SCRITTO CON I PIEDI – Fiorenzuola viola il capoluogo. Al Piacenza non basta la buona prova

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ELIA GIANI, LA SUA RETE ASSEGNA LA VITTORIA AL FIORENZUOLA NEL DERBY CON IL PIACENZA

Da ieri il dolce si prende a Fiorenzuola, l’amaro a Piacenza. La vittoria dei rossoneri al Garilli alimenta le speranze valdardesi di disputare una ulteriore stagione professionistica. Meritata per quello che stanno mostrando in campo. La vittoria dei rossoneri al Garilli annacqua i propositi di playoff piacentini. È bastato parlarne per inciampare nel primo scalino offerto dal calendario. La vittoria dei rossoneri al Garilli è stata festeggiata a lungo da calciatori e staff tecnico della Val d’Arda. Sentivano la partita, ma ha infastidito. La vittoria dei rossoneri al Garilli è tutt’altro che impresa storica. Date un’occhiata a tabellini domestici dei biancorossi, capirete perchè le foto del Fiorenzuola in posa da scudetto vinto, sono parse incomprensibili. Il Piacenza disposto da Mister Scazzola alla ricerca della continuità di risultati, è piaciuto, ma non è bastato. Un errore da “è la mia o la tua” ha favorito il terzo, mai così incomodo, e la palla è finita nel sacco. Se il portiere non c’arriva, meglio resti in porta. Se il difensore può prenderla, meglio spazzare che non ci si pensa più. Credo che sia a Tintori che a Giordano l’abbiano detto almeno un migliaio di volte in carriera, di non andare in due sullo stesso pallone. Lo hanno dimenticato, capita. E capita spesso. Passa solo un’ora dalla topica piacentina, che vanno a riproporla quelli di Fiorenzuola. Castiglia è lesto a cogliere l’attimo, ma la palla incredibilmente esce. A Castiglia avranno detto molto più di un migliaio di volte che a porta vuota non puoi sbagliare. Tra i due speculari regali si è visto molto Piacenza. Complice l’atteggiamento distruttivo degli avversari, complice il dominio totale delle fasce. Gonzi è in giornata di quasi grazia. Quasi nel senso che al cross va facile, come poi mette il cross va rivisto. Dall’altra parte Munari fa il bello e il cattivo tempo col dirimpettaio Guglieri. Bel tempo quando deve saltarlo, nuvoloso quando dovrebbe servire. Peccati da ultimi sedici metri insomma, spazio in cui di solito si decidono le gare. La rotazione di tutti gli attaccanti biancorossi in rosa, non ha prodotto migliorie sensibili. Alla fine ricorderò Battaiola per l’innaturale colore dei capelli e per il tempo sottratto (tra andata e ritorno avrà consumato 45 minuti); parate vere nemmeno l’ombra. Quando l’arbitro chiude la partita tra le due squadre piacentine che gravitano in abito professionistico, ci si rende conto di quanto sia difficile digerire il risultato di una partita del genere. E di quanto sia difficile non utilizzare la parola “derby”, ma se non lo è non lo è.

Protagonisti

Tintori: alla quinta partita da titolare il vetro alle spalle cede. Un goal ogni cinque partite, uno ci metterebbe la firma. A prenderne un altro del genere spero non ci pensi proprio.

Giordano: mercoledì scorso ha segnato la sua prima rete da professionista. Ieri l’ha combinata robusta.

Tafa: non paga dazio al poco utilizzo stagionale. C’è poco da sbrigare, ma il suo lo sbriga bene.

Nava: serve attenzione, in quello eccelle.

Parisi: la direttrice Parisi-Munari è una garanzia. Ha il passo sempre più sicuro.

Gonzi: gli attaccanti non lo aiutano granchè, ma la qualità dei cross non è pari a quella con cui si libera per il cross.

Suljic: buona gara, sempre lucido e presente, solo non tira mai in porta. Nemmeno quando l’occasione è irresistibile.

Castiglia: non ho rivisto l’azione di lui che si incunea tra difensore e portiere per poi mettere a lato. Magari era difficile segnare. Dagli spalti pareva semplice.

Munari: la traversa colpita sta ancora ballando, Guglieri anche. Purtroppo non è di nessuna consolazione.

Cesarini: stranisce la debolezza di alcune conclusioni. Data l’assoluta confidenza che ha col pallone, forse non vuole ferirlo, colpendolo forte.

Dubickas: gioca un tempo, generoso in campo, invisibile in area.

Sono entrati:

Raicevic: rileva Dubickas. Combina qualcosa in più, ma quell’azione di contropiede vanificata, brucia parecchio.

Rillo: rileva Giordano. Sostituzione giusta, l’intensità sulla fascia migliora.

Marchi: rileva Tafa. Sostituzione sui generis, difensore esperto per difensore esperto, le cose con cambiano.

Lamesta: rileva Munari. Sostituzione da Mister, il pubblico non può capire perché togli quello che sta facendo bene, per mettere uno che alla fine non fa altrettanto.

Mister Scazzola:

La squadra ha trovato la sua dimensione. Contiene senza soffrire, propone con costanza situazioni pericolose. Poi è sufficiente un errore individuale e il castello di carte crolla. Siamo delicati.

Piacenza – Fiorenzuola 0-1

Piacenza: Tintori; Parisi, Tafa (67’ Rillo), Nava, Giordano (67’ Lamesta); Munari (67’ Marchi), Castiglia, Suljic, Gonzi; Cesarini, Dubickas (45’ Raicevic) . Allenatore: Scazzola

Fiorenzuola: Battaiola; Danovaro, Potop, Cavalli, Guglieri; Oneto (67’ Piccinini), Nelli (61’ Fiorini), Stronati; Giani (54’ Mamona), Mastroianni, Sartore (61’ Bruschi). All. Tabbiani

Marcatori: 25’ Giani

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