di Elena Caminati – Da un paio di mesi è stata eletta presidente dello Svep, il centro servizi per il volontariato di Piacenza. Laura Bocciarelli, volto noto nel modo del volotariato soprattutto per il suo ruolo di presidente di Avis, ha accolto con sopresa questa nuovo incarico giunto un po’ inaspettato. Tra città e provincia sono poco più di 300 le associazioni sparse sul territorio, 60 quelle associate a Svep. La struttura di via Capra offre sostegno e consulenza a tutte le associazioni che lo richiedono. Il ruolo di Svep infatti è quello di essere punto di riferimento per le numerossime associazioni del territorio per le quali la burocrazia diventa spesso un peso. “Il nostro obiettivo – spiega Bocciarelli – è aumentare il numero delle organizzazioni soce per diventare davvero un punto di riferimento forte e, di conseguenza, per far sentire maggiormente la nostra voce. Svep non ha un valenza di rappresentanza, ma con un incremento di soci potrà avere più peso nelle decisioni per la città dal momento che partecipa ai tavoli istituzionali”.
Nonostante le difficoltà e la scarsezza di risorse, il volontariato è un settore che tira, come si dice in economia. La giornata mondiale del volontariato del dicembre scorso ne è stata una prova. “A Palazzo Gotico c’erano tantissime associazioni – conferma la presidente – nonostante il periodo non felice, ciò che fa la differenza è proprio lo spirito delle persone che va oltre ogni difficoltà, anche quelle burocratiche che di certo non agevolano i volontari che si fanno carico di incombenze spesso fuori portata”. La burocrazia sembra soffocare lo spirito di chi mette al servizio degli altri il proprio tempo in modo gratuito. Tuttavia lo stato di salute del volontariato piacentino è buono, questo lo dimostrano i dati delle associazioni che sono in costante crescita. Una delle richieste che arriva da questo settore è lo snellimento della parte burocratica troppo spesso nemica delle piccole associazioni, quelle meno strutturate. Svep ha cinque dipendenti e un consulente esperto in questioni legali e fiscali. Negli ultimi anni, in un’ottica di razionalizzazione dei costi, ha puntato soprattutto sulla formazione e sulle competenze del personale interno, in modo da ridurre le esternalizzazioni. E se da una parte le risorse scarseggiano, la vera benzina che mette in moto la macchina è la forza dei volontari.
“Sono loro – conferma la presidente – che spesso coprono le esigenze che le strutture pubbliche non sopportano più con cui esiste un costante rapporto di collaborazione e sussidiarietà. Il volontariato interviene laddove ci sono difficoltà delle strutture pubbliche”.
Come sopravvive il volontariato? Svep, come centro di servizi, riceve gli utili delle fondazioni bancarie, il volontariato invece si regge su convenzioni con enti a cui presta servizi, oppure con il 5 per mille o ancora grazie all’autofinanziamento. Diventano preziosi enti come la Fondazione di Piacenza e Vigevano che, nello statuto, ha una precisa vocazione al sociale. La costituzione delle cinque commissioni, fortemente volute dal presidente Toscani, tra cui quella del welfare, sembra nata proprio per dare un sostegno a questo settore.




