Confindustria, Nicola Parenti si presenta: “Anticipare i cambiamenti per crescere”

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 La 79° assemblea di Confindustria Piacenza, andata in scena giovedì 30 maggio nell’inedita location di un hangar del distaccamento aeroportuale di San Damiano, ha messo sul piatto alcuni dei temi cruciali del futuro del nostro territorio e del nostro Paese. Tante le voci che si sono succedute durante l’incontro, che, tra le altre cose, ha anche sancito il passaggio di consegne alla guida degli industriali piacentini tra Francesco Rolleri e Nicola Parenti, eletto con il 97% dei consensi durante la parte privata dell’assemblea. Parenti rimarrà in carica per i prossimi quattro anni e sarà affiancato da cinque vicepresidenti: Valter Alberici (Innovazione ed education); Erika Colla (Internazionalizzazione e attrazione investimenti esteri); Lorenzo Marchi (Networking e sinergie per lo sviluppo); Maria Angela Spezia (Responsabilità sociale dell’impresa e parità di genere); Alessandro Squeri (Finanza e mentoring neo imprenditoria).

Le prime parole di Parenti sono state di ringraziamento al suo predecessore “e al suo consiglio di presidenza per l’incredibile lavoro svolto. Sin dalla sua elezione, Francesco (Rolleri, ndr) ha dedicato tantissimo tempo alla nostra associazione. Soprattutto nei periodi in cui le difficoltà si moltiplicavano di mese in mese. Non si è mai limitato all’ordinaria amministrazione, subendo gli ostacoli, ma ci ha costantemente proiettati nel domani con il suo ormai proverbiale ottimismo, dettato anche dalla fiducia nei mezzi dell’associazione”.

“Condivisione e coinvolgimento” – “Confindustria Piacenza – ha aggiunto – è la casa dove gli imprenditori possono crescere. Vogliamo sempre essere al loro fianco. Guardare oltre l’orizzonte e vedere cosa c’è dietro, per anticipare i cambiamenti ed essere pronti ad affrontarli”. Parenti ha delineato i primi obiettivi del suo mandato. “Potenzieremo uno dei servizi più sfidanti e innovativi degli ultimi anni: Spazio Crescita, un’intuizione del presidente Francesco Rolleri, con il quale l’associazione si affianca gratuitamente agli imprenditori in progetti di sviluppo strategico delle imprese. Nei prossimi mesi lo estenderemo con una attività dedicata alla subfornitura meccanica, che per Piacenza è un patrimonio di competenza ed esperienza che non deve assolutamente perdersi. Lavoreremo intensamente sulla internazionalizzazione delle imprese, sia come fattore di sviluppo delle aziende piacentine che come attrazione di quelle estere, che possono portare investimenti, innovazione e valore aggiunto sul territorio. Non mancheremo sui due temi fondamentali in questo momento per la competitività delle imprese: innovazione e sostenibilità. All’economia affianchiamo l’attenzione al sociale. Siamo consapevoli della responsabilità che le nostre imprese hanno nei confronti della comunità in cui sono inserite. Per la prima volta abbiamo deciso di affidare ad un vicepresidente una delega specifica dedicata alla responsabilità sociale di impresa. Ci concentreremo anche sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Confindustria Piacenza continuerà ad avere un ruolo centrale nella vita pubblica del territorio. Potremmo definire il nostro ruolo con il termine “Protagonisti collaborativi”. Protagonisti, perché le imprese di Confindustria occupano circa l’80% dei lavoratori della manifattura della provincia. Sono numeri notevoli, e in quanto tali vogliamo rappresentarli con decisione e coerenza. Condivisione e coinvolgimento dovranno quindi essere le parole d’ordine essenziali per affrontare i prossimi anni”.

Rolleri “Abbiamo affrontato la tempesta, uscendone più forti” – Se Parenti ha parlato soprattutto di futuro, inevitabile per il presidente uscente Rolleri tracciare un bilancio degli ultimi, intensissimi, quattro anni alla guida di Confindustria Piacenza. “Mi volto e vedo quello che siamo riusciti a fare tutti insieme. Ne abbiamo passate veramente tante. Decisamente più di quelle che mi sarei immaginato alla fine del 2019. Ma sono state anche le tante sfide e difficoltà a rendere per me indimenticabile questo percorso. La lista è lunga: comincia con la peggior pandemia globale dai tempi della spagnola, passa per una crisi energetica e delle materie prime. Segue con l’inflazione a doppia cifra e l’aumento dei tassi. Finisce con un conflitto bellico all’interno dell’Europa e la sempre crescente tensione geopolitica internazionale. Il mondo non si è fatto mancare niente. Potevamo fare di questi avvenimenti una scusa. Un alibi per ciò che avremmo voluto fare ma non abbiamo potuto fare. Sarebbe stato più semplice. Ma le imprese non crescono nel tempo con le scorciatoie. Piacenza ha reagito con forza. Gli imprenditori piacentini hanno affrontato la tempesta, uscendone più forti di prima.  Con nuove soluzioni. Nuove idee. Esperienze, lezioni. Una nuova consapevolezza del saper fare impresa. Oggi è più facile dirlo. Noi tutti sappiamo che non è stato facile farlo. Dalla pandemia in poi – ha proseguito Rolleri – ci siamo riscoperti rete di aziende, eccellenze nei rispettivi campi ma con tanti aspetti in comune. Il clima all’interno dell’associazione ne ha giovato. Ci siamo uniti, e siamo riusciti a conservare questo spirito anche una volta finita l’emergenza. Questo si è percepito all’interno dell’associazione, ma anche all’esterno. Confindustria Piacenza nel 2019 rappresentava imprese che complessivamente impiegavano circa 17mila dipendenti. Oggi ne rappresentiamo più di 24mila. 24mila dipendenti a Piacenza sono circa l’80% degli impiegati nella manifattura. Questo ci aiuta a comprendere la nostra centralità e peso specifico. Il bagaglio che porto con me è unico e inestimabile – ha concluso -. Ne farò tesoro per sempre a livello imprenditoriale ma soprattutto personale. Lascio l’associazione in ottime mani e con il cuore sereno”.

