
di Elena Caminati – Piacenza ha conquistato il podio della classifica stilata annualmente da Legambiente per la qualità delle scuole. Una buona, oltre che bella, notizia che ci sembra corretto celebrare. La nostra città spodesta Trento al terzo posto, e primeggia, una volta tanto, anche su Parma al secondo, grazie a dati eccellenti legati a sicurezza, riqualificazione degli edifici, ma anche per le buone pratiche alla viabilità. Ci siamo concentrati sulla sicurezza degli edifici legati al rischio sismico, la fotografia che ne è uscita è buona, almeno per gli istituti superiori, quelli cioè gestiti dalla Provincia.
“Le scuole più recenti – spiega la vice presidente della Provincia Patrizia Calza – sono state costruite tenendo presente le normative più avanzate in materia di rischio sismico, le più vetuste sono stete esaminate. Recentemente sono state effettuate indagini sugli istituti Cassinari, Gioia e Romagnosi. Non è emerso nulla di preoccupante. Il Cassinari ha deciso ugualmente di intervenire con alcuni lavori realizzati dalla proprietà”.
Gli interventi di miglioramento per cui è intervenuta l’amministrazione provinciale, ossia mantenere la sicurezza per le persone all’interno della struttura, riguardano soprattutto le palestre. “Perchè sono gli edifici che effettivamente – spiega Calza – sia per il periodo sia per la conformazione ampia e alta meritano di essere rafforzati. Nel prossimo piano delle opere pubbliche 2016 sono state inserite le palestre degli istituti di Castel San Giovanni, Fiorenzuola, Borgonovo, Raineri Marcora e liceo Respighi”.
Il settore ha risentito dopo il riordino delle Province? “Quando abbiamo dovuto ridurre le risorse a disposizione anche le scuole hanno risentito del drastico calo dei fondi – conferma – ma il livello tutto sommato buono delle strutture e la possibilità di recuperare fondi attraverso Invimit ha consentito di reperire risorse significative per realizzare nuove palestre, come quelle all’ex Laboratorio Pontieri”. Sul fronte della scuole elementari e medie gestite dai singoli comuni, le situazioni più critiche si registrano a Bettola, Ponte dell’Olio, Monticelli e Castelvetro dove le amministrazioni hanno ricevuto i fondi dal decreto mutui per il piano di edilizia scolastica.
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