Sos Emporio solidale – Il neo-presidente Idda: “Amplieremo i criteri di accesso”

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L’onda lunga del Covid-19 e gli effetti economici sulle famiglie sono già realtà: in questi tre mesi le richieste di aiuto all’Emporio solidale di Piacenza sono più che raddoppiate e non accennano a fermarsi. “Ogni giorno riceviamo decine di telefonate che evidenziano un forte stato di disagio economico e sociale” afferma Mario Idda, neo-presidente dell’Emporio solidale di Piacenza, al quale chiediamo chi siano nel dettaglio i nuclei familiari in difficoltà:

Il 63% è italiano. Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che prima della pandemia vivevano in una situazione – seppur non agiata – dignitosa”. Oggi non è più così: i “nuovi poveri” sono nuclei familiari monoreddito o monogenitoriale, giovani e meno giovani con lavori precari (“che in due mesi si sono polverizzati”) o con contratti a tempo determinato (“che non sono stati rinnovati”), a cui si aggiunge la piaga del lavoro nero.

“La pandemia da coronavirus, prosegue il presidente Idda – che da un anno è direttore della Caritas Diocesana di Piacenza e Bobbio – ha creato una voragine economica che lascerà lunghi strascichi sul tessuto sociale, con conseguenze ben maggiori della crisi del 2008. E’ per questi motivi – aggiunge – che, come Emporio, dobbiamo essere pronti a rispondere alle nuove esigenze del territorio”. A tale proposito, Idda anticipa le novità che interesseranno nei prossimi mesi la “cittadella solidale” di via Primo Maggio 62:

“Insieme a tutte le realtà coinvolte nel progetto, abbiamo deciso di rivedere i criteri di accesso agli aiuti e di consentire ad una più ampia platea di famiglie di usufruire dei nostri servizi e per un periodo di tempo maggiore. Ciò – evidenzia Mario Idda – sarà possibile grazie alla grande generosità dei piacentini – che in questi mesi hanno partecipato con numerose donazioni e raccolte alimentari – e al forte impegno della presidente uscente, Laura Bocciarelli, (in carica fino allo scorso 5 giugno) che ringrazio, insieme a tutti i soggetti coinvolti nel progetto”.

Oggi sono 110 le famiglie accreditate e supportate dall’Emporio: “Il nostro obiettivo – prosegue Idda – è riuscire a raddoppiare il numero dei nuclei destinatari di aiuti. Per poterci riuscire necessitiamo di nuovi volontari (ad oggi sono una settantina, ndc) per la gestione del magazzino e dei servizi”. Prioritaria per il presidente è la riattivazione immediata (in rispetto alle normative di distanziamento sociale) degli sportelli di ascolto e di accompagnamento, “per aiutare le famiglie ad affrontare le conseguenze della pandemia da Covid-19. L’Emporio – ricorda Idda – non è solamente un supermercato solidale (dove non circola moneta ma si fa la spesa con una tessera a punti, ndc), bensì uno spazio dove le persone in difficoltà vengono aiutate a recuperare la propria autonomia”.

All’interno dell’Emporio verranno avviati nuovi servizi di tutela della salute (con prestazioni odontoiatriche gratuite) e – in futuro – verrà attivato lo sportello della banca etica: “Stiamo ragionando sulla possibilità di avviare un servizio di sostegno al bilancio delle famiglie attraverso l’affiancamento di una consulenza mirata. Ci stiamo lavorando ma – al momento – prosegue Idda, siamo concentrati sui servizi di prima necessità: nelle prossime settimane inaugureremo, infatti, alcune celle frigorifere per poter inserire anche prodotti freschi, come frutta e verdura”. Prosegue senza sosta, infine, il laboratorio Caritas di falegnameria “per donare arredi (recuperati dai privati) alle famiglie che ne hanno bisogno”. L’impegno nelle scuole è tema centrale del mandato di Idda: “In queste settimane abbiamo coinvolto numerosi ragazzi all’interno del supermercato solidale.

Un aiuto importante ma anche un’esperienza educativa forte: i giovani hanno l’opportunità di comprendere che le difficoltà – se condivise – possono essere superate. E’ in questo modo che siamo parte integrante di una comunità”.

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