In clima di spendig review e tagli alla politica ci siamo chiesti quanto le partecipate incidono sul bilancio di un comune, quanto costano, quanto guadagnano e soprattutto quanto sono in rosso. Una ricerca condotta dal centro studi di Confindustria ha rilevato che azzerando la partecipazione nelle imprese, a livello nazionale, si risparmierebbe qualcosa come 13 miliardi di euro all’anno. E a Piacenza com’è la situazione? Lo abbiamo chiesto all’assessore che ne ha la delega Francesco Timpano (nella foto a destra). A livello locale la situazione è ben diversa, e per fortuna, ci viene da dire. A Piacenza le partecipate svolgono attività di servizio ed hanno compiti particolari a partire dal trasporto pubblico locale: Tempi Agenzia che ne programma la gestione e Seta. Per la prima, nella quale partecipano Comune e Provincia di Piacenza, ci sono novità in vista alla luce della recente approvazione del ddl sull’abolizione delle province. “L’idea che si fa strada – spiega l’assessore – è quella di far entrare nel capitale di Tempi tutti i comuni della provincia, dando vita ad una macropartecipata. Per quanto riguarda Seta – continua Timpano – il discorso è diverso. In linea di principio il comune potrebbe anche non avere partecipazioni all’interno della società; il tema è quanto la presenza può influire sulla qualità e sullo svolgimento del servizio. L’anno prossimo si andrà a gara per il rinnovo della gestione, Seta parteciperà misurandosi con il mercato. Credo comunque che la partecipazione del Comune – conclude l’assessore – sia strategica”.
Una delle partecipate più importanti del comune è Piacenza Expo, una società fortemente patrimonializzata con ammortamenti elevati. Negli anni l’offerta fieristica è enormemente cresciuta arrivando ad avere cinque fiere internazionali più una trentina di eventi di alto livello, con un conto economico in equilibrio e un utile consistente. Quest’anno però sarà un anno complicato, la crisi si fa sentire, per questo occorrono politiche di valorizzazione e rilancio. “Non siamo disponibili ad un accorpamento con le fiere del nord ovest – spiega Timpano – in particolare Parma e Reggio Emilia, quest’ultima tra l’altro versa in una grave crisi economico finanziaria. Dobbiamo impegnarci a rafforzarla dal punto di vista patrimoniale e affidarle nuovi compiti; Piacenza Expo avrà un ruolo centrale in Expo 2015 in qualità di socia di Ats e come membro del tavolo istituzionale. Con il comune – prosegue il vice sindaco – in questi anni ha dato vita ad interessanti collaborazioni come il progetto Star Cup che guarda all’innovazione e all’imprenditorialità, sta mettendo a disposizione di start up giovanili che operano nel terziario avanzato spazi liberi all’interno del padiglione, parteciperemo ad un progetto di internazionalizzazione delle fiere proposto dalla regione. Insomma il tema vero – spiega Timpano – è guardarci in faccia e decidere cosa fare. La liquidazione tout court delle partecipate non è interessante, se esse sono utili ai cittadini e producono utili ben vengano”.
Tra le partecipate comunali ci sono le farmacie, tre in tutto più una parafarmacia. Sono gestite da una società di farmacisti che collabora con il comune. L’obiettivo per il futuro è aprirne una anche in stazione.
Piacenza Infrastrutture è una partecipata che si occupa delle reti idriche del territorio. Una società patrimoniale in utile.
Tutor che si occupa di formazione è partecipata dal comune di Piacenza e di Fiorenzuola, particolarmente interessante per le deleghe che riguardano il mercato del lavoro.
In liquidazione da qualche anno Piacenza Turismi; Imebep invece, società che promuove gli autotrasporti, è in vendita quindi inattiva, una perdita per il comune che conta di vendere entro l’anno.
La situazione ad oggi a Piacenza è sotto controllo, anche perchè il comune non è tenuto per legge a provvedere al ripiano delle perdite, le società insomma ce la devono fare da sole. Ma dall’anno prossimo la prospettiva cambierà; la normativa recentemente introdotta prevede che gli enti proprietari abbiano un fondo da mettere a bilancio 2015 per la copertura di eventuali perdite. Una novità che sembra non spaventare l’assessore alle partecipate, il discorso farebbe riferimento solo a Imebep che il comune spera di vendere quanto prima e Piacenza Expo negli anni in cui non produce utili. E’ prematuro ad oggi conoscere quanto Palazzo Mercanti dovrà accantonare per tamponare eventuali perdite e soprattutto dove si troverà il denaro, è indubbio però che questa norma condizionerà non poco l’azione amministrativa.




