Sulla questione del nuovo ospedale – il grande tema che sta animando il dibattito cittadino – il Partito Democratico ha una posizione certa, il sì alla sua realizzazione, e per quanto riguarda la sua ubicazione si è attrezzato per portare una serie di elementi oggettivi pro e contro sulle varie ipotesi sul tavolo, in modo molto laico, per dire ai cittadini come stanno le cose. E’ questo, infatti, lo scopo dell’assemblea pubblica promossa dal Pd cittadino in programma mercoledì 30 maggio alle 21 nel Salone Nelson Mandela (via XXIV Maggio 18) sul tema “L’Ospedale che verrà: pro e contro delle proposte in campo”. Un dibattito aperto a tutti, “senza tesi preconcette”, per approfondire l’esame delle possibile sede tra le quattro proposte in campo: le due aree ex militari (Pertite e Lusignani) e due aree al momento private, quindi da acquisire (una dell’Opera Pia Alberoni al quartiere San Lazzaro; la seconda a La Verza). Una scelta che si preannuncia come foriera di polemiche aspre e laceranti.
Nell’assemblea alla Camera del Lavoro saranno analizzati pro e contro di tutte e quattro le proposte: oneri di acquisizione, di eventuale bonifica, costi ambientali, dotazioni di spazio, accessi viabilistici, tempi per ottenerne la disponibilità.
Nel pronunciare un sì convinto al nuovo ospedale, il partito di Silvio Bisotti non nasconde, però, di considerare l’ex Pertite come sede maggiormente gradita, con la Lusignani in seconda battuta. La scelta della Pertite – ha spiegato Bisotti – “non comporterebbe quel sacrificio ambientale paventato dal Comitato Pertite – Bosco in città, anzi, realizzarvi l’ospedale garantirebbe la fattibilità del parco pubblico che andrebbe ad occupare bel 160mila metri quadrati di superficie rispetto ai 280mila metri totali dell’area ex militare”. A conforto di tale tesi, sempre dalla sponda pidina, giunge la proposta di un parco anche nell’area dell’ex caserma Lusignani (Quartiere Sant’Antonio), “parco – si specifica – integrativo e non sostitutivo di quello previsto (in condominio con l’ospedale) alla Pertite”. “Abbiamo proposto di aggiungere la Lusignani – scrive su facebook il capogruppo Pd in consiglio Stefano Cugini – al patrimonio di verde cittadino, in una logica slegata da ogni discorso sulla Pertite e considerando il fatto che molta della politica che si oppone all’utilizzo di un’area pubblica, non vede l’ora di inondare di cemento 120.000 metri quadri di terreno agricolo o comunque a oggi non edificato (se si scegliesse tra le opzioni quella di un’area privata, ndr).
“Oltretutto – aggiunge Bisotti – la Pertite per il 40-45% è già impermeabilizzata tra metratura edificata e compromessa, e prevedervi l’ospedale avrebbe un senso anche dal punto di vista ambientale”. Altro vantaggio quello dei costi di bonifica, di cui si farebbe carico lo Stato. “E’ chiaro – prosegue il segretario – che il Comune dovrà premurarsi di chiedere alla Regione tutte le garanzie per il recupero e la riconversione urbanistico degli edifici del vecchio ospedale”. E per quanto riguarda la pretesa degli ambientalisti che venga rispettata la volontà di 30mila piacentini che votarono sulla destinazione a parco della Pertite: “Allora non era in discussione un progetto ad alta valenza sociale come l’ospedale – dice Bisotti – né la disponibilità di Difesa e Demanio a facilitare la dismissione dell’area, né l’impegno dello Stato a fare la bonifica”. “Proprio per questo – chiosa Cugini – ci stiamo battendo perché, prima della scelta finale, i cittadini possano conoscere nel dettaglio gli studi fatti sulle diverse opzioni e dire la loro, perché siamo convinti che quello della conoscenza sia il passaggio più tutelante per tutti”. Quindi, chiude Bisotti: “Avrebbe senso riproporre oggi una forma di consultazione dei cittadini”.




