Super centrale 118: inizio positivo,
tanto rumore per nulla

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centrale nuova 118Come prevedibile, la montagna dell’allarme sembra aver partorito un topolino. Ci riferiamo al gran rumore sollevato a suo tempo in relazione al trasferimento-unificazione del centralino del 118 a Parma, con annesse e concitate denunce di scippo della straordinaria prerogativa locale di saper rispondere al telefono meglio degli altri e una mozione degli affetti circa un servizio che la nostra provincialissima stampa per giorni e giorni ha rivendicato come piacentino (un po’ come la coppa). E invece, per fortuna, tutto fila abbastanza liscio e a un mese di distanza dalla chiusura del 118 a Piacenza le ambulanze vengono indirizzate con la stessa precisione di prima. E’ sostanzialmente positivo, infatti, il bilancio del primo mese di attività della super centrale Emilia Ovest che, dal 10 dicembre scorso, accorpando Piacenza, Parma e Reggio Emilia, è chiamata a gestire le emergenze sanitarie di un territorio composto da 140 comuni e un milione e 263mila abitanti. Pur con margini di miglioramento, beninteso, e tanto lavoro ancora da fare per rendere pienamente omogeneo il sistema territoriale delle tre province.
“Il primo mese della nuova centrale – ha spiegato ai media la dottoressa Enrica Rossi, coordinatrice del Comitato di direzione e controllo della centrale di Parma – è trascorso senza particolari criticità, non ci sono stati grossi errori nell’invio delle ambulanze, non abbiamo avuto problemi di comunicazione tra il volontariato piacentino e la struttura creata a Parma, quindi il giudizio complessivo è più che accettabile”. I numeri: dal 10 dicembre 2014 al 9 gennaio 2015 sono state gestite 2.433 emergenze su Piacenza e provincia con 2.934 chiamate, pari al 21% di quelle totali ricevute dal centralino parmigiano. Le chiamate dall’area di Parma sono state 5.314 (il 38%), mentre da Reggio Emilia sono state 5.797 (il 41%). Unica nota dolente un lieve peggioramento dei tempi di intervento in area urbana. Se quelli in area extraurbana, infatti, sono sono mantenuti invariati e secondo buoni standard (il 90% degli interventi di soccorso entro 20 minuti dalla chiamata al 118), quelli in area urbana – che secondo gli standard regionali dovrebbero avvenire per l’80% al di sotto degli 8 minuti – raggiungono oggi gli standard nel 60% dei casi contro il 67% ottenuto dalla centrale di Piacenza.  Serve ancora un po’ di tempo agli operatori, dunque, – come spiegano i responsabili – per acquisire le nuove modalità organizzative ma l’impatto più lieve del previsto è sicuramente di buon auspicio per il futuro del servizio. Senza più dover aver paura di prendere parte al cambiamento.

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