Opinioni – Foti: “Fatti di Parigi, pianti coccodrilleschi e fuochi fatui d’indignazione”

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tommaso fotidi Tommaso Foti, consigliere regionale Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale – Siamo una Nazione bellissima, ma troppo varia. Un popolo che potrebbe insegnare la civiltà a tanti e che, invece, si divide quando si tratta di dire che l’altrui inciviltà la rispediamo al mittente.
Poi, essendo anche e soprattutto brava gente, non controlliamo le emotività e allora… solo se capitano massacri orrendi come quello di Parigi, alziamo per un pò la testa: ma con moderazione, per non offendere nessuno.
E così, capita anche a Piacenza di leggere parole durissime di condanna nei confronti delle stragi di Francia da parte di molti che, però e fino in fondo, le carte in regola ce le hanno fino ad un certo punto.
A partire da quella sinistra che urla e strepita contro la violenza terroristica, ma che è alfiere di quel peloso buonismo che ogni giorno impone all’Italia di ospitare orde di immigrati di ogni genere e, quindi, anche coloro che praticano il terrorismo.
Così, sul fronte politico opposto (si fa per dire…), protesta sia chi ha abolito il reato d’immigrazione clandestina, sia chi – giustamente – rivendica la nostra identità e la nostra cultura, ma non dice che “nostra” o significa “Italiana” o non esiste.
Da destra dico che i pianti coccodrilleschi di questi giorni mi lasciano del tutto indifferente, mentre m’indigna la sproporzione tra lo spazio dedicati alle stragi di Francia e quello – irrisorio – riservato alle oltre 2.000 persone massacrate in Nigeria dai membri dell’organizzazione jihadista Boko Haram (che significa “l’educazione occidentale è peccato”).
Così come appaiono fuori luogo i fuochi fatui d’indignazione di coloro (vero monsieur Sarkosy? vero monsieur Hollande?) che hanno scatenato e foraggiato la cosiddetta “primavera araba” in tutto il Maghreb, creando (a partire dalla Libia e dalla Siria) le condizioni per il rafforzamento di quel fondamentalismo islamico che, oggi, ritorna a dichiarare guerra all’Occidente in nome dello stato del califfato…
E sempre a proposito di politicanti degni di Giano bifronte, che dire di quel Matteo Renzi, così compunto nell’andare in Francia a marciare contro il terrorismo, quanto dimentico di ripetere il gesto in Italia a sostegno della liberazione dei nostri Marò?
Che in India non si pratichi la religione islamica o che gli affari con l’India valgano ben di più della libertà di due militari Italiani?

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