Profughi: donne sole e bimbi piccoli
La sfida di Asp per l’accoglienza

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di Elena Caminati – Sono 130 ad oggi i profughi accolti in Asp, suddivisi in 16 strutture, appartamenti o micro comunità. L’Azienda Servizi alla Persona di Piacenza, è entrata un anno fa nel sistema gestione richiedenti asilo, all’inizio offrendo strutture tampone per la prima accoglienza in attesa che gli stranieri venissero ricollocati in altre strutture. Ad oggi il discorso è leggermente diverso, nel senso che l’elevato numero di arrivi degli ultimi mesi ha scompigliato i piani iniziali; e così accade che la permanenza sia più lunga dei due o tre giorni inizialmente previsti. Nelle strutture gestite da Asp di via Campagna sono destinati nuclei familiari o donne singole, che non sono ancora stati sottoposti alla visita di prima istanza. Per questo una volta arrivati vengono eseguiti tutti gli accertamenti sanitari del caso, o per le donne incinta inserite nel percorso nascita. “Il primo tempo è dedicato all’accoglienza – spiega Simona Guagnini responsabile area minori, famiglia per Asp – e alla presa in carico dei vari bisogni. Arrivano famiglie con bambini anche molto piccoli a cui è necessario provvedere sia con l’alimentazione che con vestiario. Il primo tempo si utilizza soprattutto per conoscere le persone e le esigenze peculiari di ogni nucleo in modo da collocarle in situazioni non più provvisorie ma definitive sul territorio in appartamenti o micro comunità.
Lavorando a stretto contatto con persone che sono scappate da una situazione di sofferenza, di difficoltà ce ne sono e anche tante. Simona Guagnini, insieme al collega Gabriele Galato, si trova a gestire i bisogni e le esigenza di donne sole, molte incinte dopo aver subito violenza, ma anche nuclei fam

Simona Guagnini, Asp
Simona Guagnini, Asp

iliari con bambini piccoli con esperienza ed abitudini completamente nuove. “Molte delle donne singole sono incinte, spesso frutto di violenze subite in Libia. Oltre a tutte le problematiche sanitarie si lavora per la presa in carico psicologica. La problematica maggiore relativa ai nuclei, invece, è sul modello educativo nei confronti dei bambini. Sono famiglie che hanno l’abitudine all’affidamento dei  bambini alla grande famiglia e non hanno un modello come il nostro della cura costante del bambino. Bisogna continuamente riportare ad un modello più pertinente al nostro, a volte si fa fatica”. Per le donne singole lo spettro della tratta e della prostituzione è dietro l’angolo. “Per le donne singole, nella maggior parte dei casi, c’è il sospetto che, già all’arrivo a Piacenza, siano agganciate ad una rete di sfruttatori che le fa prostituire non sulla strada, ma pare che ci siano appartamenti dove le ragazze vengono portate. Il tema della tutela della donne prevede, per questo, l’accoglienza con sistema di guardiania diurna e notturna”.
Sandra ed Endurance sono due giovani mamme. La prima tra meno di un mese darà alla luce il suo primogenito, Brian; la seconda di figli ne ha già tre, la più piccola è la splendida Preciuse nata ad agosto a Piacenza. Sorridono, sono felici ora, qui hanno una famiglia, e chi è sola può contare sull’appoggio di persone di cui ci si può fidare. Endurance è arrivata a Piacenza un anno fa, il viaggio dalla Nigeria è stato lungo e difficile, oggi però vive con quel poco che le basta per rendere i suoi figli felici.
La cosa più difficile è proprio creare la fiducia con queste persone; troppo spesso e troppe volte ingannate con la promessa di una vita facile hanno lasciato la Nigeria, privati del passaporto e di qualsiasi bene, non sapendo nemmeno a cosa andassero incontro nei viaggi sui barconi. “Vengono privati dei passaporti e dei documenti prima dell’imbarco – spiega la dott.ssa Guagnini – una domanda che faccio loro spesso è: sapete quante persone muoiono in mare? La risposta è: sì, ma tanto lì si muore lo stesso, quindi tanto vale cercare di approdare in un posto dove si può vivere. Qui la morte è certa”.
Una volta in Italia, la sfida è gestire l’accoglienza, nonostante le difficoltà di un sistema nazionale che ha falle da tutte le parti. Occupare il tempo, la giornata: oltre la scuola con corsi di italiano e di alfabetizzazione primaria, visto l’alto grado di analfabetismo, sono state organizzate attività con il supporto degli operatori e mediatori culturali della coopettiva L’Ippogrifo, corsi professionalizzanti per gli uomini, piccole attività di volontariato per le donne, nella boutique del Vittorio Emanuele, che si dedicano per lo più alle attività della casa e della preparazione del cibo. Una micro comunità che faticosamente sta cercando di crearsi un equilibrio.

Il servizio completo all’indirizzo http://www.zerocinque23.com/attualita/accoglienza-profughi-viaggio-asp-tondo/

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