Tassi da usura a Piacenza,
i cittadini si ribellano

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Mutui, leasing e credito revolving con tassi di interesse alle stelle: così centinaia di famiglie rischiano di finire sul lastrico perchè inghiottite da un vortice di debiti e prestiti continui. La crisi ha moltiplicato il ricorso ai finanziamenti e alla rateizzazione degli acquisti da parte di tanti piacentini che improvvisamente si sono trovati in difficoltà con la rata del mutuo da pagare o con la copertura delle spese quotidiane e si sono rivolti – spesso per la prima volta – ad istituti di credito e a finanziarie. Frequentemente accade però che i prestiti concessi siano gravati da tassi di interesse elevatissimi, impartiti – il più delle volte – da società finanziarie ‘borderline’ che impongono la restituzione di cifre più che raddoppiate rispetto al capitale iniziale. Così negli ultimi tempi sono cresciute in maniera esponenziale le segnalazioni – giunte alle associazioni in difesa dei consumatori – di presunti prestiti e mutui con tassi usuari, ovvero con percentuali di interesse superiori alla soglia consentita per legge che viene rilevata trimestralmente dalla Banca d’Italia. Si aggiungono le anomalie delle ‘card revolving’ – carte di credito rateali il cui rimborso è basato su un complesso meccanismo di moltiplicazione dei tassi di interesse – e dell’anatocismo, ovvero la trasformazione degli interessi debitori in capitale (che ne produce di nuovi). Tutte situazioni che hanno messo in ginocchio tanti lavoratori e piccole imprese che si sono ulteriormente indebitati ricorrendo a nuovi prestiti. La recente sentenza della Cassazione (n.350 del 2013) spezza una lancia a favore del consumatore e inserisce per la prima volta – nel calcolo dell’usura – anche gli interessi di mora e le spese addebitate dall’istituto di credito (polizze assicurative, commissioni, penali) eccetto gli oneri fiscali. Si apre così uno spiraglio per tutti coloro che si sono visti addebitare cifre da capogiro e che ora potrebbero ottenere l’annullamento del contratto di mutuo o di prestito (con il conseguente recupero degli interessi indebitamente pagati) in presenza di un tasso complessivo al di sopra della soglia d’usura (Tsu). Federconsumatori invita però alla cautela: ‘Prima di intervenire per vie legali consigliamo di attendere  il consolidamento della giurisprudenza in materia’, spiega Dario Cavazzuti (nella foto a sinistra), consulente legale di Federconsumatori. Sono ancora molti gli aspetti da chiarire: ‘Gli interessi moratori non rientrano nel calcolo trimestrale del Tasso effettivo globale medio (dal Tegm si ricava il Tasso soglia usura, ndc), motivo per cui l’immediato confronto tra i due indicatori (Tegm e Tsu) risulterebbe disomogeneo’, precisa Cavazzuti, il quale ricorda inoltre che numerose delibere di Abf (Arbitrato bancario finanziario – organismo sostenuto dalla Banca d’Italia) ‘hanno stabilito che la natura diversa dell’interesse corrispettivo e di quello moratorio esclude che gli stessi possano essere sommati ai fini del superamento del tasso di soglia’. Niente da fare – infine – per chi sperava in una ‘class action’ contro il sistema del credito: l’eterogeneità dei finanziamenti (dai mutui al credito personale, dalle carte di credito rateali al leasing) impedisce il ricorso all’azione di classe: ‘criterio fondamentale – conclude l’avvocato – è l’omogeneità della situazione dei proponenti la class action’.

disoccupazione-giovaniFederconsumatori: “Strozzati dai debiti giovani coppie, dipendenti e padri divorziati”
Giovani coppie in difficoltà con la rata del mutuo, lavoratori (o pensionati) che chiedono prestiti contro cessione di un quinto dello stipendio (o della pensione) e famiglie che si indebitano con carte rateizzate per acquistare televisori o elettrodomestici. Ogni settimana decine di piacentini si rivolgono a Federconsumatori perché ‘strozzati’ da finanziamenti a tassi elevati. ‘In passato il fenomeno interessava principalmente la popolazione straniera mentre oggi sono in forte aumento i piacentini in difficoltà con la restituzione dei prestiti’, afferma Angela Cordani (in foto), presidente di Federconsumatori Piacenza. I più esposti sono i giovani, i dipendenti di società private (che a causa della crisi hanno meno lavoro) e i padri divorziati in difficoltà con le uscite mensili. ‘Alcune famiglie in ritardo con la rata del mutuo (in seguito alla perdita del lavoro) hanno dovuto abbandonare la propria abitazione; altre hanno chiesto prestiti contro cessione di un quinto dello stipendio rischiando di perdere l’intero Tfr (in caso di perdita del lavoro)’, ricorda Cordani che invita a fare molta attenzione alle clausole del contratto. Altra battaglia che Federconsumatori porta avanti è quella contro le scorrettezze dei fornitori di luce, gas e telefono: ‘Dai conguagli da 10-13mila euro per alcuni esercizi commerciai, alle difficoltà che i consumatori incontrano – conclude – quando decidono di cambiare gestore’.

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