
Gli episodi di aggressione contro gli operatori sanitari e del soccorso sono in forte aumento. Per offrire risposte tempestive alle crescenti richieste dei volontari impiegati sulle ambulanze, Anpas Piacenza ha avviato il primo progetto di sicurezza degli equipaggi. L’ideatore del percorso formativo è il coordinatore provinciale di Anpas Piacenza, Paolo Rebecchi, che è membro del Direttivo nazionale: “Da Piacenza è partito il primo corso regionale di Anpas Emilia Romagna, con l’intenzione – nell’immediato futuro – di estenderlo a tutte le Anpas nazionali”. Il percorso – denominato OPA (Observation, Prevention, Action) – è il primo corso di formazione regionale di Anpas mirato alla prevenzione delle aggressioni e delle situazioni di rischio per gli operatori del soccorso: “E’ da diverso tempo che rileviamo situazioni a rischio e riteniamo che ognuno debba fare la sua parte. Per questo motivo – spiega il coordinatore provinciale Rebecchi -, come Anpas abbiamo costituito un format avente l’obiettivo di individuare le situazioni che potrebbero sfuggire di mano, mettendo in pratica le buone prassi e un dialogo positivo ed equilibrato con il paziente e i suoi familiari”. Per realizzare il progetto, Anpas Piacenza ha chiesto la collaborazione di professionisti appartenenti alle Forze dell’ordine e agli Ordini professionali di Avvocati e Psicologi. Il primo corso sperimentale si è svolto presso la sede di Croce Bianca Piacenza a metà aprile. Hanno contribuito al percorso di formazione: il colonnello in riserva dell’Arma dei Carabinieri, Luca Pietranera, insieme a Pietro Perotti, Alessandro Confalonieri e Pietro Corsi (per anni istruttori alla Scuola di Polizia), a Giulio Desiderio e Cristiana Madoni (responsabili scientifici regionali di Anpas), agli avvocati Alessandro Miglioli e Gloria Zanardi e alla psicoterapeuta Elisa Bisagni. Entro luglio verrà avviato il secondo percorso formativo: “L’obiettivo – evidenzia Rebecchi – è formare i volontari sulle tecniche di gestione dei conflitti, migliorando al tempo stesso la comunicazione tra paziente e operatore sanitario. Attraverso il progetto intendiamo accrescere la consapevolezza degli operatori del soccorso sui comportamenti da adottare in caso di conflitti, aumentando così la sicurezza degli equipaggi”.
Croce Bianca, appello per il trasporto di organi e emoderivati
Successo per il corso di volontari di Croce Bianca che quest’inverno ha formato circa una sessantina di nuovi operatori del soccorso, con una buona risposta da parte dei giovani. Sono circa 15mila gli interventi effettuati ogni anno da Anpas Croce Bianca di Piacenza. I volontari – circa 500 – sono impegnati, oltre che nel soccorso, anche nelle crescenti emergenze sociali: sono, infatti, oltre 23mila le ore impiegate in servizi di volontariato e 26mila le prestazioni effettuate negli ambulatori. Anpas Croce Bianca lancia un appello al territorio: mancano autisti per il trasporto di organi e emoderivati. “Stiamo organizzando un corso di guida sicura e di abilitazione all’utilizzo del defibrillatore (DAE) per portare avanti il nostro impegno nel trasporto di organi, sangue e emoderivati”, afferma la coordinatrice dei volontari di Croce Bianca, Alessandra Grana. “Il servizio – aggiunge – si svolge tutte le settimane dell’anno (su turnazione) nei giorni di lunedì e mercoledì per il territorio dell’Emilia Romagna, e nella giornata di martedì per la linea lombarda”. Per chi fosse interessato al corso (della durata di 4 ore) è possibile contattare (tramite WhatsApp) il numero 3487018759. Accanto al tema della sicurezza, Anpas è in prima linea nell’elaborazione di percorsi di inclusione sociale. A maggio è stato presentato – ed avviato – il progetto “Conoscere per conoscersi e farsi conoscere”, premiato alla Convention Anpas ‘ConversAzioni’, come secondo classificato sul territorio nazionale. Protagonista del progetto è Anpas Croce Bianca che ha coinvolto due realtà del territorio piacentino: il centro socio riabilitativo “La Girandola” – che ospita ragazzi con disabilità -, e l’azienda agricola sociale “Club dei Piccoli di Rio Torto”.I ragazzi vengono coinvolti in progetti di pet therapy e in laboratori di orticoltura e trascorrono settimanalmente una giornata in mezzo alla natura. “L’inclusione è al centro del nostro progetto, attraverso il quale intendiamo promuovere l’interazione e la conoscenza di nuove attività e di nuovi contesti”, afferma il coordinatore provinciale di Anpas Piacenza, Paolo Rebecchi, che aggiunge: “Allo stesso tempo i volontari aiuteranno i ragazzi a superare la paura nei confronti della sanità e dei temi di malattia e cura”.




