tutte le istituzioni e gli stakeholders piacentini per salvaguardare e potenziare queste esperienze. Noi le sentiamo come una eredità forte delle amministrazioni che ci hanno preceduto. In un momento di crisi come questo, occorre uno sforzo comune per il loro rafforzamento che non è per nulla scontato.

Sotto il profilo dello Sviluppo Economico, quali progetti vi sono in cantiere per questo 2014?
Stiamo lavorando su molti fronti con la preoccupazione principale che è quella di generare investimenti per il sostegno della economia locale. Le risorse del bilancio comunale ci permettono interventi più contenuti rispetto al passato e per questo citerei tre questioni centrali che mirano a creare condizioni affinché questa dimensione si concretizzi.
Il primo tema fondamentale sono i servizi pubblici locali. Sto lavorando da molto tempo anche con le altre amministrazioni comunali sulla gara della distribuzione del gas, sulla gara per il servizio idrico integrato ed i rifiuti e, quanto prima, dovremo cominciare a ragionare sulla gara per il trasporto pubblico locale. In un periodo di novità normative continue che ci stanno mettendo in grave difficoltà, i servizi pubblici locali giocano un ruolo fondamentale per il sostegno degli investimenti della città. Si tratta di studiare un piano di sviluppo della rete del gas, cogliendo l’occasione per introdurre un vero approccio di risparmio energetico, un piano di sviluppo degli investimenti idrici ed a servizi fondamentali per i cittadini quali la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e la mobilità. Sono partite importanti per le implicazioni economiche, potendo mobilitare diversi milioni di euro di investimenti che sono fondamentali per le nostre imprese ed il nostro territorio.
Il secondo tema è il lancio nel 2014 dell’Hub per le industrie creative innovative piacentine. Proprio ieri ci è stato confermato che abbiamo a disposizione le risorse per creare una sorta di incubatore di imprese creative. Lo vogliamo fare mettendo in connessione la creatività con il tessuto produttivo del nostro territorio a cominciare dalla filiera agroalimentare e dalle imprese artigiane. Abbiamo formato una bella squadra con il contributo della Camera di Commercio e di altri soggetti del territorio che presto presenteremo alla città. L’hub sarà in centro storico, nella zona di via Roma, e sarà uno spazio di lavoro, come si dice in questi tempi di coworking, destinato alla classe creativa piacentina. Ho conosciuto in questi mesi tanti giovani formidabili che hanno cominciato a fare impresa con coraggio, qualità e determinazione. In una fase di crisi occorre supportarli attraverso una iniziativa che li renda visibili ed attiri risorse. La Regione Emilia Romagna metterà a disposizione delle industrie culturali creative risorse nei prossimi sette anni. Il nostro Hub sarà lo spazio dove si lavorerà e si progetterà per portare a Piacenza queste risorse e permettere a tanti giovani piacentini di lavorare qui piuttosto che spostarsi a Milano o Bologna.
Il terzo tema è indubbiamente il lavoro per Expo 2015. Su questo sta lavorando in modo costante ed efficace il Sindaco con la collega Tarasconi che ha la delega per Expo 2015 e stanno arrivando i primi risultati frutto anche della coesione che per una volta il nostro territorio ha costruito su questa sfida. Poiché mi occupo, nel ruolo di assessore alle Partecipate, di Piacenza Expo penso che questa realtà possa giocare un ruolo fondamentale in questa fase e si possa cogliere questa opportunità per rilanciarne il ruolo per lo sviluppo economico della città. Lo abbiamo visto con l’esperienza di Piacenza The Place, che proseguirà, e che serve a costruire una vetrina e delle relazioni in vista, ma anche oltre Expo 2015. Piacenza Expo è socio mandatario dell’Associazione Temporanea di Scopo Piacenza per Expo 2015 e sta lavorando in stretta collaborazione con Silvio Ferrari su questo obiettivo. Per fare ciò occorre investire su questa realtà e di nuovo sarà necessario che tutti ci impegniamo affinché attraverso la crescita di Piacenza Expo ci si possa assicurare anche un buon futuro per il dopo Expo.
Vi sono altre questioni più specifiche su cui stiamo lavorando, tra queste il rilancio del comparto fiera e un lavoro per il rafforzamento dell’identità del nostro polo logistico.

E per le imprese piacentine, come si potrà alleviare il fardello della crisi?
La mia preoccupazione principale sono gli investimenti. Le Pubbliche Amministrazioni sono intralciate da un patto di stabilità interno che ci sta frenando oltre ogni ragionevole limite. Qualche timido segnale di allentamento del Patto si intravede ma è troppo poco.
L’approvazione del PSC è un altro passaggio fondamentale senza il quale rischiamo di rimanere ulteriormente fermi. Il collega Bisotti sta lavorando a questo obiettivo e confido che saremo in grado entro l’anno di chiudere questo passaggio per dedicarci agli strumenti concreti di pianificazione per lo sviluppo che verranno a valle del PSC.
Dovremo poi generare risorse al di fuori del perimetro dei bilanci delle pubbliche amministrazioni. E’ questo il caso dei servizi pubblici locali che menzionavo. Da quella fonte si possono generare investimenti importanti per la città. Nell’ambito delle mie deleghe sono impegnato nella crescita del ruolo del Collegio Morigi come attrattore di risorse legate alle residenzialità universitaria. Speriamo presto di poter avere riconosciuto il finanziamento ministeriale per la ristrutturazione del Collegio San Vincenzo che, oltre a recupero un pezzo importante del centro storico, ci permetterà di dare nuovi servizi alle università.
Il nuovo corso di Iren mi conforta. Avremo gli investimenti che si sono rallentati negli ultimi anni, ma soprattutto la società si propone di realizzare nuovi progetti avanzati nei territori dove è localizzata. Con il presidente Profumo stiamo lavorando su questo ed avremo presto importanti novità.