“Si torni a fare politica industriale” – Tornando al presente, complice anche la presenza del presidente nazionale di Confindustria Emanuele Orsini, dal contesto locale lo sguardo di Parenti si è allargato su orizzonti più ampi. “Grazie Emanuele per aver accettato il nostro invito in questi giorni per te molto impegnativi – il messaggio di Parenti -. Ti troverai a lavorare in un contesto che possiamo definire quantomeno confuso. Dal nostro territorio auspichiamo che si possa avviare un’interlocuzione con i decisori politici nella quale rappresentare con più forza possibile la necessità che il nostro Paese e l’Unione Europea tornino a fare politica industriale. Da troppi anni non vediamo più un chiaro disegno di politica economica e infrastrutturale per il Paese. Siamo la seconda potenza industriale europea, un paese trasformatore che brilla grazie alle proprie eccellenze e alla sua unica capacità di fare. Se tra dieci anni vorremo poterlo definire ancora così dovremo agire oggi. Idee chiare, convinzione e una visione che sappia volare ben oltre la ricerca di consensi di corto respiro. Ne è un esempio la politica energetica. Ci siamo posti obiettivi molto ambiziosi, con una transizione energetica a tappe forzate entro il 2050. Ma agli obiettivi non stanno seguendo azioni adeguate. Si fatica a realizzare impianti idroelettrici di modeste dimensioni e le pale eoliche continuano ad essere un tabù. Per quanto riguarda il fotovoltaico: approviamo normative sulle solar belt e poi, di colpo, si scrive un decreto legge in un week end che ne limita quasi completamente i campi di applicazione. Una nuova riflessione dovrà essere avviata anche sul tema nucleare, sistema alla base del mix energetico con il quale numerosi Paesi industrializzati stanno realizzando la loro transizione green. Ma se parliamo di scelte e strategie per il futuro, Il calo demografico dovrebbe essere il tema prioritario su ogni tavolo, perché rappresenta il fattore fondamentale per la tenuta del nostro sistema. Questo esula dalla politica territoriale ma è responsabilità dei singoli territori industrializzati e produttivi portare all’attenzione di chi ci rappresenta l’urgenza di questi temi”.

“Il nucleare è necessario” – Il tema dell’energia è stato rilanciato da Orsini, con una presa di posizione netta a favore del nucleare. “È necessario per la nuova generazione – ha detto -, oggi abbiamo bisogno di incrementare l’indipendenza energetica del Paese per la competitività, è ovvio che il mix energetico è sicuramente la via, le fonti rinnovabili dobbiamo potenziarle ma sappiamo che hanno un inizio e hanno una fine: abbiamo bisogno di potenza continua e l’unica via è quella del nucleare”. Poi un affondo sul tema del lavoro e del salario minimo. “Con i contratti che abbiamo in essere e con i contratti che stiamo preparandoci a firmare non abbiamo problema a parlare di salario minimo. Ciò che risulta necessario però è la volontà di contrastare il lavoro nero e l’impegno ad attuare contratti sani”. E sull’intelligenza artificiale. “Sarà una nuova rivoluzione industriale, vuol dire che dobbiamo sederci con i sindacati e parlare di come affrontare questi temi di economia nuova, lo spazio e il tempo non sono più punto di origine per la contrattazione ma lo sono ovviamente temi diversi, l’intelligenza artificiale, l’apertura al welfare”.

In occasione dell’assemblea del 30 maggio, proprio il tema dell’intelligenza artificiale, e più in generale quello dell’innovazione applicata alla manifattura, è stato protagonista nella tavola rotonda moderata da Andrea Bignami, caporedattore di Sky Tg24, alla quale hanno partecipato, oltre a Rolleri, Alberto Baban, presidente VeNet-Work Spa ed ex presidente di Piccola Industria Nazionale; Luciano Floridi, direttore dello Yale Center per l’Etica Digitale e professore di sociologia della Cultura e della Comunicazione all’Università di Bologna; Emanuele Frontoni, professore ordinario di Informatica Unimic, direttore Vrai Lab e Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano.

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