Il governo ha dato il via libera alla privatizzazione del 40% delle Poste. Con le sue società partecipate, che intenzioni ha Palazzo Mercanti?
C’è una partecipata in vendita, Imebep, che  è ancora una partita aperta e che vorremmo chiudere presto. Per il resto considero le nostre partecipazioni tutte strategiche per l’amministrazione.
Su Iren ho detto. L’efficacia del nuovo corso è sotto gli occhi di tutti. Penso che questa partecipazione sia fondamentale per noi. Inoltre, in Iren lavorano circa 500 piacentini che costituiscono una ricchezza fondamentale per questo territorio.
Abbiamo Piacenza Infrastrutture, società patrimoniale su cui potremo fare qualche ragionamento innovativo per il futuro.
Vedremo come evolve la vicenda di Seta, ma certamente non possiamo sottrarci dalla gestione del servizio di trasporto locale a Piacenza. E’ un momento molto delicato di trasformazione a livello regionale. E’ bene seguirlo da vicino non solo come programmatori del servizio, attraverso Tempi Agenzia, ma anche come gestori dello stesso.
Con la società delle farmacie stiamo attuando un piano di sviluppo importante per dare maggiori e migliori servizi ai cittadini. Vogliamo che Tutor diventi un punto di riferimento per le politiche attive del lavoro sul nostro territorio. Di Piacenza Expo ho detto. Se siamo tutti convinti del rilancio, potremo farne uno strumento importante per il sostegno allo sviluppo.

La minoranza l’ha accusata di aver portato pochi provvedimenti in questi mesi. Come ribatte?
Se metto insieme il lavoro sulla gara del gas, la gestione della vicenda degli investimenti di Iren, il bando regionale sulle imprese creative e l’avvio delle convenzioni del Tecnopolo per MUSP e LEAP, potrei dar conto di svariati  milioni di euro di investimenti che, ovviamente non da soli ma in collaborazione con altri soggetti, abbiamo mantenuto o generato per la città. In quasi tutti questi casi però si tratta di un lavoro che non si concretizza sempre in provvedimenti di giunta o addirittura in proposte al consiglio.
Ricordo sempre che il bilancio in capo allo Sviluppo economico è fatto di poche voci molto concentrate: il contributo al trasporto pubblico locale ed alle università (in tutto circa un milione di euro) e circa  100 mila euro utilizzabili su progetti specifici.
In questo anno e mezzo abbiamo organizzato una Start Cup per l’innovazione che ha generato venti idee di impresa (numero più alto in Regione) ed a tre di queste daremo anche una sede per lo start up. Abbiamo il primo portale per l’attrazione di investimenti PiacenzaThePlace che potenzieremo nel 2014. Abbiamo destinato prima 50000 euro per abbattere i tassi alle imprese giovanili e femminili in accordo con la Camera di Commercio e poi 35000 euro per il sostegno alle imprese che assumono disoccupati in accordo con la Provincia. Abbiamo sostenuto, infine, progetti della Fondazione ITL sui trasporti e la logistica per la centralità che essa ha nel nostro contesto territoriale.
Stiamo lavorando con la Regione per diffondere l’utilizzo degli strumenti di finanza agevolata oggi disponibili e quanto prima faremo incontrare le imprese start-up e innovative del nostro territorio con potenziali finanziatori. Quanto prima firmeremo una convenzione con FinancER.
Stiamo chiudendo con ERGO, agenzia per il diritto allo studio dell’Emilia Romagna, una convenzione che permetterà di mantenere le risorse attualmente disponibili per le università e di accrescerle nel futuro.
Io credo infine molto nella collaborazione istituzionale. L’Amministrazione Comunale ha come voce più rilevante nel bilancio il welfare. Il sostegno sullo sviluppo economico deve realizzarsi dalla collaborazione con la Camera di Commercio che ha come proprio obiettivo istituzionale il sostegno alle imprese ed ha risorse maggiori del Comune da destinare in questa direzione. Per questo ho sempre cercato la collaborazione della Camera di Commercio con cui stiamo lavorando bene su molti fronti.
Potrei andare avanti sul lavoro svolto. La mia agenda ed i dossier di cui mi occupo sono a disposizione di tutti. E’ un momento difficile ed occorre lavorare molto. Sono disponibile al confronto sulle cose fatte in qualsiasi momento e ad accogliere qualsiasi suggerimento che mi permetta di lavorare meglio.

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